Come sapete ho sposato la terapia A.B.A. quando Ares era piccolissimo. Allora, (più di 20 anni fa), non c’era un ventaglio troppo grande di scelte fra le terapie da intraprendere. Ma, ad ogni modo, l’A.B.A. mi ha sempre rassicurata come scienza comportamentale perchè è chiara, perchè scompone gli obiettivi complessi in obiettivi più semplici e perchè monitora continuamente i progressi verso gli obiettivi stabiliti per controllare l’efficacia dell’intervento, quindi non dà nulla per scontato.
Ho letto tanto su questa terapia, e le mie letture, più la sua applicazione a casa mia per più di 20 anni da parte di personale qualificato, mi consentono di poter dire oggi che la conosco abbastanza bene.
La terapia A.B.A. però è anche molto criticata, da tanti genitori, da molti autistici adulti, da alcuni insegnanti. Non sempre scelgo di difenderla pubblicamente perchè sinceramente non ho bisogno di dimostrare quanto sia stata efficace per Ares: basta cercare qualsiasi video del mio Blog e si trovano tantissime conferme. Soprattutto, non la difendo mai quando a criticarla sono persone che l’hanno solo letta e mai applicata, che non hanno mai provato la gioia di un successo dopo la fatica immane di mesi e mesi di analisi funzionali per capire perchè il proprio figlio è aggressivo o autolesionista.
Qual è il problema dell’ABA?
La mia risposta è: l’uso che ne facciamo.
- Se usiamo la terapia A.B.A. per aiutare i nostri figli a svolgere un compito difficile direi che va benissimo
- Se usiamo la terapia per togliere una stereotipia che ci mette in imbarazzo A NOI genitori quando siamo in strada, direi che non va bene
- Se usiamo la terapia A.B.A. per insegnare a stirare, perchè ciò renderà nostro figlio indipendente, direi che va benissimo
- Se usiamo la terapia A.B.A. per cancellare i tratti autistici di nostro figlio in modo di poterlo presentare pubblicamente in maniera più neuro tipica, perchè così piace a noi, direi che non va bene.
Tutto dipende dall’uso che ne facciamo. 
- è una terapia scientificamente validata
- va personalizzata sempre a seconda delle esigenze specifiche
- è efficace per lavorare sulla funzione esecutiva
- sviluppa l’indipendenza e il linguaggio delle persone autistiche
- include genitori e famigliari nel piano terapeutico
- usa tecniche motivazionali per aiutare l’apprendimento
- consente metodi di insegnamento divertenti e coinvolgenti
- l’applicazione della raccolta dati consente di modificare l’intervento velocemente
- va generalizzata (il che consente di lavorare anche tramite il gioco con persone diverse e in contesti diversi)





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