Non è sempre autismo. A volte è adolescenza. 10 suggerimenti

Anno 2005: –“Ares, vieni qui!”. –Sì, mamma”

Anno 2018: “Ares, vieni qui”“NO”

-“Come nooooo”?

Ecco, un bel giorno vi rendete conto che vostro figlio con autismo è cresciuto. Ha la barba, è alto quanto voi o più di voi, ma soprattutto rivendica i suoi spazi e la sua indipendenza al di sopra di ogni cosa. 

Qualcuno di voi cercherà su Google con la speranza di trovare una risposta ad improvvisi rifiuti da parte del vostro “piccolo”. Vi interrogherete su cosa sia potuto accadere, se sarà una nuova stereotipia, un comportamento problema, invece NO, è soltanto l’adolescenza.

Quando vostro figlio arriva a questa delicatissima tappa dello sviluppo sarebbe ottimo tener presente alcuni semplici punti:

  1. Se non l’avete fatto prima, è ora di prepararlo alla vita adulta. Dovete iniziare a pensare a cosa fare da qui a 5 -10 anni: cosa vuole fare vostro figlio, quali obiettivi vuole raggiungere, se vuole lavorare, studiare…
  2.  Non importa a che livello di funzionamento è vostro figlio/a: deve imparare alcune abilità.  Deve essere capace di esprimere i suoi bisogni e desideri. Tutti gli Collage20170612-WA0088adolescenti devono essere coinvolti nel pianificare il loro futuro. Un buon punto di partenza è appurare se vostro figlio è consapevole di se, delle sue abilità, delle sue debolezze, se sa in cosa è diverso dagli altri. Utilizzate delle liste di parole, delle immagini. L’adolescente deve essere consapevole di cosa deve migliorare e in cosa invece può sentirsi sufficientemente autonomo.
  3. Si masturba: pazienza, lo fanno tutti i ragazzi della sua età e una volta “scoperta” è difficile smettere. Noi dobbiamo semplicemente limitarci ad insegnare le regole: quando e soprattutto dove.
  4. Responsabilità nelle faccende domestiche: iniziate a dargli dei compiti domestici: Screenshot_20181009-172015apparecchiare, sparecchiare, insegnate loro ad essere responsabili di se oltre che ad assumere un ruolo all’interno di una comunità. In base ai diversi livelli di abilità dell’adolescente, in ogni caso deve contribuire alla quotidianità domestica.
  5. Attenti all’epilessia, potrebbe arrivare, quindi non vi fate cogliere impreparati. Circa 1 adolescente su 4 ha le prime crisi epilettiche durante l’adolescenza. Non si conosce a fondo la ragione ma potrebbero essere causate dai cambiamenti ormonali. per la maggioranza le crisi epilettiche sono poco gravi, spesso sub-cliniche e non individuabili con la sola osservazione.  Un segno di possibile presenza di epilessia sub-clinica ad esempio, potrebbe essere il fatto che l’adolescente non fa più progressi a differenza dell’infanzia….; o ancora il perdere alcune abilità cognitive, oppure esibire dei comportamenti problematici mai avuti prima come l’auto aggressività, l’etero aggressività, gravi cambiamenti d’umore che non sembrano avere un riscontro, in cui in poche parole non si identifica un “antecedente”.
  6. Spiegate a vostro figlio i cambiamenti fisici che sta subendo: i peli della barba, le mestruazioni. Alcuni ragazzi, nel giro di pochissimo tempo, si ritrovano con peli ovunque e sentono cambiamenti d’umore che non riescono a spiegarsi. Usando il nome giusto, spiegate loro cosa sta accadendo.DSCI0163
  7. Insegnate ai vostri ragazzi l’autoregolazione: laddove non abbiate perso troppo tempo prima nell’insegnare a capire le proprie emozioni, è arrivato il momento di farlo. E’ essenziale che capiscano quando stanno per subire un sovraccarico. Una volta acquisita questa capacità, l’adolescente deve imparare come controllare le proprie reazioni, e deve sperimentare questi metodi per riuscire a tranquillizzarsi.  A scuola è necessario che impari a segnalare quando ha bisogno di una pausa. E anche a casa deve avere la possibilità di potersi calmare in un luogo e attraverso le strategie che ritiene più efficaci. 
  8. Cominciate a guardarvi intorno nel quartiere, guardate il vostro contesto con altri occhi: c’è un posto dove possa essere inserito vostro figlio nel mondo del lavoro? Cosa potete fare affinché il tutto avvenga nella massima serenità e sicurezza?
  9. Se vi dice NO, se non viene quando lo chiamate, se vi chiede di chiudere la porta quando sta in bagno oppure in camera sua. Se è diventato indisciplinato e ribelle, ricordate: non è l’autismo, è l’adolescenza!

 

 

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