Autismo. 8 suggerimenti per insegnare verbi e azioni

 

I verbi sono molto importanti per lo sviluppo del linguaggio perché consentono ai bambini di iniziare a costruire frasi iniziali. Ogni frase ha bisogno di un verbo. E la scelta del verbo determina molte delle forme grammaticali in una frase. Insegnare i verbi e le azioni ai bambini con autismo richiede, come tutto, moltissima pazienza, ma possiamo farcela e sono certa che le soddisfazioni saranno tante.

Le azioni da insegnare all’inizio dovrebbero essere quelle più semplici, come applaudire, bussare, saltare, mangiare, soffiare, rompere, pulire, chiudere, piangere, ballare, disegnare, bere, guidare, cadere, dare, aprire, giocare, tirare, spingere, mettere, leggere, correre, cantare, dormire, sorridere, nuotare, prendere, lanciare, camminare, lavare, guardare, pulire, scrivere…

Per prima cosa, devi decidere con quale verbo inizierai a lavorare. E prima ancora devi avere a portata di mano tantissime immagini con “azioni”.

Io ho fotografato Ares mentre gioca, legge, salta, cammina, e ho immortalato anche sua sorella, i terapisti, le insegnanti, i parenti, tutti! E’ bene che un’azione sia proposta in più modi. Meglio assicurarsi che il bambino conosca veramente l’azione perchè gli autistici hanno una memoria fotografica pazzesca e se mostri loro una sola immagine la potrebbero imparare a memoria e pensare che applaudire, ad esempio, corrisponda soltanto a quel bambino, con quei vestiti, che applaude a scuola. Ecco perchè le immagini devono essere tante e il più variegate possibile.

Queste sono soltanto alcuni esempi di immagini da usare. Nella mia pagina Facebook trovate diversi album interamente dedicati alle azioni, le cui foto potete salvare gratuitamente.

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  1. Lavora quindi sulla comprensione della parola, abbinando ad ogni immagine una parola che il bambino dovrà ripetere mentre tu, nel frattempo, modelli l’azione: “Ares, tocca salta” e se possibile saltate insieme. Molto probabilmente ricorderai meglio come usare la parola salta se hai saltato mentre la impari.
  2. Valuta poi i progressi del bambino chiedendogli di toccare l’immagine che t’interessa insegnare: “Ares, tocca mangia”, e così via!
  3. Alterna il comando “tocca mangia” a “dammi mangia”, in un secondo momento. Puoi anche chiedere, se si tratta di un bambino verbale: “cosa fa Ares qui”? (indicando una foto).
  4. Da qui in poi l’importante è generalizzare, preferibilmente con giochi, meno noiosi, soprattutto per i bambini a basso funzionamento.
  5. Alcuni giochi divertenti sono, ad esempio, il Memory. Per il Memory devi ovviamente stampare due immagini di ogni azione, mescolarle e poi trovarle a turno con il bimbo.
  6. Nascondino delle azioni: nascondo alcune fotografie in giro per casa (posti semplici e facili da trovare) e cerchiamo ad esempio: “dorme”. “Ares, dove starà “dorme”? Cerca cerca, cerca, cerca…
  7. Non correre, vai piano, nel senso: non cercare di insegnare più abilità alla volta. All’inizio basta che il bambino sia in grado di ricordare che la foto che gli mostri fa coppia con la parola giusta, quindi non aggiungere pretese o domande complicate. Usa un linguaggio il più semplice possibile.
  8. Ricorda sempre di premiare il bambino per ogni azione imparata in maniera corretta e di aiutarlo, magari anticipando la prima sillaba della parola che non riesce a dire. Ad esempio: “Cosa fa Ares qui?” Man… e il bambino finisce la parola Mangia.

Buon lavoro!

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