5 modi per gestire le persone che giudicano tuo figlio

Siamo per strada. Nostro figlio ha una crisi, cerchiamo di gestirla al meglio e la gente è lì che guarda, sussurra, commenta. Sconosciuti che fissano e fanno valutazioni non proprio felici sulla nostra genitorialità: “Viziato“, “Se fosse mia figlia non riceverebbe nemmeno un regalo.”

Insomma, ci siamo passati tutti…

Cerchi di gestire un momento difficile, ma sarebbe molto più facile senza gli occhi del mondo su di te.

O peggio… Una festa di Natale in famiglia in cui tuo figlio è sovrastimolato, stanco e affamato perché vuole soltanto biscotti e non ci sono i biscotti, quindi inizi a pensare che dovresti andar via. Ma partono le frasi: “ Non mangia mai cibo vero? “Se lo hai abituato così è facile che non mangi mai nulla”. “Ai bambini bisogna far assaggiare tutto.”

È dannatamente sfibrante.

La gente spesso dice che crescere un figlio autistico è estenuante. Ma in realtà la parte davvero estenuante è, spesso, avere a che fare con le persone che giudicano tuo figlio autistico (o te).

In effetti, fra le domande più frequenti nelle vostre mail ci sono proprio queste: 

  • “Come faccio a far capire agli altri il mio bambino autistico?”
  • “Come mi comporto con gli estranei che giudicano la mia genitorialità?”

Quindi oggi condivido 5 passaggi fondamentali per gestire le persone che giudicano tuo figlio autistico.

5 passaggi cruciali per gestire le persone che giudicano tuo figlio autistico

Vi anticipo che non sono in grado di fermare questa società così terribilmente abile e giudice.

Sicuramente vorrei farlo, ma non posso.

Quindi questi suggerimenti sono per aiutarti a gestire le persone che ti giudicano, e non per impedir loro di giudicare.

passaggio uno: scopri perché ti dà fastidio

La prima cosa che devi fare per gestire gli estranei o i membri della famiglia che ti giudicano è sapere esattamente perché ti dà fastidio.

Scava sotto la superficie.

In che modo influisce sulla tua vita o su quella di tuo figlio il giudizio negativo di quella persona? 

C’è una parte di te che crede nel suo giudizio?

Come ti senti quando qualcuno giudica te o tuo figlio, e perché ti senti così?

Questa sensazione cambierebbe se fosse una persona diversa a giudicare te o tuo figlio così duramente?

Ti importa l’opinione della persona che giudica? Cosa rende importante la sua opinione?

Queste non sono sempre domande facili a cui rispondere, quindi ti invito a dedicare un po’ di tempo per scoprire davvero perché il loro giudizio ti infastidisce.

passaggio due: credi in te stesso e in tuo figlio

Prima di sorvolare questo passaggio dicendo semplicemente “Certo che credo in me stesso e in mio figlio”, voglio che ti soffermi un secondo.

Pensa alle cose che hai valutato o scritto nel primo passaggio, alle risposte che ti sei dato:

C’è una parte di te che si chiede se stai facendo la cosa giusta in quanto genitore?

C’è una parte di te che desidera che tuo figlio sia in grado di superare le crisi?

Inizi a pensare che davvero potresti fare di più e che invece non sei in grado di gestire le crisi e i crollo di tuo figlio?

Se è così, concentriamoci su quella parte ora.

Il giudizio degli altri, ricorda, continuerà a punzecchiarti finché riuscirà a farsi spazio nel tuo cervello e ti farà dubitare di te stesso o dei tuoi figli.

Ma cambiare queste convinzioni non è un compito facile, soprattutto non da soli.

Quindi voglio condividere con voi uno dei modi più semplici per iniziare.

Inizia a raccogliere prove.

Quando vuoi iniziare a credere in qualcosa, devi semplicemente iniziare a raccogliere prove per la tua nuova convinzione.

Dubiti delle tue strategie genitoriali? Inizia a raccogliere prove che dimostrino che stai facendo la cosa giusta.

  • Stai seguendo i consigli dei terapisti?
  • Hai fatto ricerche sulle strategie genitoriali?
  • Tuo figlio ha imparato anche soltanto una cosa nuova questa settimana?
  • Il tuo bambino è felice e i suoi bisogni primari sono soddisfatti?

Tutto ciò è la prova che stai facendo esattamente ciò che devi fare come genitore di tuo figlio.

Terzo passaggio: ricorda che sarai giudicato comunque

E’ nella natura umana giudicare tutto e tutti quelli che ci circondano.

Le persone quindi ti giudicano proprio come li giudichi te

Ecco alcuni giudizi che potresti dare:

  • Sono incredibilmente scortesi.
  • Non hanno compassione.
  • Sono insensibili
  • A loro non importa che mio figlio stia lottando davvero con un crollo

E quelli possono essere giudizi completamente equi. Ma sono comunque giudizi.

Quindi mentre li giudichi, loro giudicano te. Ed è molto più facile accettarlo che cercare di cambiarlo.

passaggio quattro: pianificare in anticipo 

Ora, il fatto che siamo fiduciosi in noi stessi, che crediamo in nostro figlio e sappiamo che le persone giudicheranno comunque non significa che ignoreremo sempre tutti.

Rispondere con una frase arrogante oppure offensiva in realtà non aiuterà la situazione (anche se potrebbe farti sorridere a pensarci ).

Oltre a questo, non so voi, ma non io riesco mai a trovare qualcosa di sensato da dire al volo.

Sono sempre quella persona che se ne esce con la frase perfetta ore dopo che sono tornata a casa : “avrei dovuto dirgli… ecc ecc “

Quindi, ecco che faccio, pianifico in anticipo le situazioni.

Ma prima di poter farlo devo sapere per quale situazione sto effettivamente progettando una risposta.

Quindi, prima di andare da qualche parte con tuo figlio dove pensi di poter essere giudicata, prenditi un momento e annota tutte le cose che potrebbero accadere e che ti possono rendere nervosa:

  • Mi innervosisce quando la gente mi fissa
  • Mi innervosisce che dicano che sono una cattiva mamma.
  • Mi innervosisce che qualcuno sgridi mio figlio.

Quindi per tutte quelle situazioni che hai pensato possano innervosirti pensa: “cosa penserò, farò e dirò se ciò accade?”

Primo, cosa penserai?

Prepara un pensiero che utilizzerai per ricordarti che va tutto bene.

Potrebbe essere qualcosa come “mio figlio sta attraversando un periodo difficile, ma so perfettamente la causa quindi passerà” oppure “Sto facendo il meglio per mio figlio”  o ancora: “si tratta soltanto di pochi minuti poi tutto torna come prima”.

Dopo, cosa farai?

Devi sapere cosa fare nel caso si crei una situazione di crisi, crollo, ecc. Questo dipenderà molto da ciò che calma tuo figlio, dalle strategie che hai già usato, dalla situazione in cui ti trovi. Ma è bene che tu abbia già un piano per calmare la situazione.

Infine, cosa dirai?

È qui che entrano in gioco le idee 

Ci sono 3 passaggi per creare una idea efficace:

  • Decidi il tuo obiettivo
  • Decidi la priorità
  • Decidi cosa dire

Devi prima decidere il tuo obiettivo.

Devi convincere qualcuno di qualcosa? Devi convincerli a lasciarti in pace? Devi spiegare o insegnare qualcosa?

Quindi decidi il tuo livello di impegno.

Se si tratta di tua suocera, potresti avere un livello di impegno maggiore rispetto a quando hai a che fare con uno sconosciuto al parco.

Infine, scriverai il tuo copione (tenendo a mente il tuo obiettivo e il livello di priorità).

Facciamo finta che il mio obiettivo sia convincere qualcuno a lasciarmi in pace, e il mio livello di priorità sia alto perché si tratta di un membro della famiglia.

“Scusami {nome}, sono felice che tu voglia aiutare, ma ho un piano per {nome del bambino} che sto seguendo alla lettera. Sarebbe molto utile se potessi darci un po’ di spazio, così torneremo quando le cose saranno più tranquille.”

Se invece il mio obiettivo è quello di educare e il mio livello di priorità è medio perché si tratta di un bambino al parco che è confuso perchè vede mio figlio fare stereotipie, dondolare, ecc. potrei dire qualcosa del tipo:

“Ascolta. {Nome del bambino} a volte lui gira su se stesso e grida quando è emozionato, proprio come le altre persone, che ridono e saltano quando sono eccitate. Tu cosa fai quando sei emozionato?”

passaggio cinque: avere una guida esterna

Se nonostante tutti questi passaggi, è ancora terribilmente frustrante che le persone giudichino costantemente tuo figlio autistico (o la tua genitorialità), allora sarebbe il caso che tu cerchi una guida esterna, qualcuno che possa aiutarti a capire perché questo ti dà fastidio.

Qualcuno che possa ricordarti di credere in te stesso e in tuo figlio, e che ti faccia capire che le persone ti giudicheranno comunque.

Qualcuno che ti ascolti e che ti aiuti, perchè spesso, non hai soltanto l’autismo e i giudizi degli altri da affrontare, ma hai anche un divorzio, una situazione familiare difficile, un salario scarso, una malattia, e sei veramente al limite.

Esistono psicologi bravissimi che possono prendersi cura di te. Ne conosco alcuni:

Dottoressa Simona Lombardi: 347/8297545 📞06/68803616

Dottoressa Anna Visalli :389 606 0973