Come migliorare la comunicazione con tuo figlio autistico

 

 

Come genitori di bambini che non parlano o che hanno un linguaggio limitato, dobbiamo imparare alcune abilità per aiutarli a comunicare meglio. Nel tempo, Ares ha imparato a comunicare i suoi bisogni, a raccontare le sue giornate e ad esprimersi quando ha un dolore di qualsiasi genere. Quando era piccolo non era così. Ecco alcuni dei trucchi che mi hanno aiutato a rendere Ares più verbale e a comunicare meglio i propri bisogni.

1. Fai domande aperte

Anni fa, quando facevo una domanda ad Ares lui rispondeva sempre “SI”.  Poi ho capito che era sbagliato il modo in cui gli facevo le domande. Ad esempio, quando gli chiedevo: “Ti piace la pasta?” Lo stavo portando a rispondere sempre “Sì”, anche se faceva una smorfia di disgusto, Così ho iniziato a fargli domande più aperte come: “Ti piace o non ti piace?”. In questo modo si è ritrovato un modo diverso di comunicare più informazioni. 

Anche quando tornava da scuola se gli chiedevo: “come è andata a scuola?” classica domanda che facciamo i genitori, Ares rispondeva sempre “bene”. Ma ovviamente io ho sempre bisogno di più dettagli. Così, ho iniziato a chiedere in maniera diversa: “cosa hai mangiato a pranzo?”, “quale materia hai fatto per prima?” “oggi hai fatto yoga?” “dove hai fatto merenda?” Puoi anche provare a chiedere cose che sai che tuo figlio conosce perfettamente ma che no dice mai, come ad esempio: “come si chiama la tua insegnante, che l’ho dimenticato?” “E come sono i suoi capelli, castani o biondi? “Chi è il tuo migliore amico in classe?” Queste domande fanno parlare tuo figlio/a anche se rispondono solo con parole singole;

2. Usa il canto e la musica per comunicare

Il canto è un altro modo per iniziare la comunicazione. Spesso bambini autistici possono cantare molto meglio di quanto possono parlare. Anche i bambini non verbali canticchiano o balbettano insieme alla musica. Ares canta spesso, gli piace canticchiare per conto suo oppure cantare con il karaoke seguendo le parole nello schermo. 

Se tuo figlio non risponde alla radio o alle registrazioni di musica digitale, prova degli strumenti musicali veri. Alcune persone autistiche cantano meglio se suonano uno strumento preferito e il canto aiuta a ad aumentare il lessico e la comunicazione in generale.

3. Dai un’istruzione alla volta

Uno dei trucchi più famosi di cui potresti aver sentito parlare è dare un’istruzione alla volta come ad esempio: “PRIMA lava i denti… e POI fai la pipì… POI vai a letto”. I bambini autistici spesso si confondono e si impantanano se dai loro più di un’istruzione alla volta, o provano a fare tutto in una volta e finiscono per sedersi sul water a lavarsi i denti allo stesso tempo. Ho scoperto che se includevo le parole PRIMA, DOPO e POI, Ares seguiva meglio le indicazioni, e quindi poteva ricevere più di un’istruzione alla volta.

 

4. Insegna a tuo figlio frasi per aiutarlo a comunicare

Ho insegnato ad Ares alcuni frasi come: “non capisco”, “mi da fastidio” “sono stanco”, “non voglio”, da inserire in situazioni di dubbio o di molestia. Queste frasi hanno semplificato la vita un po’ di tutti in famiglia perché ci hanno aiutato a capire quali situazioni davano fastidio ad Ares e quindi ci consentivano di evitarle. 

Oltre alla solite frasi che Ares elabora per conto suo per chiedere qualcosa come: “mamma posso prendere le pizzette adesso?” “Yara, mi presti il tuo telefono?” ecc, le frasi fatte che gli ho insegnato si aggiungono e creano una consistente forma comunicativa che lo rende persino meno ansioso, visto che riuscire a esprimersi è fondamentale nell’indipendenza e nella riduzione dei comportamenti problema.

5.i fumetti

I fumetti sono un modo divertente per comunicare perché puoi usare tutti i tipi di personaggi che vuoi e la storia può continuare all’infinito. Tramite i fumetti puoi lavorare sulle storie sociali per introdurre comportamenti appropriati e puoi anche lavorare sulle emozioni. Usa personaggi che tuo figlio già conosce per aumentare la motivazione.

6. Etichetta gli oggetti di casa 

Se tuo figlio comunica tirando la tua mano verso la palla che desidera, il passo successivo potrebbe essere l’uso di parole o cartoline illustrate. Potresti insegnargli ad esempio dicendo “palla” o usando una cartolina illustrata con una “palla” ogni volta che tuo figlio tira la tua mano verso la sua palla.

Quando lavori sulle capacità comunicative di tuo figlio, può essere utile etichettare gli oggetti in casa con parole, come “biscotti”, “treno”, “palla”, “spazzola” e così via.