Autismo. Bocca che non mastica…

 

Ho fatto una piccola ricerca sull’importanza della masticazione perchè Ares ha 15 anni e praticamente non mastica più. Non saprei quando è capitato che cominciasse a masticare di meno. Da piccolo mangiava tutto e masticava bene, nel tempo, forse di più con l’adolescenza, è diventato più vorace, e con la voracità è arrivata la velocità.

Guardate qui come Ares mangiava da piccolo…

Inutile parlarvi dell’importanza della masticazione per avere una corretta digestione dei cibi, digestione spesso già difficile nei soggetti  con autismo, alla quale poi aggiungiamo la ben nota selettività alimentare che causa non pochi problemi. Esiste anche qualche studio che riguarda la correlazione fra masticazione e produzione di suoni. I bambini che non masticano tenderebbero a parlare di meno, ma di questo parleremo in un’altra occasione.

Ho estrapolato questa frase da un articolo ben più elaborato che vi voglio proporre:

“Recenti studi hanno dimostrato che nei bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico i meccanismi neurali che sottendono la comprensione motoria dell’azione sono in qualche modo compromessi, come se loro avessero difficoltà nel fare affidamento a tale via motoria (e preferissero altre vie, magari più lunghe e complesse, come quelle legate ai processi inferenziali). In particolare, uno studio di Cattaneo et al. (2007) ha mostrato, attraverso una registrazione EMG (elettromiografia) che i pazienti con autismo non hanno attivazione del muscolo miloioideo (un muscolo necessario per la masticazione) quando veniva chiesto loro di osservare uno sperimentatore prendere una caramella per mangiarla, mentre i soggetti del gruppo di controllo (sviluppo tipico) mostravano una chiara attivazione del muscolo.

Tale risultato è stato interpretato come un’evidenza del malfunzionamento del sistema mirror nei pazienti con disturbo dello spettro autistico (Fogassi et al. 2005). Inoltre, insieme ad altre evidenze raccolte negli ultimi anni (Fabbri-Destro et al., 2009; Boria et al., 2009; Rochat et al. 2013,), tali dati sembrano indicare che nei pazienti con diagnosi di disturbo dello spettro autistico sussista una specifica difficoltà nell’ambito della  cognizione motoria”.

Cioè, secondo questo articolo, che trovate per intero QUI, gli autistici avrebbero una compromissione del muscolo deputato alla masticazione, e di conseguenza non sono realmente consapevoli dal punto di vista motorio dell’azione che implica masticare, oppure quanto meno preferiscono non dare affidamento ai muscoli prescelti dalla natura per frantumare il cibo.

Leggendo, ho  avuto  modo  di  appurare che  molti bambini manifestano facile stanchezza  e incapacità a trattenere il cibo. L’atto richiede infatti buoni riflessi, sforzo muscolare, e un’attiva, complessa e finalizzata partecipazione di più organi.

E’  importante proporre molto presto al bambino l’esperienza masticatoria e non continuare troppo a lungo con diete a base di purè o omogeneizzati.

Dunque molto importante sarà assumere un ritmo di masticazione ma anche di tempo dell’alimentazione che sia rispettoso dei desideri del bambino senza che ci sia impazienza e intonazione nervosa del genitore che relaziona in quel momento con il bambino. Si rischia al contrario di creare una masticazione nervosa e irritata, eccitata e tesa che genera un senso di debolezza e stanchezza del ritmo verbale.

E’ necessario dunque chiedere con empatia uno sforzo masticatorio al bambino e mai iniziare troppo tardi a nutrirlo con cibi solidi.

Il mio consiglio  è quello di insistere nella masticazione  del vostro bambino fin da piccolo, per non arrivare fino all’età di Ares, momento in cui oramai, credetemi, è davvero  difficile introdurre  nuovamente  la masticazione.

Guardate come Ares mangia ora:

Non vuol dire  che  non ci proverò a ripristinarla,  ma è sicuramente meglio non perderla, e quindi prevenire  è sempre decisamente meglio che curare.

A questo proposito vi  propongo alcuni giochi da fare con il vostro  bambino per favorire la masticazione:

Far mangiare al bimbo cibi secchi tipo crackers guardandosi allo specchio. Incoraggiarlo a guardarsi mangiare, modellare una masticazione esagerata.

Incoraggiare il bambino ad aprire la bocca e a scoprire come si mastica e come si ingoia. Commentare la sensazione di mollezza dei cibi masticati. Modellare un  ingoio esagerato. Cercare se nella bocca sono rimasti pezzi masticati ma non ingoiati, molti nostri bambini lasciano in bocca quantità di cibo; fatene un gioco e dite di ingoiare tutto il cibo.

Quando ha fatto del suo meglio per ingoiare tutto, concedete un secondo cracker. Questa è la migliore e più facile attività per una stimolazione interoraltattile. Si cerca di dare consapevolezza dell’atto del mangiare, cosa si prova, cosa fanno le mandibole, cosa la lingua fa e può fare, come pulire dal cibo la bocca, cosa è ingoiare ecc. Questa attività stimola il bambino ad essere conscio dell’attività oromotoria ogni volta che mangia.
Quando si lavora sui suoni, farlo davanti allo specchio per dare segnali anche visivi. Eliminare col tempo l’uso dello specchio .

un  abbraccio,

Bàrbara

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