Autismo. Come eseguire i problemi di Matematica

Alla base di ogni impianto educativo esiste la Matematica e all’interno della Matematica, ritengo che la risoluzione dei problemi sia fra gli esercizi più importanti che deve imparare un alunno autistico.

Quando vostro figlio dovrà fare la spesa un giorno, aver imparato a risolvere problemi sarà alla base del successo in questa abilità. Se non conosce l’addizione o la sottrazione, e non sa quanti soldi restano pagando 20 euro con una banconota di 50, è inutile che intentiate portarlo al supermercato per acquistare qualcosa in totale indipendenza. 

Non tutti gli allievi autistici sono uguali: alcuni spiccano per conoscenza in matematica, ma altri invece la ritengono noiosa e astratta. Risolvere i problemi, nello specifico, non è soltanto fondamentale nella vita pratica per, come detto sopra, fare la spesa, ma sviluppa, attraverso una serie di linguaggi simbolici, la formazione del pensiero logico, in altre parole: aiuta i nostri figli a pensare, a ragionare e ad allenare il cervello.

In questo articolo vi mostro un video dove Ares risolve un problema di Matematica. 

Si tratta di un problema semplicissimo, dal quale si ricava un’operazione altrettanto semplice. Si comincia sempre così e poi, per grado, si aumenta la difficoltà, inserendo più dati, più elementi, ecc.

I passi da sottolineare per insegnare a risolvere i problemi sono: 

  1. E’ necessario accertarsi che l’allievo conosca le operazioni e i simboli (+ e -) che si trovano all’interno del problema da risolvere (addizioni o sottrazioni, ecc.).
  2. I DATI che si trovano all’interno del problema e il tipo di OPERAZIONE, se necessario, si possono evidenziare in rosso all’inizio, per distinguerli. Lo stesso possiamo fare con le frasi che indicano il tipo di operazione da realizzare: “quante caramelle ha in tutto“, “quanto resta” ecc. ecc. L’obiettivo è che l’alunno capisca quale operazione deve eseguire quando legge quelle parole.
  3. Se il bambino ha dei particolari interessi per alcuni oggetti (macchinine, aeroplani, ecc.) 02e7be5eff2fb4bd882bffb81753d846usali per introdurre la risoluzione del problema. Sarà più coinvolgente l’esercizio.
  4. Se il bambino non riesce a capire il tipo di operazione che deve fare ricorda che rendere concreto l’insegnamento, nell’autismo, facilita la comunicazione e la comprensione.
  5. Usa sempre un linguaggio semplice e togli dall’ambiente qualsiasi tipo di distrazione. Se il bambino non è concentrato non si ottiene nulla.
  6. Nella misura in cui vediamo che il nostro allievo impara a risolvere i problemi semplici è consigliabile aumentare piano piano il grado di difficoltà del problema da risolvere.
  7. Con Ares abbiamo usato spesso, nell’insegnamento della matematica, il libro La linea del 20, poi del 100, 1000 ecc, i quali contengono, oltre alle schede di lavoro, anche strumenti visivi concreti.

In QUESTO link trovate i primi passi per insegnare la matematica


Quando si è giunti alla fine dell’operazione ricordate di far scrivere la risposta completa del problema, come nel video sotto.

COSA REGALARE AD UN BAMBINO O RAGAZZO AUTISTICO?

In queste immagini noterete che Ares gioca parecchio, non è del tutto concentrato, a volte da le risposte cantando, che è un suo metodo per dissuadere il terapista e, spesso usa un suo intercalare musicale, altrettanto efficace per cercare di scoraggiare il terapista e finire presto il compito.

Alla fine però, completa l’esercizio, grazie alla caparbietà di Luana, ottiene il premio sociale: “bravissimoooooo” e poi la pausa.

 

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