Questo potrebbe sembrare un articolo scontato, ma da quando ho aperto questo Blog e pubblico, di continuo, video di mio figlio Ares, facendo diversi esercizi che riguardano la didattica, mi sento spesso giudicata da molti genitori che ritengono eccessivo, quasi alla pari di inutile, insegnare la didattica alle persone autistiche: “ma a cosa serve l’analisi grammaticale”, “siamo sicuri che valga la pena insegnare i problemi di matematica?” “Geografia? e perchè mai?”.
Vale, quindi, la pena insegnare ogni materia alle persone autistiche?
La risposta a questa domanda è la stessa che potremmo dare a qualsiasi studente normo tipico che continuamente si chiede: “ma che senso ha andare a scuola, studiare Latino, Storia, Matematica: che noiaaa!”.
Svolgere qualsiasi semplice problema di Matematica, ad esempio, ci serve per fare la spesa, per gestire le proprie finanze. Nonostante sembri una materia “rigida”, fatta di regole, teoremi, calcoli, ecc. in realtà la Matematica permette di sviluppare l’immaginazione: cercare la soluzione ad un problema ci spinge a trovare un’idea, una soluzione.La matematica, inoltre, richiede logica, calcoli, analisi e ragionamento perciò mantiene attivo e allenato il cervello, un’abilità che nei nostri ragazzi è fondamentale, se non vogliamo trasformarli in corpi inerti sdraiati su un divano a guardare la TV o il tablet.Quando Ares deve creare una mappa concettuale deve pensare, deve ragionare, deve scegliere quale contenuto collocare al centro della mappa, quali sono i successivi argomenti da considerare e dove inserirli. Sono minuti di crescita: essenziali. Per non parlare dell’immensa capacità che acquisisce dando forma concreta ad un concetto astratto perchè la mappa concettuale rende visibile qualcosa che spesso è impossibile da comprendere per le persone autistiche.Non penso di dover sottolineare l’importanza della scrittura, della lettura: alla base della comunicazione. E’ decisamente meglio avere un figlio in grado di ragionare, di pensare, di riuscire a scegliere, capacità che soltanto il sapere concede. Se non conosci come fai a scegliere?Spesso mi accorgo, quando devo fare i compiti con Ares, della sua capacità di
organizzarsi: “prendo lo zaino, poi il diario, guardo i compiti, prendo l’astuccio, prendo la penna, cerco il quaderno, faccio il compito”. E lo stesso vale quando c’è da fare una ricerca (anche di una semplice foto su Google), che poi va stampata. L’autodisciplina che si acquisisce nel dover organizzare un simile lavoro, credetemi, rimane per sempre.Spesso mi si chiede come sono arrivata ad avere un Ares così tranquillo al ristorante, così disciplinato durante la terapia, così mite durante la giornata, così disponibile per andare a scuola, salire sul pulmino, arrivare a casa, lavarsi le mani, aspettare il pranzo (oppure prepararlo da solo), e la mia risposta è sempre la stessa: anni e anni di regole.E la scuola non è altro che un insieme di regole da rispettare, regole che ti formano, che tu lo voglia o no. E tutti i ragazzi, non soltanto i nostri figli autistici, vorrebbero evitare la scuola e quindi sono felici quando nevica: “così non c’è la scuola”, o quando arriva Natale: “così sono in vacanza”. Ma tutti, dico tutti, i ragazzi normo tipici, quando finiscono le feste, tornano a scuola ad imparare, quindi anche i nostri!Molti genitori, purtroppo, vedono nella scuola un semplice parcheggio momentaneo dei propri figli. Ci sono anche docenti che trovano totalmente inutile insegnare la Storia ad un allievo autistico. Invece la scuola è TUTTO per i nostri figli, fino alla maturità.
Che siano ad alto funzionamento o Asperger (e quindi magari più interessati a certi argomenti scolastici come la scienza, l’informatica), oppure che siano a basso funzionamento (livello 3 di supporto) come Ares, e quindi studenti più difficili e meno motivati a studiare, la stessa regola vale per tutti: non bisogna mai smettere di studiare perchè il nostro cervello è come una spugna, sempre pronto ad assorbire nuove informazioni a qualsiasi età.La sfida della società, dello Stato e, soprattutto della scuola, è quello di dotarsi degli strumenti necessari per dare il meglio ai nostri figli durante l’orario scolastico. Il significato di studiare, ragionare, comprendere, pensare, scegliere è totalmente NULLO se poi a scuola nessun docente conosce la via migliore e più efficace per insegnare un alunno autistico.




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