Autismo e Disprassia. Analogie e differenze

 

Definizione di disprassia

Mario, 10 anni, è incredibilmente goffo. Per lui, movimenti semplici come camminare, spesso diventano difficili. Ha ancora bisogno delle rotelline nella sua bicicletta perché senza, trova difficoltà a mantenere l’equilibrio.

Mario viene preso in giro dai coetanei a causa della sua difficoltà  motorie. Gli piacerebbe fare amicizia, ma fatica a cogliere alcuni segnali sociali come quando i coetanei sono sarcastici oppure quando si annoiano. Questo rende tremendamente problematica la creazione di relazioni per questo alunno di 5 elementare. Mario ha la Disprassia.

La Disprassia, chiamata anche “sindrome del bambino goffo”, è una condizione permanente che colpisce le capacità grosso e fino motorie ed è classificata come Disturbo della Coordinazione dello Sviluppo nel DSM-V (l’ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Le abilità motorie fini sono i piccoli movimenti dei polsi, delle mani, delle dita di mani e piedi, delle labbra e della lingua. Scrivere è un’abilità motoria fine. Le abilità motorie grosse sono i grandi movimenti delle braccia, delle gambe e del busto. Gattonare e camminare sono considerate abilità grosso motorie.

A causa degli effetti della disprassia sulle capacità motorie e sull’elaborazione del cervello, la lingua e la parola sono spesso colpite in molti individui con questo disturbo. Qualcuno con disprassia potrebbe non essere in grado di articolare bene le proprie parole, di metterle in ordine oppure di elaborare frasi o esprimerle in maniera chiara. La disprassia colpisce anche la capacità di un individuo di cogliere i segnali sociali o l’umore o il tono nelle voci di altre persone.

La disprassia non influisce sulle capacità di intelligenza, ma i ritardi nell’elaborazione del cervello possono influenzare l’apprendimento, la memoria, l’elaborazione, la pianificazione, l’organizzazione e il linguaggio.

Si dice che la disprassia sia causata da un ritardo nell’elaborazione delle informazioni che il cervello manda al corpo. Un bambino con disprassia può anche essere autistico e, sebbene ci siano somiglianze tra questi due disturbi, in realtà sono più distinti che simili.

Definizione di autismo

Giovanni, 10 anni, è socialmente introverso. Ha poco o nessun interesse a sviluppare relazioni con coetanei o familiari. Trascorre molto tempo al computer e ai videogiochi. Non è affatto flessibile quando si modifica la sua routine nei programmi giornalieri. È anche sensibile a determinate consistenze o rumori forti. A volte tende ad allineare alcuni oggetti. Giovanni è un bambino autistico.

Il disturbo dello spettro autistico è un disturbo neuro comportamentale e dello sviluppo secondo il DSM-V, che colpisce il comportamento, la comunicazione, le capacità emotive e sociali di una persona. Si chiama “disturbo dello spettro” perché ci sono intensità variabili di autismo. Una persona autistica grave, ad esempio, potrebbe avere un deterioramento intellettuale acuto e un basso funzionamento.

Nonostante i limiti, alcune persone autistiche eccellono in materie come matematica, abilità informatiche, abilità visive, musica o arte. Infatti, il 40% delle persone autistiche ha una capacità intellettuale media o superiore alla media. Ma circa il 33% delle persone autistiche è non verbale, impara a comunicare attraverso la lingua dei segni o altri mezzi di comunicazione.

Le persone autistiche hanno difficoltà con l’interazione sociale, tendono ad avere un pensiero rigido e inflessibile e hanno difficoltà con il linguaggio e la comunicazione.

in che modo disprassia e autismo si sovrappongono

La disprassia e l’autismo hanno sintomi simili nei neonati e nei bambini piccoli. Sia il bambino autistico che quello disprassico potrebbero ritardare a gattonare, a camminare o a togliere il pannolino. Alcuni bambini possono ricevere, infatti, la diagnosi sbagliata.

Bambini disprassici e bambini autistici hanno entrambi:

Difficoltà nell’interazione sociale

Le persone con disprassia spesso prendono le cose alla lettera e non riescono a percepire il sarcasmo o l’umore/tono di voce negli altri. Hanno anche difficoltà con l’articolazione del discorso e l’elaborazione delle parole.

Anche le persone autistiche hanno difficoltà a cogliere i segnali sociali. Potrebbero non rendersi conto del fatto che l’altra persona è annoiata o arrabbiata. Potrebbero avere difficoltà a instaurare una conversazione. In effetti, molte persone autistiche gravi non interagiscono affatto socialmente.

Difficoltà di comunicazione

Potrebbe essere una combinazione dell’effetto sulla lingua (abilità motoria fine) e del ritardo nell’elaborazione cognitiva, ma le persone con disprassia hanno difficoltà a comunicare con gli altri. Hanno difficoltà ad articolare, poiché il cervello elabora lentamente le informazioni che vorrebbero dire.

Le persone autistiche verbali, spesso usano ecolalie o vocalizzi ripetitivi casuali, come ad esempio frasi di cartoni animati ecc.

Molti bambini autistici presentano sintomi di disprassia e viceversa. I sintomi condivisi possono includere difficoltà con la lingua parlata, sensibilità alla luce e al rumore, problemi di concentrazione e altri.

Tuttavia, questo non significa che siano la stessa cosa. Fondamentalmente, l’autismo è un disturbo che colpisce la socializzazione e la comunicazione, mentre la disprassia colpisce le capacità motorie e la coordinazione fisica. Sebbene i sintomi coincidenti non siano rari, i due sono considerati disturbi distinti.

Diagnosi

Le diagnosi sia della disprassia che dei disturbi dello spettro autistico dovrebbero essere effettuate da professionisti qualificati, come i neuropsichiatri.

Se noti sintomi di autismo e/o disturbi della coordinazione dello sviluppo, fissa un appuntamento con un medico o un altro specialista per ulteriori screening.