Autismo e crisi epilettiche: per non essere impreparati

Nelle persone con autismo l’epilessia si verifica in circa il 30-40% dei casi (comorbidità epilettica), percentuali che aumentano in presenza di ritardo intellettivo e quindi di autismo più severo. In un terzo dei casi l’epilessia insorge nei primi anni di vita (Volkmar et al., 2004), ma nella maggioranza dei casi, le crisi insorgono in epoca adolescenziale ed assumono le caratteristiche delle crisi parziali complesse e tonico-cloniche generalizzate. In generale, anomalie epilettiformi,  responsabili dei disturbi comportamentali, hanno un’incidenza ancora più superiore nelle persone nello spettro.

E’ consigliabile che chi si prende cura delle persone con autismo, a partire dai genitori, sappia riconoscerle e intervenire nel caso dovessero insorgere ed è questo l’obiettivo di questo articolo: fornire le conoscenze di base sufficienti a riconoscere una crisi e soprattutto le istruzioni per comportarsi adeguatamente quando le crisi dovessero presentarsi.

Crisi parziali complesse

come si riconoscono..

Questo tipo di attacco interessa solo una parte del cervello, ma lo stato di coscienza della persona viene alterato. La persona può spesso apparire confusa e stordita, e può compiere strane azioni come giocherellare coi suoi indumenti, compiere movimenti di deglutizione o emettere suoni inusuali. La crisi dura solitamente per uno o due minuti ma la persona può rimanere confusa e in stato di sopore per alcuni minuti o alcune ore dopo che la crisi si è conclusa. Soprattutto nei casi di autismo severo, queste crisi non sono facilmente riconoscibili.

cosa fare…

✓ Nel corso di un attacco complesso parziale potresti dover guidare con gentilezza la persone in modo che eviti gli ostacoli e si allontani da luoghi pericolosi.
✓ Non appena la crisi si conclude, cerca di comunicare con la persona offrendogli il tuo sostegno e (se è verbale o comunica in altro modo) chiedendole se si sente bene.
✓ Chiama un’ambulanza se la persona non comincia a riprendersi dopo 15 minuti.

Crisi tonico-cloniche

Come si riconoscono..

Le crisi toniche cloniche sono attacchi generalizzati che interessano tutto il cervello. E’ il tipo di crisi a cui si riferisce la maggior parte della gente quando pensa all’epilessia. Alcune persone poco prima che l’attacco cominci possono provare un’ ‘aura’, come una sensazione di déjàvu, una strana sensazione allo stomaco o uno strano odore o gusto. L’aura è essa stessa una crisi epilettica semplice parziale.

Durante una crisi tonica clonica il corpo di chi ne è colpito si irrigidisce e la persona cade a terra (la fase tonica). Gli arti cominciano a contrarsi con forti movimenti simmetrici, ritmici (la fase clonica). La persona può sbavare dalla bocca, diventare blu o rossa in faccia o perdere il controllo della vescica e/o dell’intestino.

Anche se assistere a questo tipo di crisi epilettica può essere pauroso, l’attacco in se stesso difficilmente può causare danni alla persona che ne è colpita. Essa, tuttavia, può vomitare o mordersi la lingua e può a volte ferirsi se sbatte contro gli oggetti circostanti quando cade o è in preda alle convulsioni. La crisi normalmente cessa dopo alcuni minuti, dopo di che la persona è di solito confusa e in stato di torpore. Potrebbe soffrire di mal di testa e voler dormire. Questa sonnolenza può durare per alcune ore.

cosa fare…

Come prestare aiuto:
✓ Rimani vicino alla persona – stai calmo.
✓ Prendi nota dell’ora/durata della crisi (importante!!).
✓ Proteggi la persona da lesioni – togli qualunque oggetto pesante dall’area in cui si trova. Metti qualcosa di morbido sotto la sua testa. Allenta i capi di vestiario troppo stretti;
✓ Sposta con delicatezza la persona su di un fianco, non appena sarà possibile, per aiutarla a respirare
✓ Cerca di comunicare con la persona per assicurarti che abbia effettivamente ripreso conoscenza.
✓ Rassicurala
✓ Tieni lontano i curiosi

Cosa non fare:
✘ Non limitare i movimenti della persona.
✘ Non cercare di mettere forzatamente nulla dentro la bocca (importante!!).
✘ Non dare alla persona acqua, pillole o cibo fino a quando non sarà pienamente cosciente.

Dopo che la crisi si è conclusa, la persona dovrebbe essere messa sul suo fianco sinistro. Ricordati che esiste il lieve rischio che la persona possa vomitare una volta terminata la crisi, prima che abbia pienamente ripreso coscienza. Perciò, la testa dovrebbe essere collocata in modo che il vomito possa essere espulso dalla bocca senza venire inalato. Rimani con la persona fino a quando si sarà ripresa (da 5 a 20 minuti).

Chiama un’ambulanza col numero 118 se:
✓ la crisi ha una durata attiva superiore a 5 minuti o un secondo attacco segue subito dopo.
✓ la persona non ha riacquistato conoscenza entro 5 minuti dalla conclusione della crisi.
✓ la crisi avviene nell’acqua.
✓ la persona si è fatta male.
✓ la persona ha il diabete.
✓ sai, o credi, che sia stato il primo attacco epilettico sofferto dalla persona.
✓ se sei in dubbio.

 

Per saperne di più scarica la “Guida alle epilessie” della Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE)

fonte: ANGSA lazio

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