Autismo. Libro Think it Say it. Per potenziare il linguaggio.

Oggi vi voglio parlare di un libro che molti di voi sicuramente conoscono, e che Ares usa da poco. Il libro si è rivelato prezioso nel potenziamento del linguaggio…e non solo!

Il libro è questo:                   

Si chiama:

Think it–say it: Improving reasoning and organization skills, di Luanne Martin52294

Il libro si trova soltanto in inglese. Non posso tradurlo, come avevo intenzione di fare, per via del Copyright, che come sapete è rigoroso con le traduzioni di libri protetti da Diritto d’autore. 

Si tratta di una raccolta di immagini con domande mirate per lo sviluppo del ragionamento verbale, progettate per potenziare il linguaggio.

Titolo tradotto: Pensalo, dillo! Migliorare le capacità di ragionamento e organizzazione

Le immagini del libro sono semplici, ma le domande no. Ogni domanda (diverse per una sola immagine) costringe a pensare prima di rispondere. Quindi non ci si limita più a descrivere quello che si vede, ma si va oltre e bisogna quindi ragionare per poi produrre verbalmente la risposta.

Alcune domande riguardano la storia personale della persona con autismo, quindi prima si interroga su quello che si vede nell’immagine e poi si passa a chiedere qualcosa che abbia a che fare con il proprio vissuto della persona con autismo.

Tutte le domande sono state scelte con rigore per aiutare alle persone con autismo a collegare pensieri logici, che hanno a che fare, sia con l’immagine, sia con la loro vita.

Questo è il primo esercizio che abbiamo fatto con Ares:

Poi abbiamo aggiunto, dopo qualche tempo, le domande personali:

E’ importante che vi dica questo: prima di arrivare a questo libro, noi abbiamo fatto un percorso lunghissimo sulla comprensione del testo e il potenziamento del linguaggio. Uno dei primi esercizi che abbiamo intrapreso è stato Racconta una storia:

Abbiamo fatto anche il riordino di parole per poi passare all’Ideazione:

Tutto questo per dire, che, secondo me, va ben valutato il livello della persona alla quale volete sottoporre il Think it. E’ chiaro che le domande devono essere poste sempre da personale assolutamente qualificato, ed è essenziale che ci si arrivi per grado.

Una domanda che mi si pone sempre, a proposito dei video di Ares che ho postato spesso nella pagina Facebook, è: come si fa ad arrivare alle risposte che Ares dà?. Domanda che sembra scontata, ma che ha un senso. 

All’inizio, per Ares è stata davvero dura perchè era abituato a cercare le risposte nel testo, oppure all’interno delle immagini. Quando gli si è posto per la prima volta la domanda: perchè i biscotti sono caldi?, oppure? perchè la nonna mette in guanti?, è rimasto perplesso perchè non vedeva le risposte davanti a lui. A quel punto gli è stato suggerito dalla terapista, una possibile risposta e man mano, Ares cominciò a capire che la risposta che doveva dare la doveva cercare dentro di sé.

Per questo motivo, ad un certo punto, Ares cominciò ad informarsi con meticolosità quando arrivava la terapista, perchè voleva sapere quando e in quale orario, doveva affrontare tutta quella fatica. A quel punto, onde evitare che cominciasse a rifiutare la terapia, abbiamo deciso di alternare. Una settimana si lavora con il Think it ed un’altra con altri esercizi.

Spero che riusciate a comprare il Think it, ma soprattutto spero che mi mandiate testimonianze su com’è andata la vostra esperienza.

 

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