Essere genitori di un figlio autistico cambia tutto

 

 

La genitorialità con figli disabili ci cambia totalmente. Non lo si può negare. La verità è che i primi anni ci allontana così tanto da chi eravamo prima che potremmo non riconoscerci più.

Ci si guarda allo specchio, con le borse sotto gli occhi, e ci sembra di essere invecchiati di cent’anni. Oppure ci si ritrova in ​​una stanza affollata e ci si sente completamente isolati. e allora ci domandiamo se siamo invisibili. Ci chiediamo come il nostro mondo possa essere così diverso e come possiamo iniziare a relazionarci con le persone.

Mettiamo in discussione ciò che sappiamo. Ci facciamo un milione di domande. Qual è il nostro scopo. Dove trovare la forza. E ci si chiede perché. Come sia successo. Perché nostro figlio? E non quello degli altri.

La diagnosi mette in discussione la stabilità del nostro matrimonio. La nostra salute. Il modo in cui facciamo il genitore degli altri figli. Anche la decisione di avere più bambini. La carriera e le finanze, le relazioni, ma anche la fede.

Si sperimenta il più grande amore su questa terra. E allo stesso tempo ci si chiede come fare per affrontare le difficoltà di ogni giorno. Ci si vergogna di essere triste.

Notiamo anche l’incredibile bellezza che racchiude questo mondo. Quasi come se ci fosse stato consentito l’accesso a un club speciale: pieno di abbracci, lacrime di gioia, rabbia, Ci si ritrova a festeggiare per cose ad altri scontate, come una singola parola a 8 anni. Ed è fantastico, non importa quando accade.

Si impara cosa vuol dire l’insensibilità. E si resta senza fiato la prima volta che sfiora il proprio figlio. Pensi di essere preparato. Pensi che tornerai con qualche commento ironico e scattante. Ma probabilmente non lo farai. E poi trascorri le prossime notti insonni chiedendoti come puoi vivere per sempre e cambiare il mondo allo stesso tempo.

All’inizio ti sembra di fare una corsa contro il tempo. Lotti contro la diagnosi. Fai tutto il possibile. La tua speranza viene messa in discussione. Allora trovi accettazione e speranza realistica. Vuoi quindi che il tempo si fermi. Vuoi che il corpo di tuo figlio rimanga piccolo. Perché il mondo è più gentile con i bambini.

Hai giorni in cui credi di non farcela più. Sei certo che mai più sarà facile. Che sarà sempre troppo impegnativo. Non sei quasi in grado di immaginare un mondo migliore. Dove non devi lottare per i diritti fondamentali, l’inclusione e la sensibilità.

E poi hai dei momenti incredibili. Momenti che compensano tutto il resto. Tuo figlio raggiunge un obiettivo, una pietra miliare, qualcosa su cui ha lavorato per anni. E allora pensi positivo e dici: “andrà benissimo”. Perché credi in questo piccolo umano e sai che è degno, capace e sorprendente.

Vivi e respiri speranza, accettazione e gentilezza. E vai avanti con forza e determinazione.

Sì, la genitorialità con l’autismo cambia tutto. Ti stravolge totalmente la vita, ma allo stesso tempo ti incastra perfettamente i pezzi della persona che dovevi essere.

Questa è la parte che ci rende fortunati.