Qual è la terapia migliore per mio figlio autistico?

L’elenco delle terapie che intraprendiamo una volta che abbiamo la Diagnosi di Autismo è lunghissimo:

  • CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa) si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura. Viene definita Aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Viene definita Alternativa in quanto si avvale di strategie e tecniche diverse dal linguaggio parlato.
  • CF (Comunicazione facilitata) è una tecnica non riconosciuta come valida dalla comunità scientifica ma impiegata da alcuni operatori ed educatori nel tentativo di aiutare persone con gravi disabilità psichiche e fisiche. Prevede l’impiego di una tabella alfabetica o di una tastiera, o di qualunque supporto su cui possano essere indicati o digitati numeri e lettere. L’operatore sostiene o tocca delicatamente il braccio o la mano della persona con disabilità nel tentativo di strutturare o amplificare i suoi movimenti. Oltre al supporto fisico nel digitare o indicare, l’operatore fornisce anche suggerimenti verbali e un sostegno emotivo. Perché la tecnica funzioni infatti, non è sufficiente il solo supporto fisico: è necessario che l’operatore creda nelle abilità comunicative del proprio assistito.
  •  ABA Applied Behavioural Analysis: Analisi del comportamento applicata usa metodi basati su principi comportamentali al fine di costruire repertori comportamentali utili e ridurre quelli problematici.
  • Psicomotricità: La psicomotricità è una pratica educativa e di aiuto attraverso la relazione che usa il corpo e il gioco come strumenti privilegiati e, partendo dal gioco spontaneo e dall’espressività del bambino dentro al gioco spontaneo, aiuta a costruire percorsi di gioco dove egli può vivere in prima persona e sperimentare concretamente le azioni e il loro risultato, le relazioni con l’altro adulto o bambino, le differenti modalità comunicative.
  • TMA: Terapia Multisistemica in Acqua Metodo Caputo Ippolito è una terapia che utilizza l’acqua come attivatore emozionale, sensoriale, motorio, capace di spingere il soggetto con disturbi della comunicazione, relazione, autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo ad una relazione significativa. 
  • TEACCH (Treatment and Education of Autistic and related Communication Handicapped Children) Il modello pone molta attenzione all’organizzazione degli spazi fisici, ai compiti e ai materiali di tipo visivo-spaziale. Lo sforzo educativo è rendere l’ambiente il più adatto possibile alle abilità del bambino. Gli sforzi di educatori, terapisti, genitori non sono limitati all’insegnamento di nuove abilità, ma concentrati anche nella facilitazione dell’uso indipendente delle abilità possedute, creando un ambiente strutturato
  • Musicoterapia: è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche.
  • Terapia Farmacologica: Al momento non vi è alcuna terapia farmacologica specifica per i deficit socio-comunicativi degli ASD; gli psicofarmaci sono utilizzati per trattare i sintomi concomitanti di iperattività, irritabilità e aggressività, spesso in associazione con approcci comportamentali ed educativi. Alcune strategie di trattamento farmacologico prevedono il Citalopram, il Naltrexone, o la Secretina, fra gli altri.
  • Logopedia:  (dalle parole greche logos “discorso” e paideia “educazione”) è una disciplina sanitaria che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e della cura delle patologie e dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dei disturbi cognitivi connessi (relativi, ad esempio, alla memoria e all’apprendimento).

 

Il mio personale parere? La terapia più efficace è quella che migliora i nostri figli, certo, ma soprattutto la terapia più efficace è quella che migliora noi genitori.! Quella che ci forma, quella che ci offre gli strumenti necessari per continuare la terapia anche quando la seduta terapeutica è finita. 

E’ chiaro che dipende assolutamente da noi!

  1. Serve leggere. Informarsi. Non sempre i genitori lo fanno. Buona parte dei genitori sceglie la terapia per sentito dire: “il figlio di una mia amica ha cominciato a parlare”, “un altro bambino è migliorato tantissimo“, senza sapere cosa implica realmente seguire una terapia piuttosto che un’altra. 
  2. Secondo me uno dei primi obiettivi di qualunque terapia che si rispetti deve essere l’acquisizione delle autonomie. Una terapia, qualunque essa sia, che non aiuti mi figlio ad essere autonomo, secondo me non ha ragion di essere.
  3. La terapia deve formare anche noi genitori: deve modificare anche il nostro comportamento nei confronti del bambino. Se quando la terapia finisce il ragazzino ci mena e non sappiamo come gestirlo, allora a che serve la terapia che stiamo facendo?. Una terapia efficace deve coinvolgere tutta la famiglia, e deve aiutare anche agli altri componenti a gestire situazioni di disagio e di problemi.
  4. L’infanzia è un periodo relativamente breve, che occupa circa il 12/18% della nostra vita. Ciò vuol dire che vostro figlio crescerà in fretta e la maggior parte della sua vita la vivrà da persona adulta. Ecco perchè bisogna scegliere bene no, benissimo la terapia che fate sin da quando avete la diagnosi, perchè da grande, da adulto, è molto più difficile modificare alcuni comportamenti oramai radicati nella personalità dei vostri figli. 
  5. Non basta affidarsi ad un bravo terapista per avere la coscienza pulita “io, tanto, la terapia la sto facendo“. Bisogna perdere tempo e seguire l’andamento dei programmi, dovete capire su cosa si sta lavorando, sia che la terapia si svolga a casa, sia che si svolga fuori casa.
  6. Ogni bambino autistico è diverso e soltanto voi potete constatare sul campo se a vostro figlio giova o meno un certo tipo di percorso. Se dopo un periodo relativamente discreto vedete che non  cambia nulla, cambiate subito terapia. Il tempo, ripeto, è prezioso.!

Non spendete soldi e tempo preziosi in qualcosa che è soltanto bella da vedere ma che rimane inconcludente, piatta, inefficace per la crescita di vostro bambino. Leggete, informatevi bene sui vari approcci e procedete SUBITO con qualcosa che renda vostro figlio indipendente, soprattutto quando non ci sarete più!

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...