CUBA, come funzionano le scuole speciali per i bambini autistici

 

Vi ho già parlato in un articolo precedente del modo con cui viene trattato l’autismo a Cuba. Allora ponevo la domanda:  AUTISTICI E NORMO TIPICI NELLA STESSA SCUOLA: HA SENSO SENZA VERA INCLUSIONE?  

Oggi invece voglio entrare nei dettagli del sistema scolastico speciale di Cuba, in modo che abbiate la possibilità di paragonarlo, per quanto possibile, con quello nostro.

Ho avuto modo di parlare telefonicamente con la scuola speciale Dora Alonso, che si trova nella capitale di Cuba, l’Avana, e ho avuto le informazioni base per riuscire a farci insieme un’idea.

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Innanzitutto a Cuba, va detto, l’incidenza dell’autismo è molto bassa. Il giornale digitale argentino El Cisne ha detto di recente che statistiche internazionali calcolano che a Cuba ci siano 100 volte meno persone autistiche rispetto agli Stati Uniti, dove l’incidenza dell’autismo è aumentata del 80% negli ultimi dieci anni.

Cuba ha un sistema di educazione speciale con circa 372 scuole e un’iscrizione di 39.340 studenti (dati del 2013), dove si seguono bambini e giovani autistici e con altri handicap, che meritano cure e attenzioni specifiche.

In queste istituzioni esiste una media di un insegnante ogni tre alunni, ma in alcuni casi il rapporto è 1:1, a seconda della gravità dei casi.

Nella capitale cubana, l’Avana, esistono 3 scuole per bambini e adolescenti autistici: la Dora Alonso, nella Città Scolare Libertad, fondata il 4 gennaio 2002 dal Comandante Fidel Castro e che ha come obiettivi l’intervento precoce e l’inserimento nella società.

Poi sono state create, nel 2012, la scuola Chechè Alfonso, nel municipio Plaza de la Revolucion e la scuola Enrique Galarraga nella zona di Guanabacoa, tutte con l’obiettivo primario di formare persone alla vita futura.

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In pratica funziona così: ricevuta la diagnosi, i bambini entrano nelle scuole speciali fino all’età di sette anni. Quando un bambino finisce i primi sette anni, se non è riuscito ad inserirsi in altri sistemi scolastici, continua la sua preparazione in altre scuole per autistici, le quali ricevono bambini dagli 8 ai 21 anni.

Non tutti i bambini frequentano le scuole speciali tutto il giorno, ma alcuni ne usufruiscono nella modalità combinata (metà del tempo stanno nella scuola speciale, metà nella scuola normo tipica). A volte, invece, vengono inseriti in aule speciali all’interno delle scuole normo tipiche. Dipende sempre dalla gravità, dalle competenze, ecc. 

Una delle caratteristiche principali del sistema scolastico speciale a Cuba è la provvisorietà, ovvero, i bambini possono iniziare in una scuola specifica per l’autismo, ma poi, se hanno ottenuto le abilità necessarie, possono inserirsi nell’educazione generale.

Ad esempio, nella scuola speciale Héroes del Moncada, nella città di Camaguey,  ci sono in totale 23 bambini, di cui 5 già inseriti nelle scuole normali (nido, primaria o secondaria a seconda dell’età). Ci lavorano 30 docenti e 11 non docenti. Esiste una psicologa, una specialista in economia domestica, una esperta in educazione sensoriale, una logopedista, una psicopedagogista e un docente di attività fisica.

I docenti delle scuole speciali sono continuamente formati da genetisti, specialisti in neuroscienze, neuropsichiatri infantili, con l’obiettivo di fornire una formazione integrale sull’autismo.

In alcuni casi, come ad esempio nella scuola DORA ALONSO, ci sono due adulti autistici, di oramai 30 anni, che sono stati cresciuti ed educati nella scuola, e che ora lavorano all’interno dell’Istituto Scolastico.

Lo scopo delle scuole speciali è proprio quello di preparare i ragazzi affinchè riescano ad inserirsi nell’educazione di tutti. Infatti, durante la loro permanenza nelle scuole speciali non si perde mai il contatto con altri istituti e centri esterni.

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Cuba tiene tanto al valore dell’inclusione, dice la giornalista perchè “includere” è molto più che “integrare”. Nell’inclusione, le persone non devono adattarsi alla società, ma è la società che deve fornire ad ognuno, quel che gli serve per poter godere dei diritti di tutti senza barriere e ostacoli che possano impedirlo.

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Preferibilmente le scuole sono immerse in ampie aree verdi, lontane dai rumori e gli obiettivi che si pongono sono alcuni di questi:

  • Riuscire a stimolare i bambini il prima possibile tramite diverse modalità d’intervento.
  • Garantire la preparazione di tutti i professionisti per riuscire a proporre un buon Processo Educativo.
  • Il raggiungimento della massima efficacia nel processo di valutazione e di intervento
  • Preparare gli allievi per garantire la qualità della loro permanenza e della loro uscita dalla scuola.
  • Formare la famiglia affinché sappia come trattare i propri figli autistici.

Nelle scuole esiste un team di professionisti composto da: insegnanti, ausiliari pedagogici e specialisti (psichiatri, psicologi, logopedisti, ecc.)  scelti per la loro preparazione professionale e per la loro sensibilità e umanità, dedizione e amore dimostrati per i bambini. Quindi nelle scuole dei bambini autistici lavorano i migliori insegnanti, i migliori professionisti.

“All’interno del percorso scolastico, mi diceva il responsabile commerciale della scuola Dora Alonso, si lavora molto con le autonomie dei bambini. Questo è uno degli obiettivi prioritari: insegnare ai bambini a mangiare da soli, a vestirsi. In alcuni casi, ci sono bambini che sono entrati senza parlare e sono usciti che parlavano” (racconta il responsabile commerciale con entusiasmo). Inoltre, si pratica ogni tipo di attività extrascolastica come l’equinoterapia, il disegno, la pittura, lavori manuali, cucina, cucito, e tutto quello che può, in qualche modo, contribuire alla futura indipendenza dell’allievo.”

Un problema, che invece affrontano le scuole di Cuba, è la mancanza di mezzi e risorse per realizzare le attività con i bambini, mezzi di trasporto per portarli nelle gite o nel tragitto scuola/casa, materiale scolastico.

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Dopo lunghi anni di ottimo lavoro con l’autismo, Cuba, è stata scelta nel 2013 come sede del Primo Incontro Internazionale sull’Autismo e l’inclusione. Mentre nel 2016 il Palacio de las Convenciones dell’Avana ha ospitato il 7° Congresso Internazionale di Educazione Speciale e il 4° Simposio di Educazione Elementare.

Oltre alle scuole speciali, nell’isola esistono altri progetti come Crescendo da dentro della Caritas Habana, destinati ad appoggiare le famiglie con persone autistiche e ogni 2 aprile si realizza una manifestazione per le vie dell’Avana in occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza dell’autismo. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

alcune informazioni provengono dal sito: http://www.granma.cu/, http://www.adelante.cu/, 
alcune foto sono del sito: http://albertoborrego.blogspot.com/
sulle modalità della scuola cubana speciale in generale (quindi per tutti i disabili, non solo per l’autismo) potete trovare informazioni QUI