Dietro le crisi improvvise spesso ci sono “false promesse”/DETRAS DE LAS CRISIS REPENTINAS A VECES EXISTEN “FALSAS PROMESAS”

 

 

Una volta una persona di mia conoscenza con un figlio autistico, mi chiamò disperata perchè il bambino ultimamente aveva crisi di pianto e rabbia all’improvviso, senza un reale motivo.

C’è sempre un motivo! Così riguardo all’ultimo accadimento gli ho chiesto di ripercorrere lo svolgimento della giornata: cosa hanno fatto, dove sono andati e cosa hanno detto al bambino. Apparentemente non c’era nulla che non andasse fino a ché non mi è stato riferito che, da qualche giorno, il ragazzo manifestava il desiderio di andare alla casa in campagna. Proprio per questo motivo il papà a tavola, dal momento che il ragazzo non voleva mangiare, gli ha detto: “Se finisci la carne poi andiamo in campagna”. Bingo! Sono frasi che qualsiasi genitore avrà detto migliaia di volte ai propri figli ma che, nel caso di bambini autistici, possono rivelarsi un boomerang.

Ricordo che una volta un pediatra spiegò che i neonati, quando vedono la mamma uscire dalla stanza spesso piangono perché, NON AVENDO LA COGNIZIONE DEL TEMPO, non sono in grado di capire che di lì a poco la mamma rientrerà per accudirli: la mamma che esce dalla stanza potrebbe essere un qualcosa di definitivo, senza un ritorno.

Un qualcosa di simile accade ai nostri ragazzi. Molto spesso non hanno la cognizione del tempo così come la abbiamo noi. Tornando dunque alla precedente storia, il figlio della persona di mia conoscenza, sentendosi dire “Se finisci la carne poi andiamo in campagna”, si aspettava che finito l’ultimo pezzetto di carne nel piatto, si prendesse la macchina e si partisse. Il non verificarsi di questa aspettativa dopo qualche ora ha determinato la crisi: non a caso il bambino nella disperazione urlava la località del luogo dove si trovava la casa.

Non fate mai false promesse o promesse che non possono essere mantenute di lì a breve. E’ ESSENZIALE piuttosto munirsi di un cartellone/cartoncino, quelli che si trovano nei tabaccai, da utilizzare come calendario o scadenzario.

Segnate i giorni che mancano a una partenza o a un evento che sapete interessa al bambino e , visivamente fategli vedere con mano quello che succederà nel futuro prossimo: “Oggi è lunedì, vedi noi siamo qui. Dobbiamo arrivare a sabato. Quanto manca?” E contate insieme a lui le caselle dei giorni che mancano in modo da renderlo partecipe di una aspettativa in cui il fattore “tempo” torna ad essere interpretato con cognizione di causa

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DETRAS DE LAS CRISIS REPENTINAS A VECES EXISTEN  “FALSAS PROMESAS”

Una vez, una persona que conozco, con un hijo autista, me llamò desesperada porque el niño ùltimamente tenìa crisis de llanto y rabia repentinos, sin un real motivo.

Existe siempre un motivo!. Por ello le pedì que me contara què habìa hecho durante todo el dìa: dònde habìan ido y què cosa le habìan dicho al niño. Tal parecìa que todo era perfecto hasta que me dijeron, que desde hacìa varios dìas, el niño querìa irse a la casa en el campo. Y por eso, su padre, sentados a la mesa, visto que el niño no querìa comer, le habìa dicho: “si te comes todo, nos vamos al campo”. “Ahì està” –me dije! Son frases que cualquier padre habrà dicho millones de veces a sus propios hijos pero que, en el caso de los niños autistas, pueden transformarse en un bumerang.

Recuerdo que una vez, un pediatra me explicò que los recièn nacidos, cuando ven la madre salir del dormitorio, a veces lloran porque , NO TENIENDO IDEA EXACTA DEL TIEMPO QUE PASA, no logran entender que despuès de poco tiempo, la madre volverà para cuidarlos: la madre que se va pudiera ser algo definitivo, sin regreso.

Algo parecido sucede con nuestros hijos. Muchas veces no tienen idea exacta del tiempo que pasa, de la misma manera en que la tenemos nosotros. Volviendo a la historia que les contaba, el hijo de mis amigos, oyendo la frase “si te comes todo te llevo al campo”, estaba seguro que cuando se hubiera comido el ùltimo pedacito de carne que quedaba en el plato, se tomaba el coche y se partìa. Cuando viò que realmente esto no sucedìa, despuès de varias horas, se desencadenò su crisis: de hecho mientras lloraba, el niño gritaba el lugar donde querìa ir.

No hagan nunca falsas promesas, o promesas que no puedan realizarse dentro de poco tiempo. Es mucho mejor hacer un cartel enorme, como el quel es muestro aquì, para utilizar como agenda visiva.

Indiquen bien los dìas que faltan a un viaje o a un hecho de relevancia que ustedes saben interesa al niño, y visivamente, ensèñenle con la mano lo que pasarà en el futuro inmediato: “Hoy es lunes, ves?, nosotros estamos aquì. Tenemos que llegar al sàbado. Cuànto falta?” Y cuenten juntos las casillas de los dìas que faltan para que participe junto a ustedes en la espera, en la cual el factor “tiempo” vuelve a ser interpretado con total consciencia.

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