Quando si insegna ad un bambino autistico bisogna immaginare l’apprendimento come la salita di una scala: alcuni bambini riescono a fare un gradino alla volta, altri possono farne due, altri invece fanno uno, ma pianissimo, altri fanno un gradino, poi si fermano, ne fanno un altro e così via.
Per poter delineare un programma di insegnamento di qualità è fondamentale tener conto delle abilità pre requisito che ha acquisito o no il bambino. Senza le abilità pre requisito è possibile, quasi sicuro, che l’apprendimento si blocchi.
Ad esempio, se dobbiamo insegnare ad un bambino a scrivere il proprio nome: Marco, il bambino dovrà prima imparare il tracciato della M, poi della A, ecc. E’ chiaro che se gli dici: scrivi il tuo nome senza questi primi passaggi lui ti guarderà con occhi spalancati come per dire: “cosa mi stai chiedendo?”.
Se invece stiamo insegnando a categorizzare gli oggetti è fondamentale che il bambino sappia già nominarli e che sappia rispondere in modo ricettivo. Prima di insegnare a un bambino istruzioni in più passaggi, deve essere in grado di completare ogni passaggio delle istruzioni individualmente, come un’unica istruzione.
Lo stesso vale anche per le competenze di gruppo. Prima di “lanciare” un bambino autistico in un contesto di gruppo è bene verificare che abbia le competenze di base per affrontare quel mondo, altrimenti si sentirebbe frustrato e si potrebbe ottenere l’effetto contrario. È meglio far passare gradualmente i bambini dalle interazioni individuali a piccoli gruppi, poi a gruppi più grandi, in modo che acquisisca tutte le abilità necessarie per sentirsi più sicuro in un contesto più ampio.
Le abilità pre requisito sono importanti per tutto. Quando si progetta un intervento, può essere piuttosto difficile decidere da dove iniziare, quali competenze dovrebbero essere prioritarie e quali deficit hanno il maggiore impatto sul bambino o adulto quotidianamente. Ma, una volta che inizi a esaminare i deficit di competenze sottostanti che causano molti errori di risposta, diventa molto più facile semplificare/massimizzare l’insegnamento concentrandosi su quelle aree fondamentali di apprendimento che avranno un impatto positivo su altre aree.
Quando i progressi su un programma o un obiettivo specifico si bloccano, regrediscono o sono incoerenti, oltre a modificare i livelli dei prompt, il rinforzo o cambiare gli stimoli, è una buona idea concentrarsi anche sulle competenze alla base dell’abilità che si sta insegnando.
Ogni volta che devo insegnare ad Ares una nuova abilità, soprattutto quelle che riguardano le autonomie, per prima cosa la eseguo io, e mentre la eseguo scrivo i passaggi che compio. Poi mi chiedo: Ares è in grado di eseguire questo primo passaggio? Si! Allora insegno direttamente dal secondo passaggio che non conosce, oppure dal terzo, o semplicemente mi rendo conto che devo insegnarli tutti da capo.
Chiaramente non insegno tutti i passaggi insieme, ma uno alla volta, o due alla volta, dipende dal livello di attenzione che ha il bambino, dalla capacità di ascolto, dai deficit cognitivi e anche dalla difficoltà del compito stesso.
Spesso nei vostri messaggi, quando mi spiegate le difficoltà che trovate nell’insegnamento di un compito in classe, la prima cosa che chiedo è: ma hai verificato le abilità prerequisito? Perchè se verifichi la padronanza di una competenza prerequisito e la trovi carente, devi mettere in pausa la lezione più avanzata per un po’ finché i prerequisiti non si allenano e diventano fluidi. Subito dopo è essenziale non dimenticare di mettere le competenze prerequisito in una sorta di programma di manutenzione dopo che sono padroneggiate.
Prima di iniziare qualsiasi insegnamento ricordate di elencare le abilità prerequisito e iniziare da quelle. Esistono abilità prerequisito per ogni programma di studio e per ogni competenza da insegnare. Stabilirle è fondamentale per il successo
PACCHETTO RISPARMIO SULLE AUTONOMIE
fonti e spunti da: sciencedirect




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