8 modi per evitare la relazione con tuo figlio autistico

Molti genitori hanno in mente la foto di un bellissimo ragazzino o ragazzina che chiede abbracci, coccole, che invita mamma e papà a far finta di andare al ristorante o di parlare al telefono: “mamma dai, vieni a giocare con me“. In effetti molti genitori non solo aspettano, ma si affidano al loro figlio per realizzare qualsiasi tipo di gioco di finzione.pocholo 011

I bambini con autismo, nonostante pensino e abbiano una grande immaginazione, difficilmente prenderanno l’iniziativa. Infatti i bambini con autismo sono spesso più felici giocando da soli, ripetendo continuamente le loro attività preferite, più e più volte, senza coinvolgere nessuno: mamma, papà o chiunque sia. 

Inoltre, i bambini con autismo raramente imitano gli altri. Di conseguenza non fanno tante cose che i genitori si aspettano. Mettersi a imitare una madre che cucina, ad esempio, potrebbe non capitare mai. Il concetto di giocare a “vestirsi come la mamma” ad esempio, a imitare un supereroe o far finta di essere forti come Hulk, non entra quasi mai nella loro mente. E non aspireranno mai a diventare principi o principesse Disney. 

Ciò confonde molto i genitori, soprattutto quelli alle prime armi di fronte ad una diagnosi di autismo, perchè si aspettano un certo tipo di comportamento che non arriverà mai e non riescono a modificare facilmente le loro aspettative.

Ecco quindi che genitori e nonni decidono che non capiranno mai il loro bambino. Non intendono essere offensivi o negligenti, ma hanno deciso che è impossibile costruire una relazione e di conseguenza mollano tutto.

Alcune frasi che dicono i genitori quando decidono di abbandonare il rapporto con loro figlio.

Sfortunatamente per le persone con autismo, non essere coinvolte è davvero molto facile. Tutto quello che devi fare è pronunciare una di queste frasi. Il risultato?: non costruirai mai una relazione con tuo figlio.

Sono frasi che ti aiuteranno a capire che non conosci affatto tuo figlio:

  1. “Lascerò che venga lui da me. ” (Non verrà mai da te perché i bambini con autismo non vengono da te se non hanno una buona ragione per farlo).
  2. “Lui sta bene in silenzio e per conto suo”: (Sicuro? O sta bene a te che lui stia in silenzio e per conto suo? Soprattutto se siamo stressati e stanchi è molto facile lasciar stare un bambino con autismo. E ce ne accorgiamo di lui soltanto se ha una crisi o se crea problemi. Invece bisogna coinvolgerli sempre. Se non sai osare, lui rimarrà per sempre esattamente com’è). cristina a casa mia aprile 05 014
  3. “Non voglio forzarlo.” (Se non sfidi o sproni tuo figlio a impegnarsi con te o a fare qualcosa al di fuori della sua zona di comfort, lui non lo farà mai. Ciò non significa che devi spingerlo fino alla frustrazione, ma ci devi provare.)
  4. “Si arrabbierà.” (Sì, se tu stravolgi tuo figlio lui si arrabbierà, ma se ti impegni con lui dove già si sente a suo agio e gli offri sfide gentili, usando i metodi giusti, non si arrabbierà, anzi, potrebbe eccitarsi ed essere felice)
  5. “Semplicemente non è capace di fare quel tipo di gioco.” (È vero che i bambini con autismo scelgono raramente, da soli, di imitare o fingere di essere qualcun altro, ma questo non significa che i bambini con autismo non siano incapaci di creatività – o che non possano imitare. Serve del tempo, sì, ma si può fare con tanta pazienza. Yarina e Ares 03
  6. “Non mi sento molto a mio agio con le persone disabili”. (Questo è spesso un disagio molto reale: molti adulti si sentono davvero scoraggiati da qualsiasi tipo di differenza psicologica o di sviluppo. È anche uno dei motivi principali per cui genitori, nonni e zii hanno poca o nessuna relazione con un membro della famiglia nello spettro dell’autismo, la cosa migliore da fare è semplicemente … superarlo.)
  7. “Non gli piaccio, quindi terrò le distanze.” (Mantenere la distanza è un modo fantastico per garantire che non ti venga mai vicino – fisicamente o emotivamente.)
  8. “Non sono in grado di seguirlo, lasciamo stare”: (Sicuramente non sei esperto quanto un neuropsichiatra dell’età evolutiva, ma sei il genitore: nessuno lo conosce meglio di te. Puoi fare tanto se ti impegni. Se non ci provi, non conoscerai mai tuo figlio.

Il mio consiglio è: avvicinati sempre a tuo figlio, tasta il terreno, provaci e riprovaci. Prima con un gesto, poi con un gioco, senza assillarlo, ma con determinazione. Sbaglia e impara dai propri errori. Leggi, informati sul metodo migliore per approcciarlo. Ascolta altri genitori nella tua stessa situazione. Ma non ignorarlo, MAI!

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