La motivazione è alla base dell’apprendimento

 

 

Quanto è importante la motivazione!

Ares era diventato autonomo nelle macchinette che dispensano gelati, ma un bel giorno, arrivato al centro commerciale, trova il software cambiato: sistema poco intuitivo, tanti nuovi tasti, diverse tendine a comparsa, troppi passaggi nuovi.
Allora facciamo le foto di ogni passaggio e proviamo ad insegnargli a casa il nuovo software. Subentrano altre priorità e alla fine non si lavora su questo argomento.
Invece Ares arriva ieri davanti alla macchinetta e sorprende tutti seguendo tutte le fasi del software fino al pagamento. Guardate nel video sotto, la velocità con cui lo fa! Tutto ciò accade per via della motivazione: in questo caso della ricompensa che è il gelato.
È importante dedicare del tempo all’apprendimento di ciò che è motivante per la persona autistica: si può trattare di un’attività, di una ricompensa, di un ambiente, di un gioco, di un oggetto. La motivazione intrinseca si riferisce proprio alla motivazione proveniente dall’interno di una persona. Cioè, fai qualcosa perché ti piace.
Ad esempio, la prima ballerina prova 8 ore al giorno perché vuole essere in grado di esibirsi in modo eccezionale. Nell’autismo la motivazione può invece manifestarsi come una spinta interiore a svolgere un compito o realizzare un’attività. Tuo figlio potrebbe amare le auto ed essere fortemente motivato ​​a sedersi vicino in finestra a guardare il traffico oppure giocare con le proprie macchinine per ore. Senza motivazione, il processo di apprendimento può essere notevolmente rallentato o reso impossibile.
Per questo motivo, bisogna sforzarsi per aumentare la motivazione, innanzitutto scoprendo cosa motiva tuo figlio, e poi usando quello che gli piace come rinforzo per imparare.
È anche importante imparare cosa non è motivante per tuo figlio, in modo di evitarla. La motivazione in un programma intensivo di analisi del comportamento applicata può inizialmente assumere la forma di qualcosa di estrinseco, come essere ricompensati con del cibo, caramelle o attività preferiti. Ma l’obiettivo è che poi questa motivazione passi da estrinseca a intrinseca in modo tale che un bambino si impegni nell’apprendimento per la gioia e la realizzazione personali.
E per fare ciò bisogna sfumare gradualmente le ricompense e gioire insieme al bambino ogni qualvolta si sente felice e realizzato per un traguardo raggiunto. Per sapere come motivare un allievo autistico in classe, vi invito a leggere QUESTO articolo.