Autismo. Primi passi per insegnare il disegno

I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perché il disegno è uno strumento comunicativo.

Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all’area dell’Affetto Sociale: se c’é un’inibizione relazionale ci sara’ anche un’inibizione nell’aspetto comunicativo del disegno. La prova arriva da uno studio decennale dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), realizzato su un campione di 84 bambini autistici dai 2 ai 15 anni, e pubblicato sul Journal of Psychology & Psychotherapy.

Proprio come la scrittura, anche il disegno e la pittura sono strumenti per incanalare le proprie emozioni.

La produzione grafica del bambino autistico- spiega Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie del Centro IDO- non può quindi essere valutata solo con parametri cognitivi, in quanto se il bambino ripete sempre lo stesso disegno mostra un atteggiamento stereotipato e se è stereotipato non è comunicativo. Avevamo una bambina autistica che faceva dei disegni splendidi, ma erano sempre gli stessi. Erano appunto stereotipati. Quando poi ha iniziato a disegnare all’interno della terapia il livello del suo disegno formale è diminuito ma la produzione grafica è diventata per lei uno strumento di comunicazione e di narrazione di sé”.

Ma, fatta questa premessa veniamo a noi e a come insegnare a disegnare a un bambino autistico.

Ancor prima di cominciare con il disegno Ares ha scarabocchiato tanto e in tanti modi, abbiamo lavorato molto sulla forza della mano perchè il tono muscolare di Ares era piuttosto basso quando era più piccolo, e poi siamo arrivati al pregrafismo:

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Per il lavoro di pregrafismo ho usato tante immagini come queste sopra e anche una Lavagna Magica, con la quale Ares ricalcava disegni semplici, non soltanto quelli che venivano in dotazione alla lavagna, ma anche disegni che facevo io. E’ stato uno strumento fondamentale. Ares 4 anni e mezzo marzo 06 (1) 

Le esercitazioni di pregrafismo aiutano i bambini a tracciare vari segni, coordinando quindi il movimento degli occhi e delle mani, in modo tale da approcciarsi alla scrittura.

Lo scarabocchio prima e il pregrafismo dopo mi hanno anche dato modo di correggere l’impugnatura della matita, indirizzando Ares verso il suo uso corretto. 

In linea di massima con Ares ho usato due modi per insegnare il disegno:

  • l’imitazione
  • il concatenamento anterogrado (si insegna prima il primo passo della catena, poi vengono insegnati i passi concatenati successivi proseguendo fino alla fine.)

Guardate questo video che mostra l’insegnamento del disegno ad una bambina con autismo non verbale. E osservate il metodo:

Ci sono alcuni punti fondamentali che si vedono bene nel video:

  • la bambina impara per imitazione, quindi ripete l’azione che vede.
  • viene sempre aiutata ogni qualvolta sbaglia.
  • spero che abbiate notato che il terapista non usa frasi del tipo: ma che hai fatto?, non si fa così, ecc. Ma indica sempre con un semplice gesto quello che la bambina deve fare.
  • Avete visto come il terapista crea dei puntini quando la bambina sbaglia a fare il triangolo? In modo di indicare il punto esatto dove bisogna portare la linea.
  • Ogni volta che la bambina crea una figura completa il terapista dice il nome della figura: quadrato, triangolo, cerchio (in modo che resti impresso nella memoria quello che si è appena fatto)

In linea di massima questo è uno dei metodi più efficaci. Aggiungerei, nel caso sia necessario, anche l’aiuto fisico, e cioè: collocarsi dietro al bambino e aiutarlo fisicamente prendendo la sua mano per creare la forma desiderata. Ogni aiuto va sfumato piano piano fino a scomparire.

Il concatenamento anterogrado invece, ci porta ad insegnare al bambino un passo alla volta: oggi insegno a disegnare la testa dell’orsetto, la prossima settimana la bocca, l’altra gli occhi e così via. Ovviamente il tempo che si dedica all’insegnamento dipende da quanto velocemente impara il bambino. E’ bene premiarlo per ogni successo raggiunto.

Ecco un esempio di come potrebbe essere spezzettato il disegno di una bambina:

 

Il disegno del volto ad esempio, è stato difficile per Ares, il quale non ha una spiccata passione per il disegno in generale. Ci siamo messi giorni e giorni prima di arrivare alle sopracciglia. Questi sono alcuni suoi disegni di quando aveva 4 anni:

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Questi, invece, sono disegni semplici con i quali potete iniziare. Ho aggiunto i Minion perchè spesso i bambini sono più motivati se quello che devono imparare riguarda un cartone preferito o simile. 

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Claire Tottle è una docente inglese che ha dedicato la sua vita ad insegnare l’arte agli allievi con autismo e consiglia quanto segue a tutti gli insegnanti di alunni con autismo:

  1. Nei primi giorni di lavoro con un alunno è importante osservare i loro atteggiamenti e reazioni e lasciare che questa conoscenza stia alla base le tue lezioni successive.
  2. A volte l’approccio migliore è quello di offrire una gamma di materiali tra cui scegliere, dando loro il controllo. Molti alunni autistici lottano con la natura imprevedibile dell’arte, quindi avere un chiaro tema o obiettivo della lezione è rassicurante
  3. I bambini autistici non verbali possono spesso comunicare attraverso l’arte. Per questi bambini, fare arte può essere una chiave per i loro pensieri interiori e un modo per gli altri di conoscerli. L’arte potrebbe aiutare un bambino del genere a trovare la propria voce. La giovane artista americana Iris Grace Halmshall era non verbale fino all’età di 6 anni quando i suoi genitori le hanno offerto colori e carta. Prese un pennello e dipinse per ore, il suo lavoro è simile a quello di Monet. Ora dipinge regolarmente e sembra più felice perché sta comunicando. 
  4. A volte gli alunni sono più interessati alla parte di un oggetto piuttosto che a un oggetto intero. Un esercizio che potresti fare con un allievo così è quello di fargli disegnare i particolari di una bici ad esempio, e poi raccogliere tutti quei particolari per fargli vedere come viene fuori l’intera bici.
  5. Per molti alunni autistici il contatto visivo è difficile, leggere le emozioni e i sentimenti degli altri è una sfida. Lavorare sul ritratto può essere d’aiuto. Inizia guardando una selezione di ritratti, discuti su come le persone potrebbero sentirsi (l’insegnante potrebbe dover intervenire tanto in questa discussione). Guarda i ritratti in cui l’emozione è ovvia: ad esempio un sorriso, chiedendo: cosa ti fa sentire così? Parlare anche di rabbia e tristezza, oppure su emozioni come la timidezza o l’eccitazion, che possono essere troppo complesse da leggere per alcuni alunni. I bambini poi guardano i loro volti negli specchi, esercitandosi a fare le facce. Inizia a creare un autoritratto a matita o penna in modo che ci si concentri più sul contenuto che sulla tecnica. È interessante vedere se il ritratto mostra emozione e, in tal caso, quale.
  6. Un altro approccio all’insegnamento dei ritratti è quello di concentrarsi sul disegnare correttamente il viso. Incoraggia gli alunni a guardare una varietà di ritratti, sottolineando come le caratteristiche facciali siano bilanciate simmetricamente. Chiedi a tutti di guardare il proprio viso in uno specchio, quindi di disegnarlo con la penna, se possibile aggiungendo etichette per mostrare le loro osservazioni sul colore degli occhi, sulla forma del viso, ecc. Alla fine della lezione, raccogli tutti i ritratti insieme e chiedi agli studenti di trovare somiglianze e differenze tra le caratteristiche del viso. Questo potrebbe essere un modo per aiutare i bambini a connettersi tra loro.

Il disegno e altre abilità artistichesostiene Temple Grandindovrebbero essere incoraggiati. Se un bambino disegna solo una cosa, come gli aeroplani, incoraggialo a disegnare altri oggetti correlati, come le piste dell’aeroporto, i ganci o le auto che lavorano all’aeroporto. L’ampliamento delle abilità emergenti aiuta il bambino ad essere più flessibile nei suoi schemi di pensiero

L’educatrice e analista comportamentale Jill Mullin, ha deciso di pubblicare Drawing 003767fe6d5Autism”, una raccolta che include più di 50 opere visive create da persone autistiche, dai 7 ai 70 anni. La prefazione del libro è affidata a Temple Grandin e fra i disegnatori troviamo Jessica Park, classe 1958 i cui dipinti vengono venduti ai collezionisti d’arte a più di 700 dollari l’uno. I suoi quadri raffigurano sempre case con motivi geometrici e multicolori. Jessica non parlò fino all’età di cinque anni. Per insegnare a Jessy a parlare, la madre, Clara Park, usò sempre  le immagini. Guardarono insieme i libri illustrati e la signora Park tracciò forme che sua figlia riprodusse in seguito. Nel giro di pochi mesi, Jessy riuscì a disegnare, su richiesta, un ettagono rosso senza difficoltà. Per fare in modo che Jessy notasse il mondo che la circondava, sua madre attribuiva colori alle cose. Jessy è stata in grado di descrivere rapidamente i colori con aggettivi come “verde pavone”. I suoi colori preferiti sono ancora viola-nero e verde menta. Era in grado di disegnare in prospettiva prima di avere otto anni.

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Questi invece sono alcuni dei disegni del libroDrawing Autism”:

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fonti:
dire
folkart
newscientist
dailybest
network.autism

 

 

 

 

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