Far bocciare il disabile per trattenerlo a scuola? La scuola non è un centro di riabilitazione.

Ho sentito parlare di tantissimi ragazzi disabili che vengono bocciati, non presentandosi all’esame di maturità, per decisione dei loro genitori, o addirittura di genitori che portano avanti vere e proprie cause legali, “per non allontanare il ragazzo dall’ambiente dove si sente a suo agio” oppure per “ammorbidire il passaggio da un ordine scolastico ad un altro”.

Roba da pazzi. E’ quello che io chiamo travisare la realtà, nel vero senso della parola.

Non sono un avvocato e quindi non sto qui a sindacare su quale siano le leggi che regolino la ripetizione dell’anno a scuola, ovvero se sia compito del Consiglio di Classe, del Collegio Docenti oppure di delibere del Dirigente scolastico. Parlo, ovviamente, da mamma di un disabile autistico grave.

Le lotte che dobbiamo fare sono altre: non vale la pena spendere energie per cercare di trattenere il più possibile nostro figlio autistico a scuola. La scuola non è un centro di riabilitazione, ma è nata per insegnare, per includere, per educare. 

Secondo me è avvilente, sconfortante e demoralizzante, soprattutto per il disabile, arrivare ad una certa età e rimanere nello stesso ambiente di ragazzi più piccoli (mio personale parere), e ciò nonostante la maggior parte dei ragazzi autistici abbiano un’età mentale di gran lunga inferiore all’età anagrafica.

Prima o poi arriva comunque la “sassata” del distacco, e credetemi, se siamo pronti NOI genitori ad affrontarlo, sarà pronto anche nostro figlio. Io penso che le nostre lotte debbano essere indirizzate verso la vera inclusione nelle scuole, verso il diritto a tutte le ore di sostegno, alla sovvenzione di terapie comportamentali adeguate, come lo è l’A.B.A., alla formazione del personale docente, alla creazione di un programma personalizzato che rispecchi le caratteristiche di nostro figlio.

Dobbiamo far si che lo Stato non si dimentichi dei nostri figli dopo la scuola dell’obbligo, che l’alternanza scuola lavoro abbia un senso anche per i disabili, e che SOPRATTUTTO non facciano diventare i nostri figli autistici dei fantasmi dopo il raggiungimento della maggiore età! Il nostro compito è questo, genitori: lottare per questi sacrosanti diritti!

I nostri ragazzi, specie quelli come mio figlio, (autistico a Basso Funzionamento), hanno un Programma Scolastico PEI differenziato, e ciò vuol dire che non lavorano per obiettivi minimi che poi sono quelli da raggiungere nel caso ci sia una bocciatura. I nostri figli devono concentrarsi su punti specifici che esulano da quelli in cui si concentra il resto della classe. Ecco perché protrarre la loro permanenza a scuola davvero non ha alcun senso.

In poche parole: noi dobbiamo cercare di “viaggiare” serenamente lungo il percorso d’obbligo scolastico dei nostri ragazzi, cercando di lottare e conquistare quello che di diritto ci spetta, dobbiamo concentrare ogni energia nel rendere il più possibile autonomi i nostri giovani, perché l’autonomia è tutto, e dobbiamo lottare con ogni mezzo perchè dopo di noi lo Stato non abbandoni i nostri figli in centri diurni fatiscenti dove finiranno i loro giorni nella più assoluta indifferenza e solitudine.

 

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