In che modo le nostre aspettative influenzano le persone autistiche?

Come esseri umani, generalmente ci piace sapere cosa aspettarci. Prima di candidarci per un lavoro, acquistare un frigo, prenotare un viaggio o qualsiasi altra cosa, chiediamo in giro o cerchiamo nel Web per acquisire tutte le informazioni che ci servono. Sapere cosa aspettarci ci fornisce il comfort che necessitiamo, prima di immergerci.

Le aspettative sono importanti anche quando si tratta di insegnare e allevare persone con difficoltà. Le diagnosi dei medici ci aiutano ad avere un quadro di riferimento sulla disabilità del bambino o dell’adulto e sul livello di impatto che avrà nella sua vita. Le etichette e le diagnosi, spesso sono un sollievo perché ci tolgono dubbi, e ci danno un’idea di cosa aspettarci per il futuro. 

Nel campo dell’educazione speciale, le aspettative aiutano i docenti a rispettare i requisiti dei PEI degli studenti e a stabilire obiettivi a lunga scadenza per un apprendimento positivo. Quindi, si stabiliscono le aspettative di comportamento per gli studenti perché si sa che l’apprendimento avviene soltanto quando vengono messe in atto aspettative chiare e sistemi forti di gestione del comportamento.

Scuramente tutto quanto detto sopra è necessario, ma è tempo di dare un’occhiata più da vicino a come le aspettative che riponiamo sugli individui con bisogni speciali aiutano o danneggiando la loro crescita.

Come le nostre aspettative aiutano le persone con bisogni speciali

Ho notato, dopo anni di autismo nella mia vita, e vedendo crescere tantissimi bambini e ragazzi autistici da lievi a gravi che a volte, spogliandoci di quelle aspettative “cartacee” (cosa pensiamo che nostro figlio o studente possa fare in base a relazioni, diagnosi, ecc), si ha un maggiore spazio per il progresso.

Questo progresso può essere qualsiasi piccola cosa, dalla comunicazione spontanea alle interazioni tra pari, a piccoli progressi nelle autonomie, all’indipendenza in compiti precedentemente non padroneggiati o non preferiti.

Invece di affidarci alle aspettative basate sulle capacità valutate di nostro figlio, invitiamolo a fare qualcosa, che se te lo aspetti lui farà! Tieni sempre a mente la personalità del bambino, il tipo di giornata che sta vivendo, i fattori che gli scatenano crisi, ecc, ma provaci!. Ciò che fa aumentare la possibilità di successo è proprio mostrare che CREDI che lui possa farcela! Per definizione, un’aspettativa è una convinzione che qualcosa accadrà in futuro. Quindi, se ti aspetti una crescita, devi iniziare a credere nella sua crescita invece di restare fermo al livello attuale.

Immagino che starai pensando: “Sembra bello e facile, ma come si fa?” Ebbene, ecco alcuni esempi concreti di aspettative che possono aiutare la crescita di bambini e adulti autistici:

Aspettative utili per i bambini non verbali

  • Aspettati una risposta. Sia che stia scegliendo una merenda o un’attività, aspettati una risposta per quella scelta con qualsiasi metodo di risposta (CAA, programma visivo, gesti, linguaggio dei segni, ecc.). Concedigli un tempo di risposta appropriato per rispondere in QUALSIASI formato. Anche se 15 secondi ti sembrano molto lunghi o anche se il bambino tenta di scegliere senza darti una risposta, attieniti alle tue aspettative. Se riesce ad indicare o a guardare negli occhi, può fare una scelta. Sta a te aiutarlo affinchè lui o lei risponda in qualsiasi modo.
  • Aspettati partecipazione. Solo perché qualcuno non è verbale non significa che non abbia niente da dire. Crea opportunità di partecipazione e di coinvolgimenti. Ciò può accedere in diverse maniere: puoi chiedergli di passare i giocattoli ai suoi fratelli, puoi chiedergli di cerchiare le immagini sulla lavagna per rispondere alle domande nelle attività di gruppo…
  • Aspettati sorprese. I bambini e gli adulti non verbali sanno e capiscono più di quanto saremo mai in grado di comprendere noi stessi. Sii aperto ad essere sorpreso, in senso positivo!

Aspettative utili per i bambini con comportamenti problema

  • Aspettati uno sforzo. Molte volte, i bambini con comportamenti indesiderati tastano il terreno. Cercano reazioni da te per capire se possono fidarsi, fino a che punto e come procedere. Quando Ares era piccolo, testava i docenti. Se trovava una maestra più debole e accondiscendente metteva il piedi sul tavolo, si toglieva un calzino a scuola. qualsiasi cosa pur di non lavorare. Quando invece arrivò Anna, la mitica Anna, che invece disse: “ok Ares, hai finito con il piede sul tavolo? Ora lavoriamo”, capii da se’ che aveva davanti una persona dalla quale fidarsi ma con la quale non poteva scherzare quando si trattava di lavorare.
  • Sii coerente sempre. Anche in quei giorni emotivi e ansiosi, è particolarmente importante per le persone con problemi comportamentali che tu dimostri coerenza. Ciò significa che se la loro stanza è in disordine dopo uno sfogo, loro sono responsabili della pulizia. Oppure, se sono stati aggressivi a scuola o a casa, i rinforzi preferiti, per quel giorno non ci sono. Quella coerenza dimostra loro che apprezzi la loro crescita più del comfort temporaneo di un iPad.

Aspettative utili per i bambini che imparano un nuovo compito

  • Aspettati dei tentativi. Che si tratti di chiudere la giacca in modo indipendente o di fare un problema di divisione a due cifre per la prima volta, incoraggiali a provare sempre. Tutti dobbiamo iniziare da qualche parte quando impariamo qualcosa di nuovo. Se non riesce a farlo ora, potrà farcela domani, Il fatto che non sia in grado di fare qualcosa ora, non significa che deve smettere di provare.
  • Aspettati la continuità. Tutti dobbiamo fare pratica più volte prima che qualcosa diventi un’abilità o un’abitudine radicata. A volte un individuo autistico sarà in grado di svolgere un compito un giorno, ma poi dovrà lottare con lo stesso compito il giorno successivo. Questo è il momento in cui è molto importante mantenere le aspettative di crescita, perché la possibilità di successo c’è sempre.

Le nostre aspettative danneggiano le persone con bisogni speciali?

A volte lasciamo che le diagnosi e le etichette prendano il sopravvento.  Dimentichiamo che non sono indicatori di come potrebbero essere le cose in futuro. Dimentichiamo che senza tutti questi quadri di riferimento il mondo va avanti. Anche se a volte ci dimentichiamo di usare un’istruzione prima o poi si verificherà comunque un’azione. Anche se otteniamo una diagnosi per la condizione di una persona cara, la persona dietro la diagnosi è sempre la stessa persona.

Il modo più semplice per assicurarci che le nostre aspettative non danneggino la crescita di un individuo con bisogni speciali è chiederci se lo stiamo aiutando a raggiungere il massimo del suo potenziale. Lo stiamo sfidando in un modo sano che gli permetta di vedere che crediamo nelle sue capacità? Stiamo fornendo opportunità per lui/lei di crescere in modi che si allineano con i suoi punti di forza? Lo stiamo introducendo a compiti e concetti all’interno della sua gamma di abilità, in modo che continui ad avere successo?

È doloroso sentire i genitori dire cose come: il neuropsichiatra ha detto che “mio figlio non sarà mai in grado di vestirsi da solo o di lavarsi” perché queste affermazioni possono essere dannose per il progresso. Dall’autonomia in bagno, al mangiare nuovi cibi, alla comunicazione del bambino non verbale, ho sentito troppe affermazioni con la parola “mai” che sono felice di dire che sono state smentite.

Alla fine della giornata, quando le etichette e le aspettative vengono abbandonate, le persone autistiche sono sempre persone che desiderano e meritano amore. Una ragazza molto emotiva che ha aggredito il suo compagno di classe è sempre un’adolescente. Forse ci aspettiamo che sia arrabbiata e aggressiva, ma se spostiamo la nostra prospettiva, vediamo che è timida e sospettosa a causa di una vita familiare difficile e non vede l’ora di farsi degli amici. Un bambino non verbale che sta per conto suo e fa rumori divertenti è sempre un bambino. Forse ci aspettiamo che stia da solo e che sia strano, ma se spostiamo la nostra prospettiva, vediamo che anche se adora stare da solo, ama anche la sua famiglia e i suoi coetanei e vuole essere più inserito nei giochi e nelle attività.

Dobbiamo continuamente valutare se stiamo facendo tutto il possibile oppure se ci siamo adagiati e adattati troppo alla diagnosi che ci hanno consegnato e che abbiamo lì, nel cassetto. Nella stessa misura, lo dico sempre, dobbiamo saper fermarci, sulla base della conoscenza di nostro figlio o studente, se vediamo che non è il caso di esagerare. Ma provarci, guardate, quello sempre, dobbiamo provarci sempre! Il cambiamento positivo potrebbe essere davvero dietro l’angolo!