Come evitare che si comporti male. Le Storie Sociali/Còmo evitar malos comportamientos. Las historias sociales

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Quella che vedete sopra, è una Social Story, ovvero una Storia Sociale.

Le storie sociali, dette da me, anche “lavaggi del cervello”, sono essenziali, per (non sempre cancellare), ma di sicuro, ridurre, i comportamenti indesiderati da parte del bambino autistico. Molta pazienza ci vuole hehehe, ma noi ce l’abbiamo.

In particolare, questa sopra, l’ho ideata, molti ma molti anni fa (Ares aveva circa 5 anni) sempre sotto suggerimento del supervisore A.B.A., per diminuire alcuni comportamenti…come dire…impetuosi, al limite del violento, di Ares nei confronti della sorellina appena nata. Non che sia strana la gelosia di un fratello quando arriva un neonato in casa, ma nell’autismo ogni cosa diventa immensa, di conseguenza estinguere un comportamento inadeguato, si rende davvero difficile.

Le Storie Sociali devono, come vedete sopra, avere un linguaggio molto semplice, io le ho fatte quasi tutte in prima persona, come se fossi io Ares, anche perchè l’obiettivo è che l’autistico ripeta  la Storia, e se ne convinca.

Ambiente tranquillo, silenzio assoluto, poche o nessuna distrazione, e via la Storia, poi Ares la ripete, e così via, qualche volta al giorno. Quando Ares intentava tirare i capelli alla sorellina, praticamente bastava pronunciare le prime frasi della Storia Sociale, e il comportamento lesivo si interrompeva. 

La Storia Sociale ha comunque uno scopo di prevenzione e si possono impiegare in tanti ambiti: se non vuole attendere il proprio turno all’altalena del parchetto, se non vuole mangiare piano, se non vuole entrare nei negozi quando c’è la musica alta, se non vuole mettere la cintura in macchina, ecc ecc ecc.

Ad oggi, per esempio, quando, oramai adolescente, Ares ha ripreso qualche gesto aggressivo nei confronti della sorella, in macchina per lo più, ogni volta che lei parlava, io l’ho completamente estinto con la Storia Sociale, dicendola sempre PRIMA che l’evento accadesse: “Ares, ricordati che ora siamo in macchina e non devi fare del male a tua sorella quando parla. Lei può parlare quanto vuole e tù non devi mai farle del male. La frase che devi dire se non vuoi sentirla è: sorella, mi dai fastidio. Ma non devi toccarla.”

Vi assicuro che non lo fa più. E’ ovvio che non si finisce mai con l’autismo, perchè ora Ares ha compreso che del male non si fa, ma quasi ogni volta che la sorella parla, lui dice il nome della sorella a voce alta, e questo a Yara da un fastidio immenso, ma vabbe…, poi ci penserò a come togliere anche questo…

COMO EVITAR QUE SE COMPORTE MAL. LAS HISTORIAS SOCIALES

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Esta  que  ven  aquì arriba es una Social Story, o sea, una Historia Social.

Las  historias sociales,  que  yo llamo “lavados de cerebro”,  son  esenciales  para,  no siempre cancelar,  pero sì reducir,  los  comportamientos indeseados de un niño autista.  Hay que tener mucha paciencia … pero nosotros la tenemos.

En particular, esta historia de arriba, la ideè, hace muchos años (Ares tenìa casi 5 años), sugerida por  el supervisor ABA,  para  disminuir algunos comportamientos violentos, de Ares con  la hermanita Yara, recièn nacida.  Se sabe que los niños son siempre celosos cuando nace un hermano, pero en el autismo un evento similar se transforma en un problema gigantesco,  y por tanto, tratar  de cancelarlo, es una  labor ardua y difìcil.

Las historias sociales deben, como ven  arriba, ser  escritas con  un lenguaje simple, yo las he escrito casi todas en primera persona, como si yo fuera Ares, sobre todo porque  el objetivo que se persigue es que el autista repita la historia, y se convenza de lo que lee.

Ambiente tranquilo, silencio absoluto, ninguna distracciòn, y  ahì  va la historia, se lee, y despuès Ares la repite, y  asì  sucesivamente,  varias veces al dìa.  Cuando Ares  trataba  de tirar el  cabello a su hermanita, bastaba  pronunciar la  primera frase  de la historia  social,  y  el comportamiento “problema”  se  interrumpìa.

La historia  social  tiene  un  objetivo de  prevenciòn  y  se puede aplicar  en  varios  contextos:  si  no  quiere  esperar su turno  en el columpio del parque,  si  no quiere  comer despacio, si el niño no quiere entrar en  las  tiendas cuando hay mùsica alta, si no quiere abrocharse  la cinta en  el coche, etc, etc.

En estos dìas, en que Ares, ya adolescente, ha dado indicios  de querer  hacer daño a la hermanita, sobre todo en el coche, cada vez  que ella hablaba,  yo he  completamente cancelado el problema con la historia social,  dicièndola siempre ANTES de que suceda  el hecho: “Ares recuerda que  estamos entrando  en el coche y  no debes  hacer daño a tu hermana. Ella puede hablar cuanto quiera y tù no puedes, ni debes hacerle  daño. La frase que tienes que pronunciar cuando no quieres oirla es: me molestas, pero no  puedes tocarla”.

Pues les  aseguro que no lo hace  màs. Obviamente con  el autismo nunca  se terminan  las luchas,  porque  ahora Ares  sabe perfectamente  que no tiene que hacer daño a Yara, pero  cada vez  que ella habla, èl dice  su  nombre  y agrega: “me molestas”… pero bueno, ya despuès pensarè a còmo resolver este nuevo problema.

 

 

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