Autismo. Come stringere amicizie al parco giochi

Il parco giochi rappresenta un momento di divertimento in cui i bambini ridono, giocano, corrono e stringono amicizie. Tuttavia, per un bambino autistico il parco giochi è come perdersi in un paese straniero senza conoscere la lingua. Il parco giochi è caotico, imprevedibile, rumoroso e eccessivamente stimolante.

Spesso vediamo bambini autistici camminare lungo il perimetro del parco giochi per evitare il caos oppure lo vediamo fare amicizia con un adulto perché gli adulti sono più prevedibili di un coetaneo. Il parco giochi, spesso, non è un luogo divertente o felice per un bambino autistico; infatti, è un posto da evitare.

Per oltre 11 anni la Dottoressa Annette Nuñez, PhD ha osservato lo schema di gioco di migliaia di bambini con e senza diagnosi proprio nel parco giochi. Durante i suoi anni di ricerca ha scoperto che i bambini socializzano e formano amicizie attraverso il gioco.

Ci sono tantissimi bambini autistici che, all’interno del parco, soffrono perché i loro coetanei sono veloci, spontanei e passano da un’attività ludica all’altra. I bambini autistici hanno difficoltà a formare amicizie con questi coetanei perché preferiscono la struttura e la prevedibilità.

Sovente le abilità sociali vengono insegnate in un ambiente 1:1 con un adulto e pochi modelli alla pari. Insegnando abilità sociali in un ambiente 1:1 stiamo preparando i bambini autistici a fallire socialmente nel parco giochi. Insegnare le abilità sociali in un ambiente 1:1 è controllato e prevedibile e quindi rende difficile per i bambini adattare quelle abilità ludiche e sociali all’ambiente del parco giochi che è invece caotico e imprevedibile.

Ho notato molti docenti che insegnano copioni sociali che sono controintuitivi rispetto al modo in cui i bambini giocano naturalmente. Ad esempio, ho visto che ai bambini veniva insegnato il copione: “Tocca la spalla di un amico e chiedi loro di giocare”. I bambini non corrono per il parco giochi dandosi dei colpetti sulla spalla chiedendosi di giocare, ma si uniscono spontaneamente al gioco. Quando insegniamo a un bambino un copione innaturale, gli stiamo insegnando a distinguersi dai suoi coetanei.

Infine, provare le abilità sociali in un ambiente 1:1 con un adulto non è realistico per il modo in cui giocano i bambini. I bambini sono veloci, parlano velocemente e usano il “gergo infantile” quando chattano tra loro. Ho visto bambini autistici avere difficoltà a parlare con i loro coetanei perché gli sono state insegnate le abilità sociali da un adulto. Spesso non parlano come i loro coetanei e hanno difficoltà a elaborare e capire cosa dicono i loro coetanei. Questo li porta a parlare come un adulto e a diventare amici degli adulti invece che dei loro coetanei.

Come dovremmo insegnare ai bambini autistici a stringere amicizie ? Insegniamo loro nell’ambiente di gioco naturale, che è il parco giochi. Con un po’ di osservazione, pianificazione, pre-insegnamento, esposizione e prove può essere fatto con successo. Di seguito sono elencate alcune strategie che possono aiutare i bambini autistici a migliorare le abilità sociali e a stringere amicizie.

 

1. Esplora il parco giochi:

Porta tuo figlio nel parco della sua scuola oppure in quello vicino casa quando non ci sono bambini in giro. Potresti farlo dopo la scuola, nel fine settimana, in orari più calmi o durante l’estate prima dell’inizio della scuola. Lascia che tuo figlio esplori il parco giochi dondolando, scendendo dagli scivoli o giocando nel prato. Sarebbe utile insegnargli a usare i giochi del parco che magari non usa perchè sono di solito occupati da tanti bambini.

Scatta foto di tuo figlio che gioca nel cortile della scuola e condividile con la scuola. Crea una storia sociale sul parco giochi. Acquisendo familiarità con il parco giochi quando non ci sono bambini in giro, tuo figlio comincerà a sentirsi a suo agio e sicuro di giocare in quell’ambiente. L’esposizione anticipata è la chiave per il successo!

2. Interessi adeguati all’età:

Trova gli argomenti, gli interessi e i giochi adatti all’età che si svolgono nel parco giochi. Quindi, a casa o durante le sessioni di terapia, pre-insegna questi argomenti e giochi a tuo figlio. Spesso puoi trovare video di YouTube su argomenti o giochi di interesse e chiedere a tuo figlio di guardarli. Parla di quei video, fai giochi di ruolo e recitali. Questo è un modo divertente per insegnare a tuo figlio a cosa sono interessati i suoi coetanei e un modo per esporli alla cultura del parco giochi adatta alla sua età.

3. Trova bambini con interessi simili:

Chiedi all’insegnante o all’assistente di tuo figlio quali coetanei hanno interessi simili a tuo figlio e chi sarebbero i migliori compagni di giochi. Se a tuo figlio piace l’altalena, non è il caso di metterlo in coppia con un bambino che di solito gioca a calcio durante la ricreazione. Devi assicurarti che tuo figlio sia vicino ad altri bambini che hanno interessi simili, poiché è attraverso quegli interessi simili che si formano le amicizie. Pensa alle tue amicizie personali. Sei amico di persone che condividono con te interessi comuni? Lo stesso vale per tuo figlio.

4. Pianifica le date di gioco:

Dopo aver identificato i coetanei che potrebbero essere buoni compagni di giochi per tuo figlio, fissa degli appuntamenti con loro. All’inizio pianifica delle attività strutturate, specifiche. Ricorda, maggiore è l’esposizione di tuo figlio con i suoi coetanei, più fiducioso sarà lui/lei a impegnarsi e interagire con quei coetanei.

5. mettiti d’accordo con i genitori dei compagni di tuo figlio

E’ fondamentale avere la disponibilità dei genitori dei bambini scelti da te, così puoi anche portarli in altri parchi gioco più lontani, organizzare una giornata diversa in un parco divertimento per generalizzare gli insegnamenti acquisiti, le regole dei giochi imparate. Se io non avessi avuto la partecipazione attiva degli altri genitori dei compagni di Ares quando era piccolino, non avrei mai potuto creare nulla. I pomeriggi di gioco a casa, le uscite programmate, i progetti di inclusione a scuola, tutto è stato sempre pianificato con i genitori dei compagni. Loro formano parte della catena di creazione di amicizie.

6. Insegna il significato della parola “Amici”:

Quando chiedevo ad Ares: “Chi sono i tuoi amici?” Spesso nominava ogni bambino della sua classe. Soltanto adesso è in grado di dire quei pochi nomi degli amici che frequenta di più. Bisogna insegnare la differenza fra un amico e un conoscente.

La parola “amico” è usata in modo troppo generico e un bambino autistico deve capire l’esatta definizione di ciò che significa la parola “amico”. Siediti con tuo figlio e parla di cosa sia un amico rispetto a un conoscente. Gli amici condividono interessi simili, sono gentili con tuo figlio, parlano con tuo figlio, giocano con tuo figlio, si divertono con tuo figlio, ecc. Una volta che tuo figlio ha capito cosa sia un amico, sarà molto più facile per lui/lei identificare e stringere amicizie con i suoi coetanei. Se necessario crea una storia sociale per insegnare il concetto.

Il parco giochi può essere un luogo caotico per i bambini autistici. Tuttavia, il parco giochi è un luogo importante perché insegna ai bambini come socializzare e sviluppare amicizie con i loro coetanei. Con la guida, l’esposizione, le prove e la struttura appropriate, un bambino autistico può imparare a navigare con sicurezza nel parco giochi e a connettersi e sviluppare amicizie durature con i suoi coetanei.

 

 

Bibliog: Annette Nuñez, PhD
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