Ares ha iniziato a lavorare in parrocchia. L’accoglienza è stata ottima da parte del personale della chiesa: disponibilità ed elasticità totale (“viene quando vuole, rimane il tempo che vuole, avete massima libertà di fare quello che è meglio per lui”. Un atteggiamento che dovrebbero avere TUTTI i datori di lavoro di questa nostra società e che non ho trovato altrove per questioni meramente burocratiche.
Il supermercato sotto casa nostra aveva dato massima disponibilità all’inserimento lavorativo di Ares ma non disponeva di una persona che lo affiancasse tutte le 33 ore del tirocinio (che sono tante per cominciare). L’ufficio di collocamento è stato chiaro: 33 ore subito!
Io penso che Ares sarebbe in grado di lavorare 33 ore a settimana ma di certo non tutte insieme subito: il lavoro va strutturato, vanno individuate le difficoltà che trova nel percorso. Ora come ora le possibilità di inserimento lavorativo per gli autistici gravi in Italia sono pressoché assenti. Le poche aziende che assumono ragazzi autistici esigono che i ragazzi arrivino al posto di lavoro da soli e richiedono sempre un livello lieve di supporto. E gli altri? Quando ci sarà qualcuno che si occupi di quelli come Ares o di quelli più gravi di Ares? Per loro è possibile che esistano soltanto i centri diurni?
Ho bussato ovunque, e continuerò a bussare ovunque. La chiesa è una scelta che vi consiglio, se avete ragazzi che hanno finito la scuola secondaria di secondo grado e non fanno nulla. Consiglio anche gli scout, i piccoli negozi vicino casa, alimentari, scuole di tennis. L’importante è iniziare a fare qualcosa e capire cosa è in grado di fare vostro figlio o figlia e fino a che punto lo si può spingere. Lo fa come volontariato? Senza stipendio? Chissenefrega! Noi genitori sappiamo l’importanza della routine del lavoro: svegliarsi, andare, sentirsi utili, sentirsi premiati anche con una lode. Piuttosto che rimanere sul divano tutto il giorno, almeno si fa qualcosa di utile.
Piano piano vi farò vedere tutte le attività che realizza al suo interno. Cominciamo dalla sistemazione e ordine dei volantini della chiesa, dove Ares, come sempre, ha stupito tutti.
Li trova tutti impilati e lui deve separarli e prepararli affinchè poi siano consegnati ai fedeli. E’ un compito ideale per lui. Si impegna tanto ed è molto concentrato. La preparazione di questo lavoro ha richiesto poco tempo: è bastato replicare l’azione da compiere a casa per poche ore e subito Ares era già indipendente.
Abbiamo trovato qualche difficoltà all’ora di inserire i volantini sistemati all’interno di un elastico, per fare dei gruppetti, perchè l’azione di aprire l’elastico e inserire i volantini all’interno, non è semplicissima, ma ce ne stiamo occupando. Per ora viene accompagnato dal terapista e poi lavora da solo, almeno nello svolgimento di questa specifica attività. Ma non è l’unico lavoro che realizza in chiesa e per questo motivo stiamo impostando il programma da fare, di cui vi darò conto, come sempre, nei prossimi giorni.
Qui di seguito visto di nascosto 🙂
Guardate com’è concentrato!




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