Autismo. L’importanza di scardinare la routine

Arriva un momento, come genitori e tutori, in cui dovremo lasciare che nostro figlio o alunno autistico viva in un ambiente totalmente diverso e che sarà sempre più o meno regolato dal nostro controllo. E’ la nostra più grande aspirazione! Se da una parte i bambini autistici hanno un bisogno fondamentale di routine, è anche importante che ci spingiamo oltre i confini di quella routine e introduciamo cambiamenti, di volta in volta, per aiutare il nostro figlio o figlia a far fronte a questo mondo in continua evoluzione.

Da sempre qui nel mio Blog racconto quanto la routine sia al centro della vita di Ares e quanto sia necessario per lui conoscere sempre cosa accadrà dopo. Abbiamo routine per prepararci per la scuola, per mangiare, per apparecchiare la sera, per il bagno, per andare al letto.

Tutte queste routine, orari, e molto altro, sono stati introdotti ad Ares con immagini, storie sociali o aiuti visivi, gradualmente per un periodo di tempo, in modo da ridurre le sue ansie e lo stress.

Inevitabilmente, a volte le cose vanno male, nonostante il nostro più grande sforzo di pianificazione e preparazione. Ciò si verificava spesso con eventi imprevisti come il maltempo, che impediva una passeggiata programmata o l’altalena che era occupata da più bambini in fila al parco giochi, e quando le cose non andavano secondo i piani, non era raro che Ares avesse un crollo, mostrando gravi ansie e aggressività. Era diventato chiaro che come genitore dovevo aiutare mio figlio ad affrontare i cambiamenti.

Così, man mano che Ares sviluppava più fiducia in una routine, ogni tanto introducevo qualcosa di nuovo e lo inserivo nella sua agenda visiva per discutere sulle opzioni alternative. In questo modo ho incoraggiato la sua partecipazione e e l’ho spinto ad accettare il concetto di nuovi elementi, a fare le cose in un ordine diverso, a fare il bagno prima di un pasto, perchè magari arrivava sporco da scuola, o a fare la doccia veloce, invece del bagno.

All’inizio, si implementava una routine per qualsiasi tipo di gita o viaggio programmato, creando cartelloni illustrati per dirgli cosa sarebbe successo in modo che potesse capire ed essere preparato. Ci siamo quindi resi conto che, per quanto la routine e la prevedibilità siano cruciali per una persona autistica, è anche vitale, occasionalmente, includere un po’ di disordine o “caos”, per aiutarlo a far fronte quando le cose non sono, potenzialmente, conformi al piano.

Man mano che Ares ha sviluppato più sicurezza e meno ansia in certe situazioni o nel contesto di viaggi a cui era abituato, come le gite, la vacanza, abbiamo iniziato a introdurre alcune variazioni, rendendo il suo mondo meno strutturato di volta in volta. Ad esempio: ieri ho scritto che sarebbe andato al Bioparco ma che forse non si riusciva ad entrare perché doveva fare la tessera e sicuramente sarebbe stato necessario prenotare. Per cui, l’ho comunicato ad Ares chiedendogli cosa avrebbe voluto fare nel caso non fosse riuscito ad entrate al Bioparco.

Con il passare del tempo, è migliorato nell’accettare il cambiamento! E questo è incredibilmente rassicurante.

Non ho mai smesso di spingere Ares oltre i confini della sua solita abitudine. Sono sempre più determinata a dargli quante più abilità e capacità possibili per consentirgli di connettersi con gli altri in ogni modo possibile. L’obiettivo è che Ares abbia quanto più possibili abilità per muoversi nell’imprevedibilità che lo circonda e riesca a gestire qualsiasi situazione possa incontrare in futuro.

C’è la necessità di responsabilizzare nostro figlio autistico per renderlo più flessibile e meno ansioso con cambiamenti insospettabili nell’ambiente e quindi in grado di vivere una vita più felice. 

Consigli veloci

  • Usa le routine come pilastro della giornata di tuo figlio ma, nel tempo, man mano che le ansie diminuiscono, introduci cambiamenti nella routine per consentire a tuo figlio di far fronte al cambiamento.
  • Inizialmente, dai a tuo figlio diversi avvertimenti come segnali visivi o verbali su ciò che sta per accadere, anche in contesti semplici come l’ora di andare a letto.
  • Usa immagini e storie sociali per preparare tuo figlio a qualcosa di nuovo o a possibilità alternative a un evento o un’uscita. 
  • Non aver paura di oltrepassare i limiti, se non lo fai, come saprai di cosa è capace tuo figlio?
  • Supera le tue paure sul fatto che il cambiamento sia ora possibile dove prima non lo era. Cambiando la sua routine, tuo figlio imparerà a far fronte ai cambiamenti e a essere più tollerante
  • Stabilisci obiettivi a breve e lungo termine, sii coerente con il tuo approccio e sii realistico riguardo al tempo necessario per raggiungerlo.
  • Inizia in piccolo: non azzardare grossi cambiamenti, ma piccolissimi, ad esempio; se dovete andare al parco alle 16, e lui attende con ansia quell’ora, mentre stai uscendo di casa, fai finta che ti sei scordato qualcosa e torna indietro per prenderlo.
  • Simula fretta se ti stai recando in un luogo: quando Ares era piccolino, si irrigidiva ogni volta che facevamo tardi a scuola (perchè ad esempio non avevo trovato subito parcheggio) e dovevamo sbrigarci correndo per la strada prima che scattassi il rosso del semaforo. Rimaneva fermo anche in mezzo alla strada. Da allora ho cominciato a simulare (in maniera programmata) bisogno di correre all’improvviso mentre facevamo una passeggiata, così di abituarlo all’imprevisto della fretta.
  • Cambia i percorsi della solita strada: sono tante le mail che mi arrivano di genitori disperati perchè il proprio figlio va in crisi quando capisce che si sta cambiando il consueto percorso. Aggiungi quindi una piccolissima deviazione quando non hai fretta per abituarlo.
  • Cambia la postazione a tavola: io continuamente faccio le prove: quando Ares meno se lo aspetta, per capire se crea problemi sedendosi in un posto diverso.
  • Attenzione al cambiamento dei vestiti: se è vero che per alcuni autistici esiste una rigida routine con la vestizione (stessa maglietta, stesse scarpe), è anche vero che non puoi prevedere in futuro che qualcuno comprenda questa sua abitudine, per cui inizia, in tenera età, a cambiargli abiti. Offri sempre alternative, in modo che possa scegliere. Se si sente partecipe di una scelta è più facile che accetti il cambiamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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