Il nostro barattolo della Felicità: come scoprire le gioie quotidiane

Ho deciso di creare con mia figlia Yara il barattolo della felicità, un esercizio stupendo creato da Elisabeth Gilbert, scrittrice americana, diventata famosa per “Mangia, prega, ama”, libro da cui è stato tratto un film di grande successo.

Il barattolo della Felicità è un’idea davvero facile e quasi assurda – ogni giorno, a fine giornata, dobbiamo prendere un pezzo di carta e scriverci il momento più felice di quel giorno, con la data. Poi lo si piega e si inserisce nel barattolo. Tutto quì!

Perchè l’ho fatto:

Ho cercato sempre di rimanere molto lucida sul fatto che Yara è una bambina responsabile, adora Ares, è buona e sensibile, ma è pur sempre una bambina, ed il suo ruolo di bambina deve rimanere tale. Il mio impegno in questi anni è stato doppio per non fargli sentire il peso della diagnosi del fratello. Non sempre ci sono riuscita, ma la mia lotta è costante, e non finirà mai.

Quando aveva 12 anni (ora ne ha 16), Yara iniziava a porsi domande sul suo futuro, sul senso della vita, la pre-adolescenza la rendeva incostante e a tratti pessimistica. Ecco che allora ho deciso che era arrivato il momento di creare questo barattolo della felicità, dedicandogli, ancor di più, momenti di condivisioni e di allegria.

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Ogni santo giorno inseriamo una cosa bella che gli è capitata durante il giorno perchè in realtà, se ci pensate, ogni giorno, persino il più terribile, ha un momento di gioia, anche piccolissimo, che merita di essere messo da parte…nel barattolo. Col passare del tempo poi, quando lo decidiamo, tirar fuori uno di questi bigliettini, a caso, porta una grandissima gioia, e di gioie e felicità ne abbiamo davvero bisogno.

Tutti possiamo creare questo barattolo della felicità, senza nessuna regola, dentro si accumuleranno nel tempo, tutti i migliori momenti felici delle nostre vite: sguardi, emozioni, tramonti, preghiere, ogni cosa. 

Fatelo con i vostri “siblings” (come vengono chiamati i fratelli dei disabili). Fatelo anche voi, fatelo fare ai vostri amici, e poi ditemi com’è andata.

Serve essere felici. E’ un obbligo! 

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