Autismo. In caso di regressione (ritorno al pannolino)

Se i progressi di tuo figlio fanno un passo indietro, non allarmarti. Alcune regressioni non sono inusuali. Devi considerare se ci sono stati cambiamenti recenti, ad esempio vacanze, cambiamento di lavoro, traslochi, assenza di una persona familiare a scuola o a casa. Lo stress di tali cambiamenti può influire negativamente sui progressi nell’uso corretto del bagno. Tuttavia, non è consigliabile tornare all’utilizzo dei pannolini. Ciò potrebbe confondere tuo figlio e ostacolare ulteriormente i progressi nel processo di formazione.

Oltre a cercare eventuali cambiamenti recenti, prendi in considerazione anche eventuali cause fisiche della regressione, come minzione dolorosa o problemi intestinali. Il recente insorgere di una malattia o la somministrazione di farmaci, nonché cambiamenti nella dieta o nelle abitudini del sonno, possono portare a regressione. Se il bambino ha sintomi fisici insoliti è meglio consultare il medico.

Quando tuo figlio subisce una regressione di qualsiasi genere potresti sentirti scoraggiata o addirittura arrabbiata. Devi invece rimanere calma e mantenere l’obiettivo finale in mente. 

Fornisci supporto emotivo a tuo figlio e cerca di stare molto attenta per capire cosa è cambiato. Chiedi un colloquio con la scuola, senti i caregiver che si occupano di tuo figlio durante la settimana, il terapista, i parenti.

Il manifestarsi di aspetti regressivi nella crescita – afferma la Dottoressa Francesca Maria Collevasone, psicologa clinica e naturopata– spaventa molto i genitori, che tendono in generale a spingere in avanti i figli, pretendendo da loro grandi risultati nel minor tempo possibile. Da lì la preoccupazione nei momenti in cui la crescita-progresso sembra fermarsi. Gli psicologi utilizzano il termine “regressivo” quando un bambino adotta dei comportamenti tipici di una fase evolutiva precedente nello sviluppo psicofisico. Una sorta di passo all’indietro rispetto a quanto acquisito fino a quel momento. Capita spesso che un bambino molto sveglio e autonomo improvvisamente ritorni a parlare come un bimbo piccolo; faccia la pipì nel letto; rifiuti di mangiare da solo e voglia essere imboccato o desideri le pappe al posto del cibo solido; riprenda a gattonare; si svegli spesso la notte e pretenda la presenza del genitore per riaddormentarsi o, ancora, voglia essere preso sempre in braccio.

I genitori vedono in questo comportamento da piccolo qualcosa che non va e si adoperano per contrastarlo. È importante ricordare, tuttavia, che questo fenomeno è del tutto normale: la crescita procede secondo un andamento ellittico e non lineare; a ogni conquista evolutiva (come camminare o parlare), il bambino compie un balzo in avanti legato all’apprendimento di nuove capacità per poi ritornare sui suoi passi, a volte fermarsi e ripartire più sicuro. Le fughe all’indietro costituiscono movimenti funzionali allo sviluppo del bambino in quanto gli permettono di fermarsi in un’area di esperienza già consolidata traendo fiducia in sé e la sicurezza necessaria per affrontare una delle tappe evolutive successive. Non solo, in un momento di difficoltà, la regressione consente un isolamento temporaneo dagli stimoli, una pausa utile per metabolizzare l’esperienza e superarla.”

Una regressione, di solito, è un meccanismo di difesa che i bambini mettono in atto quando vivono una condizione di disagio.
Potrebbe trattarsi di qualcosa di particolarmente rilevante, come un evento traumatico;
oppure di uno stravolgimento che implica cambiamenti nella sua vita, come potrebbe essere la nascita di un fratellino/sorellina, tensioni familiari e separazioni dei genitori, l’inserimento ad una scuola nuova.
Potrebbe essere un periodo in cui, per vari motivi, il bambino avverte più fatica o stanchezza del solito.
O infine più semplicemente, senza che si tratti dell’espressione di un disagio particolare, il bambino sente il bisogno di maggiori attenzioni e coccole da parte dei suoi genitori e questo è un modo di sentirsi “più piccolo e coccolato”.

Come comportarsi

Nonostante la reazione più comune dei genitori sia quella di allarmarsi, è fondamentale mantenere la calma ed il controllo e non farsi prendere dall’ansia: più il bambino sentirà la tensione per ciò che è accaduto, più sarà spaventato e insicuro nelle proprie capacità.

È necessario, quindi, rapportarsi con lui in maniera assolutamente serena, non rimproverarlo, ma mostrarsi comprensivi e rassicuranti (“può accadere, ma non è un problema”), parlare con lui, cercare di capire cosa vuole comunicarci, porsi in una condizione di sincero ascolto e accoglimento di un eventuale disagio. Le storie sociali ad esempio, possono costituire un valido supporto: creare storielle semplici con un linguaggio chiaro dove il protagonista sia un bambino che regredisce e torna a farsi la pipì al letto e poi capisce che è molto meglio andare in bagno e fare i bisogni lì, piuttosto che rimanere bagnato e sporco a lungo.

Anche il ritorno all’uso di immagini potrebbe aiutare a reintrodurre il corretto uso del bagno:

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Cosa bisogna assolutamente evitare per non peggiorare la situazione?

Urla e rimproveri sono assolutamente da bandire, così come punizioni, umiliazioni, accuse e comportamenti volti a far sentire in colpa, a far emergere in lui il senso di vergogna e l’idea di essere incapace e non degno di essere amato.

Per fare un esempio pratico, no a frasi come:
“i bambini della tua età non si fanno la pipì addosso”,
“vedi, gli altri sono più bravi perché la fanno nel vasino”,
“non ti vergogni? I bambini piccoli la fanno addosso, tu sei grande!”,
“se fai ancora una volta la pipì addosso non ti do più bacini/me ne vado/non ti voglio più bene”.

No anche a punizioni, come privare il bambino di un particolare gioco o attività piacevole.

Altri comportamenti che implicano regressione possono essere: tornare a dormire con i genitori, farsi la popò addosso, irritabilità, disturbi del sonno, stati d’ansia, tutti sintomi di un disagio fisico o psicologico, ecco perchè non dobbiamo mai smettere di essere attenti osservatori. 

COME INSEGNARE AD UN BAMBINO CON AUTISMO L’USO CORRETTO DEL BAGNO

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