Autismo nel condominio. Quando il vicinato si lamenta.

Ho fatto una ricerca a proposito di questo tema perchè leggo, sempre più spesso, di genitori che non sanno cosa fare dinanzi alle continue lamentele dei vicini per via dei rumori che provoca il proprio figlio, autistico, spesso grave.

Le crisi, sappiamo bene, sono all’ordine del giorno quando si ha un figlio disabile, e quando queste diventano imprevedibili, incontrollabili e sempre più frequenti, può venirsi a creare un vero e proprio braccio di ferro fra il genitore dell’autistico e un vicino, o a volte, l’intero condominio.

Ovviamente non posso iniziare senza ricordare che alla base di QUALUNQUE  rapporto con il vicinato ci deve essere comprensione reciproca e toni pacati, ed è sempre preferibile, secondo il mio modesto parere, mettere a conoscenza il proprio vicino della condizione del proprio figlio, nel tentativo di avvertire su possibili disagi. Io ad esempio, nella mia palazzina, appena subentra un vicino nuovo, la prima cosa che faccio è scrivergli una lettera: pacata, tranquilla, sintetica, ma che spieghi chi sono, chi è Ares e in cosa consiste il suo disturbo:

Salve, mi chiamo Bàrbara e sono la vicina di sopra.
La mia famiglia è composta da___________________ e da mio figlio Ares, 18 anni, autistico.
Ares finora è sempre stato un ragazzo molto tranquillo, ma spesso saltella, oppure ripete frasi scoordinate (si chiamano stereotipie).
Frequenta la scuola durante la mattina, ma di solito nel pomeriggio si ritrova in casa, e a volte, quando ascolta la musica, tende a dondolarsi sul divano.
Ares è seguito da psicologi e personale professionale della Asl e del comune. Segue una terapia mirata da quando aveva 4 anni ed ho sempre convissuto in pace con l’intero vicinato. Spero quindi che con voi possa continuare questo rapporto di quieto vivere reciprocoSe avete bisogno di me per qualsiasi aiuto non esitate a contattarmi. Ho visto che avete un bambino bellissimo, complimenti!
Grazie mille,
a disposizione per qualsiasi chiarimento,
Bàrbara
cell:

E’ chiaro che non sempre e non tutti i vicini capiscono, in maniera univoca, la realtà degli altri. Pullula di ignoranza e maleducazione. E’ anche vero che un rumore sporadico può essere sopportato una volta, due, tre, ma quando diventa eccessivo e si traduce in lanci continui di oggetti dalla finestra, urla, pugni sul pavimento o sulla parete e disagio perenne, anche i vicini hanno una loro vita ed è giusto che pure loro possano vivere serenamente di giorno e, soprattutto, di notte.

Leggete questa testimonianza che ho raccolto dal web:

Salve, cercherò di essere sintetico.

Nella sintesi ometterò tutti quei giri di parole che solitamente si usano in queste occasioni, non certo per mancanza di sensibilità verso la persona interessata (un problema in effetti c’è e bisogna in qualche modo risolverlo).

Ho un vicino, specificatamente un bambino di circa 12 anni, affetto gravemente da autismo. Abita nell’appartamento sopra il mio.

Durante il giorno, quando non è a scuola e quindi soprattutto la sera e nei fine settimana, fa continuamente salti per tutta la casa con i suoi 45-50 kg di peso.

Salti in alto, ricadendo pesantemente sul pavimento: sembra che il palazzo stia per crollare. Vibrano persino le finestre nel mio appartamento. E’ praticamente impossibile riposare o dormire.

I genitori, da me cortesemente sollecitati a prendere un qualche provvedimento “strutturale” (cioè tappeti, moquettes etc. che potessero attutire il suono) mi hanno detto che ben volentieri l’avrebbero fatto, ma che il bambino non tollera variazioni al suo ambiente, e che si opporrebbe ad ogni aggiunta. Quindi niente da fare. Mi hanno assicurato che è seguito e che prende farmaci che tuttavia non danno l’esito di tranquillizzarlo.

Io, come condomino, ancor prima che amministratore, ho dimostrato comprensione per il caso umano e sto infatti ancora tenendo duro. Ma la situazione tende a peggiorare. Il bambino cresce e cresce anche il suo peso e la sua agitazione. E non so quanto potrò resistere ancora.

Chiedo dunque consigli professionali (ma non voglio agire come fossi un amministratore “esterno”) sia di esperienza di vita vissuta in situazioni simili. Si possono obbligare i genitori a insonorizzare la loro casa? C’è qualche norma che li obblighi insomma a rendere “non molesta” la patologia del loro figlio? Non si tratta, spero lo si capisca bene, di non essere sensibili, ma piuttosto di voler evitare l’esaurimento nervoso. Persino i suoi vicini a lato si sono lamentati, nonostante che a loro pervenga il 10% del rumore che posso sentire io, che gli sono sotto. Figuratevi.

Cosa dice la legge sui vicini rumorosi?

Le legge prevede una tutela contro i rumori molesti dei vicini in sede civile, penale ed amministrativa (nei casi in cui la pubblica amministrazione si trovi in una posizione difficile per potere intervenire).

Il Codice Civile fa riferimento ai vicini rumorosi negli articoli 844 e 2043. La norma 844 del Codice Civile dice chiaramente che il proprietario di un fondo non può fare nulla per impedire le immissioni di fumo, calore, scuotimento o rumore proveniente dal fondo del vicino, a meno che queste non superino i limiti della normale tollerabilità.

In poche parole bisogna cercare di sopportare il più possibile a meno che le azioni del vicino non creino davvero un problema per la normale convivenza.

Quando si puó definire un rumore, molesto?

“Per poter definire un rumore molesto, questo deve ledere la tranquillità pubblica. I parametri per delimitare la tollerabilità dei suoni sono basati sulla sensibilità media delle persone. La durata del suono fastidioso non è sempre rilevante, dato che anche un rumore improvviso e quindi di non larga durata può essere molto fastidioso.

Non è considerato perseguibile penalmente il vicino che arreca rumore e danneggia solo uno dei vicini del palazzo. Si tratta in questo caso di illecito civile a cui il disturbatore dovrà rispondere con un risarcimento dei danni, senza essere sanzionato penalmente.

Il reato di disturbo può essere punito dalle legge con l’arresto fino a mesi 3 oppure con una multa.” sito mioaffitto.

L’art. 659  del Codice Penale prevede che chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.

La giurisprudenza è univoca nel ritenere configurato il reato contravvenzionale di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone allorquando i rumori, eccedenti la normale tollerabilità, siano virtualmente in grado di infastidire un numero indeterminato di persone.

Con riferimento alle immissioni rumorose in condominio, pertanto, queste non solo devono arrecare disturbo alla quiete degli occupanti gli appartamenti superiori o inferiori, ma anche interessare una parte più ragguardevole degli occupanti gli appartamenti in condominio.

Esistono situazioni nelle quali i condòmini, esasperati, hanno chiamato i carabinieri, ci sono stati ammonimenti tramite lettera, c’è chi ha fatto l’analisi fonometrica e poi ha agito per vie legali tramite esposto alle pubbliche autorità. Qualcuno, addirittura, ha sollecitato un TSO, e in qualche caso, ha ottenuto ricoveri forzati di addirittura 90 giorni. Poi il ricovero è finito, il disabile è tornato a casa e la situazione è tornata come prima o peggio di prima. Lo stesso vale quando si impongono delle multe: si pagano e poi tutto si ripristina.

I miei consigli umili e spassionati:

Se sei un genitore:

Metti al corrente i condòmini sulla situazione di tuo figlio, appena possibile. Che sia tramite l’assemblea condominiale, oppure tramite una lettera, oppure quando li incontri per le scale, prova a spiegare, per primo, che hai un figlio disabile, che ti scusi anticipatamente per qualsiasi disturbo possa recare e che stai facendo di tutto affinchè la situazione sia sempre sotto controllo. 

Non si tratta di un atto umiliante o demoralizzante: è semplice buon senso. Le tue scuse anticipate non sono dovute, certo, non è colpa tua nè di tuo figlio quello che sta accadendo, ma porsi in maniera gentile e disponibile è un atto umile che viene spesso apprezzato. Le persone hanno più probabilità di agire con rabbia e irascibilità se non vengono avvertite.

Considera tutte le possibilità per migliorare le crisi di tuo figlio e per rendere più piacevole la vostra permanenza nel condominio: qualche genitore ha persino insonorizzato casa. Non sto parlando di un rumore sporadico, che non reca fastidio a nessuno, ma se si tratta di urla costanti, lancio di oggetti, di danni agli altri e a se stessi, parlane con il tuo medico, con l’assistente sociale della tua Asl, del tuo comune e cercate, insieme, di trovare una soluzione mirata a preservare la serenità degli altri e anche la tua.

Informati su cosa fare, dal punto di vista comportamentale, per cercare di migliorare la condizione di tuo figlio. Non ti impuntare mai sul fatto che “hanno torto loro, tanto mio figlio è disabile”. Non è purtroppo così. Per quanto gli altri riescano ad essere comprensibili, quando si tratta di rumori notturni o di pugni costanti, che ledono il riposo e la serenità, la gentilezza fa a pugni con la salute mentale anche dei tuoi vicini, i quali possono finire, ben presto, con un certificato medico di esaurimento nervoso.

Se sei un condòmino con un vicino disabile che fa rumori:

Prova per un attimo a metterti nei panni di un genitore con un figlio autistico grave. Ogni qualvolta ti venga in mente di portarli in tribunale, pensa prima alla sofferenza perenne che prova un genitore con una situazione simile 24 ore su 24, di cui tu percepisci soltanto un’infima parte.

Guardati attorno e pensa ai tuoi figli normo tipici, che leggono il giornale, vanno in discoteca, all’università, escono con gli amici. E immagina se per un attimo dovessero subire un incidente, o un danno che rechi una disabilità grave. Meriteresti comprensione, no? 

Io sono cresciuta in una realtà diversa dai condomini urbani. Vengo da una città dove il vicinato, come qui capita spesso nei paesini piccoli, si aiuta a vicenda. Il fatto che io abbia un figlio disabile che fa rumori, non esclude che un giorno, io venga a soccorrerti se sei caduto per strada o ad aiutarti se hai avuto un incidente domestico. 

Il fatto di stare insieme, nello stesso condominio, dovrebbe renderci più forti e sicuri, e non più isolati e litigiosi. 

La disabilità è già di per sè lacerante. Evita di rendere ancora più stressante la vita di un genitore che muore dentro, ogni volta che vede la crisi del proprio figlio. Insisti nel parlarne e cercate di trovare una soluzione che possa soddisfare entrambi.

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