Siete un genitore, non un medico o uno scienziato, ma, quando si parla di vostro figlio, l’esperto siete voi. Conoscete quel piccolo viso e capite se si illumina quando entrate nella stanza. Conoscete quella voce balbettante, quel gorgoglio, e sarete senz’altro i primi a notare un improvviso silenzio.
Conoscete come si comporta vostro figlio quando vede un giocattolo nuovo, incontra un bambino che non conosce, partecipa ad una festa o quando lo portate in un centro commerciale. Sapete cosa lo fa piangere e cosa ridere. E sì, il vostro pediatra ha visto centinaia di mal di gola e di otiti, avete visto qualcosa anche voi. Avete visto bambini giocare al parco e li avete osservati litigare tra loro ai pranzi in famiglia. Avete visto bambini piccolini giocare al gioco del cucù e quelli più grandicelli andare all’asilo. E non sareste un genitore se non aveste paragonato vostro figlio a quei bambini, se non aveste notato come lui assomigli o sia diverso da loro.
Naturalmente, ogni differenza che notiamo non è un sicuramente segno di un disordine. Lungi da noi affermare questo, ma, se il vostro istinto vi sta dicendo che qualcosa non va, che qualcosa in vostro figlio è completamente differente dagli altri bambini o che qualcosa di essenziale in lui è cambiato o lo vedete star male, fidatevi: sapete quando qualcosa non va.
Secondo quanto riferito da molti medici e ricercatori, la differenza cruciale tra bambini con ritardi dello sviluppo e quelli che non ne hanno, sta nel fatto che i primi hanno genitori costantemente preoccupati per loro; per cui se siete in ansia per come vostro figlio si sta sviluppando, per come apprende e si comporta, dovreste considerare seriamente le vostre preoccupazioni: potrebbero essere un segnale di allarme!Tutti i genitori, certo, si preoccupano per i loro bambini, tutti occasionalmente hanno bisogno di rassicurazioni per le stranezze che vedono: un sondaggio fatto nelle sale d’aspetto dei pediatri ha individuato che il 70% di loro si pone domande sullo sviluppo dei bambini o sui loro comportamenti. Ma, quando qualcosa veramente non va, queste paure non scompaiono, anzi diventano sempre più affliggenti.
Alcuni genitori capiscono sin da quando i loro figli sono piccolissimi che sono diversi: lo sanno, lo sentono che c’è un problema e questo può fare la differenza.Ecco alcuni elenchi di “primi segni” che, se presenti (non vi diciamo se nel numero di uno, cinque, dieci…), dovrebbero indicare che vostro figlio POTREBBE rientrare nello spettro dell’autismo.Lo spettro è davvero ampio, ma se avete un dubbio, anche un minimo dubbio leggete i nostri consigli sulle prime cose da fare.Vi elenchiamo alcuni segnali e alcuni sintomi che altri genitori vi consigliano di NON sottovalutare: la precocità della diagnosi e delle cure sono infatti direttamente proporzionali alle possibilità di successo terapeutico.I seguenti possono essere campanelli di allarme dell’autismo:Non risponde al suo nomeNon è capace di chiedere cosa desideraIl linguaggio è in ritardoNon segue le indicazioni che gli vengono dateA volte sembra sordoA volte sembra capace di udire altre noNon indica e non saluta con la manoPrima diceva qualche parola, ora non piùNon sorride socialmenteSembra preferisca giocare da soloPrende gli oggetti da soloAttua scarso contatto con gli occhiSembra in un mondo tutto suoCi chiude fuoriNon è interessato agli altri bambiniHa crisi di collera-aggressivitàE’ iper-attivo, non-cooperativo, provocatorioNon sa come usare i giocattoliSi blocca regolarmente sulle coseCammina in punta di piediHa attaccamenti inusuali ad alcuni giocattoli o oggettiAllinea gli oggettiE’ ipersensibile a certe fibre tessili o a certi suoniHa strani modelli di movimentoIndicazioni per ulteriori valutazioni diagnostiche immediate– Nessuna lallazione entro i 12 mesi – Nessuna gestualità (indicare, muovere la mano, salutare etc.) entro i 12 mesi – Nessuna parola entro i 16 mesi – Nessuna frase spontanea (non ecolalia) di due parole entro i 24 mesi di età – QUALUNQUE perdita di QUALSIASI abilità linguistica o sociale ad OGNI età.Bandiere Rosse nel campo della socializzazione e della comunicazioneSe il vostro bambino mostra alcuni di questi segni, chiedete al vostro pediatra o al medico di famiglia una valutazione immediata:Nessun grosso sorriso o altra espressione di allegria o di gioia dai sei mesi in poi Nessun suono o sorriso o altra espressione del viso di ritorno alla vostra dai nove mesi in poi Nessuna vocalizzazione dai 12 mesi Nessun gesto di ritorno, come indicare, mostrare, allungarsi, o fare cenni con la mano dai 12 mesi Nessuna parola dai 16 mesi Nessuna frase di due parole espressive (senza imitare o ripetere) dai 24 mesi Qualunque perdita del linguaggio o di vocalizzazione o di abilità sociale a qualunque età
STORIA SOCIALE: ESSERE AUTISTICI




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