AUTISMO. Come affrontare pubertà e atteggiamenti sessuali inadeguati

Come già sapete sono un po’ fissata con tutto ciò che riguarda la sfera sessuale nell’Autismo, ritengo che insieme all’aggressività e all’autolesionismo, siano le problematiche peggiori da affrontare.

Vi allego qui sotto una traduzione interessante (che ho controllato e corretto) fra le mille che ho nel PC, e che tratta l’argomento della pubertà come lo farei io. Ho sottolineato le frasi che ritengo indispensabili.

Durante la pubertà i bambini iniziano un processo di cambiamenti fisici, cognitivi e sociali e per tutti e’ un periodo molto critico, adolescenti autistici e non.
Fisicamente nella pubertà i bambini cambiano rapidamente aspetto fisico, caratteristiche sessuali e sviluppano desideri sessuali. A livello cognitivo sviluppano le abilita’ di formare concetti e idee astratte di identita’ in relazione all’ambiente e alla societa’ in cui vivono, e idee e concetti dei sentimenti così come percezioni degli altri.

Purtroppo i soggetti autistici per la non capacità’ di formare concetti astratti, durante la pubertà tendono a continuare ad adottare e a comportarsi con abilita’ per lo più basate sui sensi e le percezioni, quindi tendono a interpretare gli altri e l’ambiente attraverso i sensi.
Ai soggetti autistici, inoltre, durante la pubertà manca spesso anche la capacita’ di inserimento e interazione con i coetanei.
L’ abilità di relazionarsi con i coetanei aiuta lo sviluppo del senso di se in relazione agli altri e costituisce il passaggio, la trasformazione da posizione di bambino a giovane adulto indipendente.
La mancanza di inserimento sociale  dei bambini autistici, e il generale disinteressamento a creare relazioni con gli altri sfavoriscono anche il periodo di sperimentazione di carattere sessuale che gli adolescenti non autistici tendono ad avere o perlomeno a cercare.

Venendo a mancare le abilità e i  concetti sociali e la sperimentazione con i coetanei, gli adolescenti autistici, manifestano i desideri sessuali quasi esclusivamente tramite la masturbazione e/o atteggiamenti sessuali inadeguati.

Per esempio gli adolescenti autistici possono praticare la masturbazione in pubblico o cercare il contatto fisico con gli altri in modo inappropriato e non considerato accettabile dalla società.

Purtroppo non possiamo pensare di  insegnare ai  nostri  figli l’educazione sessuale e non possiamo cercare di favorire la sperimentazione con coetanei, ma quello che possiamo fare è insegnargli certi comportamenti sessuali adeguati.
Tenendo sempre ben presente il diritto umano che vostro figlio ha di esprimere i suoi desideri sessuali.

Dobbiamo tutti (familiari  e  insegnanti)  concentrarci nell’insegnargli metodi pratici, comportamenti adeguati di carattere sessuale che siano accettati dall’ambiente che lo circonda e dalla società in cui vive.

Innanzitutto sia noi genitori che i professionisti dobbiamo cambiare il comportamento verso il  ragazzo.
Mi spiego meglio :
Considerato che il ragazzo non attraversa quel periodo di transizione cognitiva e di sviluppo sociale che attraversano gli altri adolescenti nella pubertà, diciamo che il ragazzo autistico continua a percepire se stesso in relazione agli altri come ha sempre fatto, cioè come un bambino.
Sono gli adulti che lo vedono crescere e cambiare fisicamente e vedono la trasformazione da bambino ad adolescente. Pertanto tutti i bacetti, abbracci, coccole che erano appropriati sia da parte dei genitori, familiari, terapisti, insegnanti ecc. ora non sono più adeguati.
In altre parole il nostro comportamento verso il ragazzo con autismo deve essere il modello di comportamento che lui deve seguire per imparare a comportarsi in modo adeguato e accettabile durante la pubertà e un giorno anche come adulto.

Detto questo i genitori e i familiari naturalmente continueranno a comportarsi in modo affettuoso, ma anche loro dovranno aver in mente che certe affettuosità espresse nel passato non rappresentano più un modello educativo per il ragazzo. Tenete presente che il periodo dell’infanzia e’ un periodo abbastanza breve nel corso della vita di una persona, (circa il 7%/ della vita) la gran parte della vita e’ vissuta da adulti; se si vuole che il ragazzo si comporti in futuro da adulto in modo adeguato, bisogna incominciare ora ad insegnarglielo.
I terapisti e insegnanti dovranno modificare il loro atteggiamento relazionale verso vostro figlio. I bacetti, gli abbracci andranno gradualmente rimossi. Solo occasionalmente, per esempio alla fine di una sessione, o quando il ragazzo ha lavorato molto bene i terapisti potranno dargli un bacio o un abbraccio. Oppure se dimostra di essere triste ecc, un abbraccio di conforto e’ appropriato.
I “bravo bambino, bravo coccolino” ecc., dovranno essere sostituiti con altri rinforzi verbali: bravo, bravissimo, sei un campione, hai lavorato bene, oppure dammi  il 5, ecc. Il contatto fisico fino ad ora espresso con baci e bacetti andranno sostituiti con una leggera pacca sulla spalla, una espressione di contentezza associate da un rinforzo verbale adeguato.
Insegnare il ragazzo a che genere appartiene. Per esempio questo si può insegnare con il gioco, incominciando a casa, invitando alle sessioni magari tutti i terapisti e i familiari e/o amici. Dicendo tutti i maschi da questa parte della stanza e le femmine dall’altra parte della stanza. Aiutando il ragazzo fisicamente a mettersi dalla parte dei maschi . Si possono anche iniziare piccoli giochi di squadra, con i maschi contro le femmine. Questo tipo di insegnamento potrà sicuramente essere praticato nell’ambito scolastico.
Insegnare al ragazzo le caratteristiche tipiche dei maschi e tipiche delle femmine esempio i maschi si fanno la barba, le femmine si curano le unghie, per favorire la formazione del concetto di diversità e di identità.
Quando siete al ristorante, in piscina o altro luogo pubblico e vostro figlio deve usare il bagno enfatizzate sul riconoscimento del corretto bagno per i maschi e per le femmine..
Insegnate le parti del corpo dicendo i termini corretti per gli organi sessuali e le loro funzioni. 
L’espressione dei desideri sessuali tramite la masturbazione può diventare un problema per esempio, può tentare di toccarsi i genitali o praticare la masturbazione in pubblico, quindi bisogna insegnargli che certi atti sono normali ma sono privati.
Quando vostro figlio esprime con atti inadeguati i suoi desideri sessuali, i genitori e i terapisti non devono mai dimostrare atteggiamenti o comportamenti di disapprovazione perchè ciò può solamente aumentare la sua frustrazione e ansia. Tutte le volte che vostro figlio si tocca i genitali, genitori e terapisti dovranno accompagnarlo in bagno o in camera sua e dirgli che se vuole può toccarsi .
Questo al fine che il ragazzo capisca che i suoi desideri sono normali e accettabili ma sono privati. In futuro si potrebbero anche stabilire tempi in cui vostro figlio può andare in bagno o in camera sua, per rafforzare il senso di privacy in lui.
Ci sono altri comportamenti inadeguati legati alla masturbazione per esempio la masturbazione eccessiva che può essere dovuta ad un atteggiamento compulsivo a ad un mancato raggiungimento di soddisfazione. Sulla masturbazione ho già pubblicato qualcosa che trovate QUI

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