AUTISMO L’importanza di creare armonia a scuola/ La importancia de la armonìa en la escuela

Mia madre mi ha sempre detto: “Non litigare mai a scuola dei tuoi figli, perché è la loro seconda casa”. Ed è un pensiero che mi sono sempre portata dietro, anche fuori da Cuba. Mai avrei immaginato che avrei dovuto mettere in pratica più volte quel pensiero da quando ho un figlio autistico.

Dal momento in cui mi è arrivata la diagnosi di Ares ho sempre cercato di mantenere un equilibro sano fra fermezza e allegria, fra tenerezza e rigorosità, cercando, da una parte, di dimostrare alle istituzioni che non sono una sprovveduta, ma dall’altra mediando e cercando di mantenere  la calma che genera l’armonia che serve.

E’ molto difficile, perché spesso vengono calpestati i nostri diritti, e, come ho già accennato in altri articoli, dobbiamo sempre avvalerci delle lettere (io le faccio sempre rigorosamente protocollate), qui nel blog c’è un articolo dedicato alle lettere. Tuttavia, sia con le maestre, che con i compagni di classe di Ares e i  loro genitori, ho cercato sempre di mantenere un rapporto di sana collaborazione, propiziando il più possibile momenti di incontro e serenità.

Per prima cosa, faccio una lettera a inizio anno scolastico. SERVE! I ragazzi della classe e i loro genitori devono sapere che tuo figlio è autistico, devono conoscere i suoi gusti, cosa gli piace. Non lo dirà mai tuoi figlio se non lo fai tu per lui. Dipende da te se tuo figlio riuscirà ad avere amici o meno.

Quando posso, organizzo feste, cene, così da confrontarmi  e stare insieme agli altri come una madre normale perché SONO una madre normale. Spesso e volentieri mi sono resa conto che l’equilibro in una classe di 20 ragazzi a volte viene meno, e soltanto tu, mamma del figlio disabile, puoi essere in grado di accomunare intenti, di far riacquistare allegria agli altri.

Non bisogna isolarsi, MAI, anzi, è quasi imprescindibile invitare i compagni di classe, salutarli fuori dalla scuola, cercare di rimanere al corrente, per quanto possibile, della loro vita, del loro programma, dei loro voti. Non è che perché tuo figlio disabile ha un programma personalizzato, ti devi disinteressare degli altri, sono i  compagni di tuo figlio, stanno con lui quasi tutto il giorno, anche e soprattutto da loro dipende che tuo figlio stia meglio o peggio in classe.

Nella misura in cui tu li accogli e li comprendi, loro riusciranno ad accogliere e a comprendere tuo figlio, non è soltanto un compito della scuola, è anche tuo, mamma. Il risultato dell’armonia che ho creato attorno ad Ares, lo vedete nelle foto: i compagni di Ares che vengono a casa, e lo portano a mangiare un gelato, si prendono cura di lui come se fossero terapisti, lo coccolano e amano. L’armonia, credetemi, è fondamentale.

 

Mi madre me ha dicho siempre: “nunca pelees  en la escuela de tus hijos porque la escuela es su segunda casa”. Y es una idea que siempre he llevado conmigo, incluso fuera de Cuba. Nunca hubiera imaginado que habrìa puesto en pràctica esa idea precisamente con un hijo autista.

A partir del momento en que me llegò la diàgnosis de Ares, he tratado siempre de mantener un sano equilibrio entre la firmeza y la alegrìa, entre la ternura y el rigor, tratando, por un lado, de demostrar a las instituciones que no soy desprevenida,  por otro lado, mediando y tratando de mantener la calma que propicia la armonìa.

No es nada fàcil porque muchas veces nuestros derechos de ciudadanos y padres son pisoteados, y como ya he dicho en otros artìculos, pasamos la vida a escribir cartas . De todas maneras, tanto con los alunnos, como con sus padres, como con las maestras, he tratado siempre de mantener una relaciòn de colaboraciòn total, propiciando, lo mayor posible, momentos de reuniones y de serenidad.

La primera cosa es una carta a los padres (aquì hallaràn un artìculo dedicato a las cartas). HACE MUCHA FALTA UNA CARTA. Los niños del aula y sus padres tienen que saber que tu hijo es autista, tienen que saber què cosa le gusta, què caràcter  tiene, tu hijo nunca lo dirà, asì que es esencial que lo digas tù. Las amistades que tendrà tu hijo dependen tambien de ti, madre.

Cuando puedo organizo fiestas, visitas a mi casa, para hablar con los demàs como una madre normal, porque SOY una madre normal. A veces me he dado cuenta que el equilibrio de un aula de 20 niños no siempre perdura, asì que quièn mejor que tù, madre del niño discapacitado para donar la alegrìa que falta, para hacer que converjan precisos objetivos.

No hay que aislarse, NUNCA, al contrario, es importante invitar los compañeros de tu hijo a la casa, escuchar sus problemas, estar al tanto de sus resultados en las materias. No hay que esconderse detràs del programa personalizado de tu hijo para ignorar el resultado de los demàs. Se trata de los compañeros de tu hijo, estàn con èl casi todo el dìa, de ellos tambien depende que tu hijo se sienta bien o mal en el aula.

Si tù los acoges y los comprendes, ellos acogeràn y comprenderàn mejor tu hijo, no es solamente una tarea de la escuela, es tambien tuyo, madre. El resultado de la armonìa que he creado en el aula de Ares lo pueden ver en las fotos: los amigos de Ares que vienen a la casa, se lo llevan a tomar un helado, lo tratan como si fueran terapistas, lo acarician, lo aman. La armonìa, crèanme, es fundamental.

 

 

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