Autismo. Esempio di P.E.I. Scuola dell’infanzia

Conservo questo P.E.I. da molto tempo, nella mia cartella “come ho fatto“. Credo che sia un grande P.E.I., ma non solo: è anche una specie di corso accelerato su come lavorare con uno studente con autismo. Il bambino, protagonista di questo P.E.I., seguiva la terapia A.B.A. ai tempi in cui è stato redatto.

Ho pensato di condividerlo con voi perché è un P.E.I. molto dettagliato, che spiega, in ogni area dello sviluppo, cosa si farà, come e con quali risorse, senza lasciare nulla al caso. Spero sinceramente che possa esservi di aiuto con i vostri piccoli o grandi allievi.

Piano Educativo Individualizzato di un alunno con Disturbo dello spettro autistico della Scuola dell’infanzia:

Il piano impostato precedentemente mirava innanzitutto a favorire nel bambino, attraverso il gioco, lo sviluppo di abilità di relazione intersoggettiva (attenzione congiunta, imitazione congiunta, scambio di turni nell’interazione sociale). Poi ampio spazio trovavano giochi musicali, giochi psicomotori, attività grafico-pittoriche, manipolative e letture quotidiane.

In continuità con il lavoro svolto nel precedente anno scolastico viene potenziata:

  1. L’abilità a collaborare a semplici richieste, ad esempio, vieni, dammi, metti, ecc. in modo da stimolare la disponibilità alla comunicazione (aspetto ricettivo e produttivo, imitazione verbale).
  2. L’incremento dell’autonomia personale e la capacità di partecipare alle attività comuni (piccoli e grandi gruppi).

Si aggiungono:

  1. capacità di decifrare termini di relazione spazio temporale eseguendo consegna di sotto/sopra, prima/ dopo.
  2. Capacità di decifrare termini di relazione spazio-temporale, eseguendo consegna di sotto/sopra, prima/dopo.
  3. Capacità di disegnare forme organizzate (alberi, case, animali, automobili).
  4. Capacità di distinguere il singolare dal plurale.

Il Piano prevede intervento per:

A) Area del linguaggio. Incrementare il linguaggio espressivo. L’obiettivo è incrementare la verbalità, l’apprendimento di frasi semplici e di un linguaggio strutturato.

Il bambino ha raggiunto la conoscenza ricettiva ed espressiva di molti vocaboli, a questo punto deve essere motivato a rendere funzionali i vocaboli imparando ad usare un linguaggio strutturato con la costruzione di frasi semplici.

Se non vengono date informazioni in relazione agli oggetti che il bambino conosce, i vocaboli rimangono non funzionali, di conseguenza il suo linguaggio non è funzionale.

Nel programma educativo dedicato al linguaggio che il bambino sta seguendo a casa, dovrebbe fare richiesta verbale per ogni cosa; gli insegnanti continueranno a seguire tale programma anche nell’ambito scolastico.

Esempio: se il bambino è seduto a tavola dovrebbe chiedere il piatto, le posate, le bevande, infine dire il nome del cibo che lui sta consumando in quel momento, in questo modo si incrementa il suo linguaggio espressivo.

Durante le varie attività scolastiche è previsto che il bambino:

  1. Sia stimolato verbalmente: chiedendogli cosa sta facendo, che cosa sta mangiando, che cosa sta disegnando e anche durante le varie attività, cosa sta utilizzando. Spontaneamente faremo molte richieste verbali, faremo ripetere sempre al bambino i vocaboli che non pronuncia bene. Applicheremo la procedura di imitazione verbale. E’ opportuno sempre ripetere il vocabolo al massimo due volte, gratificandolo sempre anche se non ha pronunciato correttamente il vocabolo.
  2. Insegnare a etichettare: insegneremo al bambino a etichettare oppure a fare richiesta di nuovi oggetti, etichettare verbi/azioni, etichettare aggettivi, etichettare nomi+aggettivi (es. puzzle piccolo, puzzle grande, ecc.), etichettare funzione dell’oggetto (si mangia, si gioca, ecc), oppure fare richiesta di due oggetti (coltello e forchetta).
  3. Rispondere a domande fatte su immagini che riguardano foto di persone che a lui sono familiari, oppure su immagini fotografiche del mondo che lo circonda, che possono servire ad incrementare il suo linguaggio verbale.
  4. Utilizzare gli aggettivi: l’insegnamento degli aggettivi è un mezzo per espandere il linguaggio, aumenta la conoscenza dell’ambiente e la comprensione dei concetti. Per il loro insegnamento si utilizza il metodo della discriminazione, usando oggetti concreti che rappresentano gli aggettivi: es. per asciutto/bagnato usare due asciugamani uguali, uno asciutto e uno bagnato: oppure chiedere il colore del pennarello che sta usando, la sua grandezza, la forma degli oggetti con cui gioca, se il giocattolo è morbido, oppure duro, se è asciutto oppure bagnato, se è caldo oppure freddo, il cibo che sta mangiando ecc.
  5. Esercitarsi a finire una frase, oppure rispondere su un oggetto che non c’è. Es. quando si cantano le canzoni, il bambino ama cantare. Per incrementare il suo linguaggio gli insegnanti gli richiederanno di finire una parte della canzone.
  6. Insegnare gli articoli: IL e LA, cercheremo di stimolare il bambino ad utilizzare le frasi semplici includendo sempre gli articoli
  7. Insegnare NON LO SO: insegnare al bambino a dire NON LO SO: l’acquisizione di questo concetto serve a ridurre la frustrazione che il bambino talvolta potrebbe esibire quando non sa qualcosa. La conoscenza del NON LO SO insegna al bambino che succede a tutti, spesso, di non sapere le cose, è normale!. NON LO SO funge come riduttore di possibili frustrazioni e ansie.

Il metodo d’insegnamento del NON LO SO: individuare due oggetti, uno che il bambino conosce, l’altro che non conosce e domandargli prima il nome dell’oggetto che conosce (livello recettivo ed espressivo) e poi il nome dell’oggetto che non conosce. Quando il bambino non sarà in grado di dire il nome di uno degli oggetti gli si dirà: dì NON LO SO (sotto forma di imitazione verbale).

B) Area del disegno, grafia e dettatura: L’obiettivo è aumentare la coordinazione oculo manuale, la percezione visiva ed alcune abilità accademiche

Disegno

  1. Esercizio di orientamento nello spazio di foto/immagini
  2. Esercizi di colorazione seguendo il ritmo delle linee
  3. Imitazione di linee
  4. Colorare i bordi
  5. Colorare varie immagino oppure disegnare rimanendo dentro le linee, stabilendo un numero di esercizi da eseguire settimanalmente
  6. Copiare disegni semplici
  7. Disegni semplificati del corpo umano

Grafia:

  1. Lettere dell’alfabeto

Dettatura:

  1. Lettere dell’alfabeto masterizzate in grafia
  2. Durante un’attività motoria fine bisognerebbe assistere al bambino al fine di aumentare le sue capacità motorie. Es. concatenazione degli oggetti; ritagliare fogli di carta, disegni e illustrazione, strappare la carta, incollare, proporre l’uso del pongo.

Area dell’aritmetica. L’obiettivo e l’uso dei numeri

  1. Acquisizione dei numeri in ordine d 1 a 30
  2. Concetti di quantità:

USARE: 

  • aiuti di posizione, ad esempio: presentare gli oggetti in ordine da uno a cinque, dopodiché l’insegnante gli chiederà di contarli, toccandoli da sinistra verso destra.
  • verbali di indicazione, esempio: nessun oggetto è presente sul tavolo di lavoro, l’insegnante chiederà al bambino: conta fino a… e lui dovrà contare fino a…
  • mano a mano, esempio: presentare prima 3 carte, ognuna con un numero di oggetti aventi gli stessi numeri (ad esempio, 1, 2, 3 palle) poi presentare le 3 carte numerate ma senza oggetti, a questo punto il bambino dovrà accoppiare la carta con l’oggetto avente lo stesso numero. (Useremo sempre molti rinforzi (applausi, elogi, ecc.)

C) Imitazione motoria (attività di Psicomotricità)

Durante l’attività di psicomotricità si potrebbe chiedere verbalmente di effettuare varie attività di imitazione “grosso motoria”.

Esempio:

  1. Alza le braccia
  2. Sai su un piede
  3. Tocca le ginocchia
  4. Salta su due piedi

Due movimenti:

  1. Salta su un piede e batti le mani
  2. Salta e tocca la testa
  3. Salta e accovacciati
  4. Salta e alza le braccia
  5. Tre passi avanti e due indietro

D) Area del gioco e interazione sociale:

Obiettivo: indipendenza, autostima e interazione con i pari:

Le competenze dell’area del gioco permettono al bambino di usare parte del suo tempo giocando. Questo favorisce lo sviluppo dell’attenzione, autostima, alcune abilità sociali e di indipendenza, tutto ciò tende anche a diminuire le stereotipie, i comportamenti inadeguati e ad incanalare adeguatamente energie mentali e fisiche. Inoltre la competenza nel gioco favorisce l’acquisizione degli strumenti sociali per interagire con i coetanei, di conseguenza per promuovere un miglior inserimento scolastico e ricreativo del bambino in generale.

Gli insegnanti individueranno le attività/giochi di interesse proponendo quelle idonee alla sua età e anche alle sue capacità fisiche. Considerato che il bambino ha una buona coordinazione grosso motoria, gli insegnanti introdurranno attività/giochi che aumentino le sue capacità cognitive, ma anche attività che gli permettano di incanalare adeguatamente le sue energie fisiche, energie che altrimenti potrebbero sfociare in frustrazione, noia e/o atteggiamenti inadeguati.

Lo scopo è che le attività dei giochi diventino per lui un rinforzo, in altre parole per il bambino, l’essere capace di intraprendere giochi sarà il rinforzo.

Giochi da proporre:

  1. Concatenazione di oggetti in modo progressivo e inverso
  2. Incastri e puzzle
  3. Giochi a turno, insegnando le regole “tocca a te”, ” tocca a me”
  4. Gioco del Memory cards usate da due giocatori
  5. Svariati giochi con la palla

Useremo il modello dei pari:

  1. Come esempio per favorire ed ottenere comportamenti adeguati e correggere il bambino se infrange le regole per le quali sarebbero puniti i pari
  2. Promuovere l’apprendimento dei nomi dei pari tramite i complimenti, esempio: Bambino, vai a dire a X: Che bella maglia che ha”
  3. Promuovere l’imitazione dei pari esempio: Siediti come (nome del bambino x)
  4. Aiutare a favorire il gioco di gruppo, coinvolgendo il bambino in piccoli gruppi di 2/3 giocatori.
  5. Aiutarlo sempre a dire quello di cui ha bisogno
  6. Premiare i piccoli tentativi di interazione del bambino con i pari e lavorare per espanderli
  7. Incoraggiarlo sempre per le sue capacità
  8. Durante l’appello di classe dovrà rispondere come i suoi compagni “presente”
  9. Dovrà, a turno, come i suoi compagni, assumere il ruolo di capogruppo, svolgendone tutte le mansioni, inclusa quella di distribuire il sapone liquido durante l’attività di cura dell’igiene

Esercizi previsti per incrementare l’interazione sociale con i suoi compagni:

  1. Scambiare saluti con i compagni e con gli insegnanti. Iniziare con l’aiuto.
  2. Inizieremo una minima conversazione con alcuni compagni di classe incrementando pian piano questo tipo di conversazione
  3. Cominceremo a farlo partecipe di un gioco parallelo semplice, con uno dei suoi giocattoli preferiti, all’inizio con alcuni dei suoi compagni e con l’aiuto dell’insegnante finchè tale attività di gioco parallelo verrà eseguita dal bambino senza l’aiuto dell’insegnante.
  4. Arrivare ad accettare verbalmente l’invito a partecipare ai giochi con i suoi compagni.
  5. Imparare ad aspettare il suo turno durante il gioco. Ogni volta che l’avrà rispettato per un periodo sempre più lungo, lo incoraggeremo maggiormente, premiandolo.
  6. Introdurremo l’insegnamento delle emozioni (felice, triste, piange, ride, ecc) e cercheremo ad aiutarlo a esprimerle, se possibile.

E) Area dell’autonomia

Il bambino possiede il controllo sfinterico per la minzione, non sempre per l’evacuazione, quindi è necessario accompagnarlo in bagno, ricordandogli che è lì che si evacua. Inoltre, è’ necessario chiedergli durante l’orario scolastico se vuole andare a fare la popò.

Il bambino si alimenta e mangia da solo anche se predilige alcuni cibi (pasta, riso). Mangia anche carne, ma non utilizza ancora autonomamente il coltello. E’ in grado di lavarsi e asciugarsi le mani. Va continuamente stimolato a vestirsi anche se ha fatto tanti progressi negli ultimi mesi.

Non è ancora in grado di indossare il bavaglino da solo

F) Problema sensoriale

Bambini e adulti con autismo, come altre persone con inabilità dello sviluppo, possono avere disfunzioni del sistema sensoriale. A volte uno o più sensi sono ipo o iper reattivi alla stimolazione.

  1. Disfunzioni del sistema tattili possono dimostrarsi nel ritirarsi quando si viene toccati, nel rifiuto di mangiare certi cibi e/o indossare certi abiti, nel protestare se vengono lavati viso e capelli, nell’odiare il fatto di avere le mani sporche (per es. di colla, sabbia, fango, pittura) e dall’usare le punte delle dita piuttosto che la mano intera per manipolare oggetti. Una disfunzione del sistema tattile può portare ad una percezione errata dell’essere toccati o del dolore (iper o iposensibilità), e può condurre ad un’auto imposizione di isolamento, irritabilità generale, distrazione e iperattività.
  2. Disfunzione del sistema vestibolare:
  3. Il sistema vestibolare comprende strutture dell’orecchio interno (il canale semicircolare) che controllano il movimento e i cambi nella posizione della testa. Per es.: vi dice quando la vostra testa è dritta o inclinata (anche tenendo gli occhi chiusi)

Il bambino ha problemi sensoriali e soffre se viene sottoposto ad azioni che li amplificano. Il suo disagio si manifesta nel: tapparsi le orecchie quando ci sono rumori forti, situazioni di caos, oppure semplicemente quando vede un’immagine che lo spaventa.

Odia le etichette dei vestiti poichè disturbano il contatto con la pelle, odia mettersi i calzini, oppure pettinare i capelli, alcuni vestiti non molto morbidi lo disturbano molto e rifiuta di indossarli. Quindi gli insegnanti dovrebbero evitare di fargli indossare materiali rigidi e con superfici ruvide durante l’ora di recitazione.

E’ attratto dagli esercizi di ginnastica, specialmente il salto, quindi, considerando l’utilità di questo esercizio, che stimola il suo sistema vestibolare, può essere utilizzato anche durante l’attività di psicomotricità.

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