AUTISMO.  VI SPIEGO PERCHE MIO FIGLIO E’ A BASSO FUNZIONAMENTO

 

Ho ricevuto  in questi giorni diversi messaggi di mamme che vorrebbero sapere come riconoscere il funzionamento del proprio figlio autistico.

Chiariamo che non sono un medico, quindi non posso di certo dirvi qual è il funzionamento del vostro bambino. Posso però raccontarvi perché mio figlio è sicuramente un autistico cosiddetto “a basso funzionamento”, in modo che possiate fare dei paragoni con lo sviluppo dei vostri. Potrebbe servirvi a schiarirvi un po’ le idee.

Innanzitutto va detta una cosa: tutte le competenze di Ares, che vedete in questo sito, nei video, e anche tramite gli articoli, le ha acquisite con la terapia A.B.A., quindi sembrerebbe che Ares abbia sì delle competenze singolari, invece tutto ciò non significa che non  sia a basso funzionamento.

Ho  conosciuto bambini ad alto funzionamento, e spiccano, senza ombra di dubbio, eccellono in alcune materie, in alcune abilità. Quando sono molto piccoli hanno, come tutti i bambini autistici, una evidente compromissione nell’interazione sociale, ma il linguaggio è quasi sempre presente, spesso molto avanti rispetto alla loro età.

Ares da piccolo, intorno ai due anni, ha avuto una grossa regressione in seguito ad un evento, e ha smesso di parlare in entrambe le lingue (gli parlavo anche spagnolo). Da quel momento ha cominciato a dire poche parole, semplici, di richiesta: “biscotto” “latte”, “pelota” ecc ecc.

Ares non racconta quanto gli accade fuori casa. Con l’A.B.A. ha imparato  a raccontare, ma in principio non era un’abilità che gli apparteneva. Lui preferisce stare per conto suo, e giocare con il suo nastro, che arrotola e srotola per ore.

Gli Asperger, o anche gli autistici ad alto funzionamento hanno capacità notevoli in alcuni campi: informatica, pittura,  lingue.  Se da un lato non sarebbero in grado di allacciarsi le scarpe, dall’altra possono però risolvere esercizi di matematica con una facilità sorprendente, oppure replicare in maniera maniacale un disegno, oppure fare costruzioni complicate con i lego, o  in  qualche maniera dimostrano che non hanno nessun  tipo  di problema cognitivo.

bambini-asperger-informatica

Da  sempre con Ares ho dovuto faticare per conquistare ogni traguardo:  togliere il pannolino  è stata un’impresa ardua, farlo disegnare entro i contorni, aiutarlo nella comprensione del testo, ottenere la sua attenzione per fare un puzzle, coinvolgerlo in giochi di condivisione. Ares preferisce fare giochi ripetitivi dove alla fine succede sempre la stessa cosa: tipo inserire una macchinina nella pista per vederla cadere, era in grado di farlo anche 20 volte di seguito.

Ares è ecolalico,

ripete da quando era piccolo frasi dei cartoni, adorava i teletubbies e tuttora (a 15 anni) ogni tanto se li cerca nel tablet e in qualsiasi lingua, polacco, russo o cinese. Non è importante  oramai  la lingua con cui li sente, anche perché li conosce  a memoria. Per lui rimane gratificante il suono diverso abbinato ad  una  stessa immagine  che ha visto più di  1000 volte. Inoltre,  non gli interessa relazionarsi  con  le persone in  maniera appropriata e  non è poi  in grado  di farlo, ma  il  suo  approccio è  sempre bizzarro, usando  frasi che non conosce nessuno  tranne  chi  gli  sta vicino.

Alcuni  bambini  ad alto funzionamento sono attratti  dai giochi con una finalità specifica tipo il  lego per creare strutture molecolari

Ares  ha imparato a giocare per imitazione e anche con altre tecniche A.B.A, non è di certo in  grado di fare costruzioni sofisticate, o meglio, probabilmente lo sarebbe, ma non possiede  il  tempo di attenzione sufficiente  per  restare seduto  a fare  qualcosa che lo impegni mentalmente, (a meno che non si trovi nella seduta di terapia) nemmeno possiede l’interesse primario di dover costruire cose simili.

Rimane seduto, sì, anche per ore, ma per ripetere suoni che lo gratificano, come ad esempio, ripetere un suono nella chitarra per ore, lo stesso suono, restando fermo fra un suono e l’altro perchè  lui  deve sentire il  suono  fino  alla  fineeeeeeeeeeeee,  finchè  non sparisce  del tutto.

Sottolineo però che Ares  è gestibilissimo,  lo è stato da sempre, è una sua caratteristica, dico sempre che probabilmente se non  fosse stato autistico  sarebbe stato comunque un ragazzo tranquillo: si fa serenamente dieci, quindici ore di aereo fino a Cuba,  riesce a stare in un ristorante, a mangiarsi la sua pasta e ad  aspettare eventualmente che finiscano gli altri, entra nei supermercati e nei negozi (a volte urla frasi  dei cartoni per fare dispetti)  ma  lo si richiama all’ordine e rimane  tranquillo.

Da piccolo giocava in maniera più appropriata con le sue piste e i  suoi giochi, ma è anche vero che con lui si facevano più ore di A.B.A. era praticamente sotto terapia più di 40 ore  a settimana. Con il tempo e crescendo occupa il tempo in maniera diversa.

Di certo, come avete visto, Ares è senza ombra di dubbio, autistico a basso funzionamento, indovina con una sola nota un brano, ma non eccelle nella musica, dietro tutto quello che riesce a fare c’è un immenso lavoro, una incredibile, impensabile costanza. Preparare il latte con la cioccolata, imparare a cucinare la pasta, allacciarsi le scarpe, fare domande, tutto acquisito con l’A.B.A, una terapia alla quale non posso non essere riconoscente.

La grande sfida di noi genitori di ragazzi autistici, e questa volta  lo dico in generale, è quella di individuare una capacità di nostro figlio/a, e svilupparla, farla crescere, lavorarci al meglio, affinchè diventi poi un mestiere. Nel caso dei nostri ragazzi a basso funzionamento, bisogna avere la capacità di cogliere queste abilità, oppure, la forza di accettare che non ci sono competenze particolari e tramite altre vie come la terapia occupazionale, indirizzare i nostri figli verso altri mestieri onesti e utili, come ad esempio caricare l’acqua al supermercato. Io con Ares sto lavorando un po’ su tutto, per ora è colui che quando vede casse d’acqua ovunque, le prende e le porta in uno specifico posto  di casa.

IMG_20170704_1812080

…e va benissimo, anche se poi le ripone così:

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d’altronde… è sempre autistico.

 

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