Il grosso errore dei piani di comportamento per l’autismo

Non riesco a non notare, nelle vostre centinaia di mail e messaggi, il nocciolo duro dei piani di comportamento che spesso mettete in pratica con i vostri figli. Quindi mi preme scrivere questo articolo per parlarvi del pezzo mancante.

Si tratta della chiave del piano comportamentale, quella che darebbe davvero una svolta al miglioramento del vostro bambino o adulto autistico.

L’errore piu grande dei piani di comportamento 

Prima di parlarvi di ciò che manca nella maggior parte dei piani comportamentali per l’autismo, devo prima dirvi ciò che di solito è incluso:

  • Analisi funzionale del comportamento (quello che accade prima e quello che accade dopo)
  • Quale comportamento vuoi aumentare o diminuire.
  • Un rinforzo che verrà dato o trattenuto a seconda dei comportamenti del bambino.
  • Pianificazione della pratica del comportamento desiderato (o evitamento del comportamento negativo) e quindi fornire rinforzi
  • Più monitoraggio.

E così via.

Cioè, l’intera attenzione è sul comportamento del bambino autistico e su come possiamo cambiare quel comportamento

Ma a questi piani di comportamento manca il pezzo più importante…

ad alcuni piani di comportamento per l’autismo manca la ragione del comportamento

In poche parole, tutto il comportamento è comunicazione.

Quindi, il bambino è aggressivo ? Sta comunicando qualcosa.

Il bambino si rifiuta di fare i compiti? Sta comunicando qualcosa.

Il bambino ha una crisi di nervi al supermercato? Sta comunicando qualcosa.

C’è una ragione per ogni singolo comportamento e la maggior parte dei piani comportamentali, che leggo spesso, ignora le cause di quel comportamento.

La nostra funzione, come genitori, è quella di decodificare la comunicazione comportamentale di nostro figlio autistico e scoprire cosa sta cercando di dirci.

Quando lo facciamo, possiamo dare una svolta al comportamento invece di provare a cambiarlo in maniera superficiale.

Quindi tutti i piani di comportamento sono inadatti?

Non necessariamente. A volte i bambini autistici hanno comportamenti che dobbiamo cambiare.

A volte si auto ledono. A volte feriscono altri bambini. A volte scappano per strada. A volte sputano in classe. In tutti questi casi è chiaro che va cambiato il comportamento con le storie sociali, con qualsiasi metodologia comportamentale si riesca ad intervenire. 

Ma, laddove i piani comportamentali convenzionali vadano male e il comportamento problema si verifichi ancora, allora bisogna pensare alla CAUSA.

Faccio un esempio personale: Ares ha dovuto affrontare una cura per una psoriasi che gli provocava forfora e delle piaghe sul cuoio capelluto. Il dermatologo gli ha consigliato delle creme varie da applicare su viso, testa e orecchie. Ogni volta che applicavo queste creme sul viso e sulla testa era tutto ok, quando invece le applicavo sulle orecchie, si innervosiva parecchio, quasi al limite di farmi male. Ed io dovevo mettergli quelle creme tutti i santi giorni, due volte al giorno.

Ho pensato a tutto: “ora creo una storia sociale affinchè sopporti questa crema nelle orecchie, gli faccio un discorso serio sul fatto che DEVE accettare la crema nelle orecchie, lavoro sull’autoregolazione emotiva di nuovo, devo assolutamente cambiare questo comportamento di Ares”

Invece la svolta qual è stata?: cambiare io!. Cambiare il modo con cui applicavo la crema nelle orecchie. Piuttosto che con le mani, ho cominciato ad usare un cotton fioc per applicare la crema nell’orecchio e come per magia Ares ha smesso di innervosirsi. Quello che cercava di dirmi, con il suo nervosismo, era che le mie unghie, le mie dita gli davano fastidio quando entravano nell’orecchio.

Probabilmente Ares avrebbe smesso di innervosirsi se, ad esempio, gli toglievo il tablet ogni volta che si innervosiva, oppure se gli davo un rinforzo super gratificante, ma avrebbe continuato a soffrire accettando le mie unghie nel suo orecchio ogni volta che gli applicavo la crema. Diciamo che non sarebbe stato un piano comportamentale di successo. 

Vediamo un altro esempio: tuo figlio ha un crollo emotivo ogni volta che lo porti a fare la spesa e la causa è, probabilmente. il sovraccarico sensoriale al supermercato.

La soluzione, in questo caso, non è usare un rinforzo affinchè lui sopporti il sovraccarico sensoriale, e non è nemmeno quella di non portarlo affatto al supermercato, ma, certi che sia quello il motivo, quindi, ripeto, una volta che hai appurato che davvero la causa è quella, allora la soluzione non è usare premi per costringerlo, ma è affrontare lo stravolgimento sensoriale del supermercato, quindi usare le cuffie, ad esempio, che cancellano il rumore, oppure portarlo nelle ore più tranquille. In poche parole: ti concentri sulla CAUSA del comportamento.

Di qualunque comportamento problema si tratti, bisogna sì fare un serio analisi funzionale, bisogna monitorare la frequenza, raccogliere i dati, ma tutto ciò deve essere fatto in funzione di CAPIRE il perchè di quel comportamento, per intervenire, se necessario, sulla causa e quindi prevenirlo. Così facendo hai più garanzia della durata del comportamento desiderato.

Nessuno più di noi, conosce i propri figli, quindi possiamo farcela a capire la causa di ogni comportamento di nostro figlio autistico.