Classe nuova? Scrivi una lettera ai genitori!/Un nuevo año escolar? Escribe una carta a todos los padres

Immagine lettera genitori

Vi ho inserito qui sopra una parte della lettera che ho scritto ai genitori della 1a media, quando Ares ha intrapreso il percorso della secondaria. Ho scritto anche quando ha cominciato la prima elementare, e anche al primo liceo. Io scrivo sempre, noi genitori di ragazzi autistici scriviamo sempre.

Secondo me è essenziale cominciare un percorso scolastico informando gli altri genitori sull’handicap del proprio figlio, semplifica la vita a tutti, soprattutto al disabile. Ho sentito una volta di un ragazzo frequentante le medie, con gravi disturbi di personalità e atteggiamenti alquanto bizzarri, con il quale i ragazzi “normodotati” non sapevano come relazionarsi, proprio perché i genitori non avevano mai fatto conoscere il suo “problema”, e di conseguenza i compagni non capivano per quale ragione si  comportasse in quel modo. Ecco, io, questa cosa, la ritengo un vero disastro.

I ragazzi, i bambini, i genitori, gli insegnanti, devo sapere BENE, benissimo, quale diagnosi ha il disabile e quali sono le sue caratteristiche. Altrimenti, secondo me, ci vorrebbero anni prima che gli  altri capiscano come comportarsi, e questo è lesivo nei confronti del ragazzo stesso. Inoltre, è anche più facile per gli altri genitori, spiegare ai propri figli le linee di comportamento che devono avere nei confronti del nuovo arrivato “speciale”. Avrebbero qualcosa in mano, per poter, anche loro, aiutare i propri figli a comportarsi. 

Credetemi, non basta il pezzo di carta che si consegna  a scuola per avere il Sostegno, perchè gli insegnanti, se non è il genitore che per primo si dimostra disponibile al dialogo, non sono affatto tenuti, anzi non devono nemmeno accennare alla disabilità dell’alunno, per questioni di privacy. 

Io credo che gli altri genitori possano avvicinarti senza troppe difficoltà e possano porgerti la mano in maniera più semplice, se tu per prima ti sei rivolta a loro, se tu hai raccontato la tua storia senza filtri, con il cuore in mano. E’ inutile la scusa della privacy, del “sono fatti miei”, ecc, ecc. Tutte balle!. Alla fine, il disabile sta in classe sempre, tutti i giorni, dovrà andare in gita un giorno, no? Dovrà aderire a gruppi per cartelloni, e lavori simili. E’ inutile nascondere  il problema proprio nel contesto in cui hai più bisogno degli altri, dove se tutti ti sono alleati, la vita diventa più serena.

Scrivete una lettera anche voi…

UN  NUEVO ANO ESCOLAR? ESCRIBE UNA CARTA A TODOS LOS PADRES

carta a los padres espanol

Esto que ven arriba es un fragmento de una carta que escribì a los padres del primer año de secundaria. Escribì tambien cuando empezò la escuela primaria, y ademàs, cuando empezò la escuela superior. Yo escribo siempre, nosotros, padres de niños autistas, escribimos siempre.

Yo pienso, sinceramente, que sea necesario iniciar cada año escolar informando los otros padres sobre el handicap del proprio hijo porque semplifica la vida de todos, sobre todo del discapacitado. Una vez oì hablar de un muchacho de la secundaria, con graves problemas de personalidad y comportamientos “extraños” , con el cual, los amigos “normales” no sabìan còmo relacionarse, precisamente porque los padres nunca habìan hablado del “problema” del alunno, y por ende, sus compañeros no entendìan la razòn de tan particular actitud. Bueno, yo creo que todo eso sea de verdad un desastre.

Los niños, los padres, los profesores, tienen que saber BIEN, con  detalles, cuàl es la diagnosis del discapacitado y cuàles son sus caracterìsticas. De lo contrario, creo que pasarìan años antes de que los demàs logren entender còmo relacionarse con la dificultad. Pero, ademàs,  es mucho màs facil para los otros padres, explicar a sus hijos las lìneas  comportamentales que deben tener con el recièn llegado “especial”,  tendrìan realmente algo concreto para ayudar a sus hijos.

Crèanme, no es suficiente el pedazo de papel que se entrega en la escuela para obtener el profesor de apoyo, porque los profesores, si no es el proprio padre que se demuestra disponible al diàlogo, no tienen ninguna obligaciòn para hablar de la discapacidad del alunno, incluso por una cuestion real de privacidad.

Pienso que los demàs padres puedan acercarse a tì, sin muchas dificultades, y puedan extenderte la mano, de manera màs simple, si eres tù la primera que te diriges a ellos, sin filtros y con el corazòn en la mano. Es inùtil esconderse detràs de la privacidad, del “son problemas mios”, etc, etc. Tonterìas. Al final, el discapacitado està en el aula todos los dìas, andrà a excursiones, tendrà que unirse a grupos de trabajo. Es inùtil esconder el problema precisamente en el contexto donde màs necesitas apoyo, donde si todos se unen a tì, la vida es mucho màs serena.

Escriban una carta ustedes tambien…

 

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