Autismo. Le convulsioni.

Le convulsioni sono una preoccupazione significativa e sono relativamente comuni nei soggetti con autismo. In effetti le crisi sono il disturbo neurologico più diffuso associato all’autismo.

Spesso si fa confusione tra convulsione ed epilessia, questo accade perché le convulsioni sono un sintomo tipico, ma non esclusivo, dell’epilessia. Le convulsioni, infatti,  possono essere provocate da altri tipi di patologie o da altre condizioni:

  • ascessi cerebrali;
  • crisi di astinenza (astinenza da alcol, farmaci, sostanze stupefacenti);
  • eclampsia;
  • encefalite;
  • febbre (si parla di convulsioni febbrili, specie nei bambini);
  • idrofobia;
  • meningite;
  • neoplasie cerebrali;
  • problemi di tipo metabolico (ipoglicemia, iponatremia e ipossia);
  • tetano;
  • uremia.

Mentre l’1-2% dei bambini nella popolazione generale sviluppa l’epilessia, la prevalenza dell’epilessia nell’autismo è molto più alta con stime che variano ampiamente dal 5% al ​​38%. Alcuni individui con autismo sviluppano convulsioni durante l’infanzia, alcuni durante la pubertà e alcuni durante l’età adulta. Sebbene la prevalenza per età non sia ben studiata, studi recenti suggeriscono che il rischio di convulsioni rimane elevato nell’età adulta. 

Uno studio condotto dal Karolinska Institute su 27mila adulti, pubblicato dall’ANSA e dalla rivista British Journal of Psychiatry, indica l’epilessia e il suicidio fra le principali cause di morte nei soggetti con autismo. Alcuni sottogruppi di individui con autismo hanno un rischio più elevato di sviluppare convulsioni ed epilessia.

Differenza fra convulsione ed epilessia:

Con il termine convulsioni si indicano movimenti involontari dei muscoli della durata di pochi minuti. Si tratta di eventi isolati, destinati a rimettersi spontaneamente nell’arco di breve tempo. Una convulsione che dura più di 5 minuti costituisce un’emergenza medica. Le convulsioni sono più frequenti di quanto si possa immaginare. Possono accadere dopo un incidente cerebro vascolare, dopo un’infezione, come ad esempio la meningite. Tuttavia spesso si ignora la causa della convulsione. (mayoclinic)

Sintomi delle convulsioni:

  • Confusione temporale
  • Episodi di assenza
  • Movimenti spasmodici incontrollabili di braccia e gambe
  • Perdita di conoscenza o coscienza
  • Sintomi cognitivi o emozionali, come paura, ansia o déjà vu

Le convulsioni non sono direttamente connesse a una disfunzione dell’attività elettrica celebrale, pertanto non sono classificabili come malattia.

L’epilessia è la patologia neurologica più comune: in Italia i pazienti affetti da epilessia sono circa 500.000, di cui circa 125.000 con forme resistenti alla terapia farmacologica.(neurologia.it)

A differenza delle convulsioni, in caso di crisi epilettiche siamo di fronte a una condizione medica causata da un’attività elettrica anomala da parte del cervello, più specificatamente dei neuroni localizzati a livello della corteccia cerebrale, ovvero dell’encefalo.

Le crisi epilettiche si manifestano in maniera molto similare alle convulsioni, tanto da renderne difficile la distinzione, ovvero contrazioni dei muscoli seguite a brevi rilassamenti, accompagnate da deviazione degli occhi in alto. Ciò che differenzia le crisi epilettiche dalle più comuni convulsioni è la tendenza delle prime a ripetersi nel corso della vita dell’individuo.

La durata e l’intensità di ciascun episodio varia da soggetto a soggetto: solitamente le crisi epilettiche hanno durata di pochi minuti, con intensità e frequenza maggiori a inizio dell’episodio e più ridotte a fine dell’attacco, generalmente sono seguite da uno stato confusionale del paziente e da dolore muscolare.

È bene sapere che le crisi epilettiche sono un sintomo tipico dell’epilessia, ma non esclusivo, ad esempio non sono rari i casi di epilessia manifestata prevalentemente con momenti di assenza da parte del soggetto che per pochi secondi è incapace di comunicare e muoversi.

Tuttavia l’EEG è negativo nel 50% delle epilessie e non le esclude essendo negativo. Crisi ripetute senza causa apparente indicano comunque una tendenza costituzionale (per qualsiasi motivo, in genere sconosciuto, comunque biologico nel senso di una minore stabilità elettrica delle membrane cellulari delle cellule nervose e perciò duraturo) a sviluppare crisi epilettiche.

Diagnosi di convulsioni in bambini con disturbo dello spettro autistico
A volte è chiaro che una persona ha avuto un attacco. Tuttavia, nei bambini con autismo i sintomi sottili delle convulsioni sono molto difficili da differenziare da comportamenti anormali comunemente associati all’autismo. Ad esempio, è comune per i bambini con autismo avere episodi fissi, tic motori e movimenti stereotipati. È importante determinare se queste anomalie sono convulsioni o un’altra anormalità neurologica poiché dovrebbero essere trattate in modo molto diverso. Pertanto, in molti casi in cui non è chiaro se il comportamento osservato sia o meno un attacco convulsivo, un elettroencefalogramma esteso durante la notte dovrebbe essere fortemente preso in considerazione al fine di ottenere una diagnosi chiara e accurata.

fonti: medicinaonline, pazienti, neurologia.it, mayoclinic 
Annunci