Il gioco dello Shangai: per sviluppare pazienza, delicatezza e attenzione

Il gioco dello Shanghai richiede un’altissima dose di pazienza, attenzione e delicatezza nei movimenti, tutte caratteristiche difficili da trovare nell’autismo. Ragion per cui ritengo questo gioco davvero utile per sviluppare, nei nostri ragazzi, più abilità.

Mikadojackstraws (in inglese) e  Jonchets (in francese). Ha tantissimi nomi e un’origine antica il gioco dello Shanghai. Viene dall’Asia e si diffonde in Cina, dove molti anni fa, far cadere i bastoncini (spesso in prezioso avorio) serviva a interrogare le divinità.

Consiste nel raccogliere i bastoncini sparpagliati sul tavolo uno sopra l’altro, senza farli cadere o muovere. Ogni bastoncino ha un colore che equivale a un punto. Chi fa più punti vince. Richiede pazienza, calma e intuito. Per giocare ci vuole mano ferma e la capacità di prevedere che facendo una tale mossa si può ottenere un certo effetto. 

Ho due versioni di Shangai: uno gigante e uno grande. Con Ares ho iniziato con quello normale, con l’obiettivo di fargli capire le regole più facilmente. Inoltre non giochiamo con nessun altro, per ora, onde evitare confusione.IMG_2739

Con Ares sono molto elastica, per ora, riguardo le regole. A volte muove le bacchettine ma l’obiettivo mio non è tanto che raggiunga la perfezione, bensì che passi il tempo libero in maniera adeguata e che sviluppi la pazienza, la delicatezza e l’attenzione. Piano piano ci arriviamo.

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