Autismo e imprevisti. Come gestire questi giorni di incertezze dovute al COVID

Mi avete scritto in tanti chiedendomi come ci si può organizzare in questi giorni di tante incertezze dovute al Covid: la classe entra in quarantena e il bambino deve stare a casa. I centri diurni chiudono e viene a mancare la routine del giovane adulto. Pensi di andare al parco, ma poi scopri che ha chiuso.

Cosa fare?

Non è sicuramente facile dare una risposta. I nostri figli hanno bisogno di sapere sempre cosa sta per accadere, e in questo periodo è praticamente impossibile saperlo in anticipo. Io, però so, per certo, che fra mille dubbi, bisogna riuscire a creare certezze. E possiamo crearle noi. Inoltre, penso che un periodo come questo sia quello giusto per cominciare a lavorare sugli imprevisti.

Lavorare sugli imprevisti sin da piccoli, credetemi, ci salva da tantissime crisi e arrabbiature. La vita è colma di imprevisti: supplenze a scuola, giostre chiuse, pioggia inattesa, e riuscire a comunicare senza problemi un imprevisto al proprio figlio autistico, senza che ciò crei difficoltà, è davvero difficile. 

L’obiettivo principale è insegnare al bambino che l‘imprevisto può risolversi o comunque, se non può essere risolto, ci può essere qualcosa di sostitutivo in grado di placare la frustrazione generata dall’imprevisto stesso. Si tratta di un’abilità difficile per cui va introdotta gradualmente. Con Ares, ad esempio, abbiamo iniziato da quando era molto piccolo introducendo imprevisti piacevoli e leggeri.

Ad esempio, decidiamo di giocare a palla, ma quando arriviamo in camera la palla non ‘c’è: “Ares, imprevisto!!! (mostrandogli un riferimento visivo), la palla non c’è, ma guarda cosa c’è qui?” E gli presentavo un gioco che invece a lui piaceva tanto. Subito si cominciava a giocare dimenticando completamente la palla. L’immagine per definire l’imprevisto potrebbe essere questa:

Abbiamo creato tantissimi di questi momenti: ad esempio, dobbiamo disegnare il sole, abbiamo tutto, ma ci manca il pennarello giallo, quando andiamo a cercarlo nella scatola, non si trova il pennarello giallo: “Ares, imprevisto!!!! (mostrandogli la foto), non possiamo disegnare il sole ma possiamo disegnare il cielo, ecco il blu, disegniamo il cielo!”

E così via, aumentando piano piano il tempo di risoluzione del problema. Da questi piccoli e leggeri imprevisti si può poi passare a imprevisti più grandi, come ad esempio: arrivare al parco (sapendo che è chiuso) e comunicare al bambino che il parco è chiuso. Si mostra la foto dell’imprevisto, dicendo: “imprevisto!!!” e si comunica l’alternativa (piacevole): ad esempio, prendere un gelato.

Via via si passa ad un’attività che non può essere risolta quel giorno ma al giorno dopo: esempio, andiamo a prendere un cornetto al bar ma il bar è chiuso: “Imprevisto!!!! Torniamo domani, ora andiamo a giocare a palla al parco” (ovviamente avevo la palla con me in borsa).

Dopo questi piccoli allenamenti si può passare agli imprevisti peggiori: quelli che non possono essere risolti: esempio, proporre di uscire a giocare al parco, ma piove: “Imprevisto!!! non possiamo uscire perchè piove e non possiamo evitare che piova quindi giochiamo a casa”. In questo caso è bene offrire delle scelte: “cosa vuoi fare?: giocare a carta, comporre un puzzle? o giocare a Memory?” 

Nel tempo, è consigliabile togliere l’immagine per indicare l’imprevisto, annunciandolo soltanto a voce.

Ecco, vi ho illustrato come si lavora sugli imprevisti, vediamo quindi come possiamo gestire gli imprevisti di questo periodo incerto:

  • Crea un calendario visivo con spazi vuoti e punti interrogativi. Se alle 9 hai programmato la didattica a distanza e alle 13 c’è scritto: PRANZO, alle 14 inserisci un punto interrogativo. E insegna a tuo figlio che quel punto interrogativo vuol dire: “non si sa cosa facciamo, poi lo decidiamo!” In questa maniera lo prepari ad eventuali imprevisti futuri, in più, ti lasci la libertà di poter decidere cosa realmente fare sulla base dei divieti, delle chiusure, del tuo tempo a disposizione.
  • Non è possibile creare un’agenda settimanale con attività sicure da realizzare, ma puoi introdurre, all’interno della giornata, delle certezze: momenti che siano veri e propri punti di riferimento. Ad esempio, tutti i giorni alle 16 si disegna o si dipinge. Oppure tutti i giorni alle 18 si fa una passeggiata intorno a casa o vicino casa. SEMPRE!!, Deve diventare una piacevole routine. Accertati, quindi, di poter realizzare le certezze che crei, altrimenti tuo figlio soffrirà una palese frustrazione oltre a quelle che già subisce in questo periodo.
  • Se la classe di tuo figlio entra in quarantena, crea all’istante un calendario visivo e attaccalo al frigo con attività stimolanti e piacevoli che riuscirai a fare durante la giornata, indicando una fine della chiusura: il giorno 13 si torna a scuola. 
  • Se si tratta di un ragazzo grande come Ares, ad esempio o ancora più grande, quindi un adulto, punterei molto sui lavori manuali di qualsiasi genere. QUI trovate qualche idea. I lavori manuali rilassano e ce ne sono davvero tanti da poter realizzare, dalle forme col pongo alla creazione di giardinetti piccoli con sassi e fiori finti, agli origami.
  • Potete costruire delle storie sociali con tema: gli imprevisti! Raccontando di situazioni dove capitano imprevisti, anche irrisolvibili, a cui si pone rimedio cambiando attività “senza urla ne violenza”
  • In periodi di stravolgimento totale delle routine quotidiane, io invito sempre alla cautela con il cibo. Si tende sempre a mangiare di più quando si sta più tempo a casa e i nostri figli non dovrebbero ingerire troppi zuccheri o cibi spazzatura, giacchè, nella maggior parte dei casi, ci sono seri problemi di Disbiosi Intestinale, Candidiosi, Giardia, problemi intestinali in generale. Almeno nel caso di Ares, quando si esagera con il consumo di zuccheri e bevande gassate, Ares diventa nervoso e irascibile, molto meno tollerante e sicuramente meno concentrato. Evitiamo di comprarli in giorni come questi e, anzi, approfittiamo di questi periodi per informarci sugli studi recenti sui probiotici, sull’effetto che hanno nelle persone autistiche, proviamo a chiedere al medico curante (telefonicamente) se sono usciti nuovi integratori naturali che calmano e tolgono l’ansia. 
  • Ricordati sempre di premiare la flessibilità di tuo figlio. Scegli qualcosa di molto gratificante e lodalo perchè proprio l’adattabilità a situazioni nuove è una delle abilità più difficili da insegnare ad una persona autistica. 

Io ho iniziato a lavorare sugli imprevisti da quando Ares era piccolissimo, aveva circa 4 anni. Oggi Ares non crea nessun problema se arriva allo zoo ed è chiuso perchè bisognava prenotare prima, oppure se apre il frigo e non trova il succo di albicocca, oppure se arriva al Bowling ed era chiuso.

Tanto meno si innervosisce se all’improvviso inseriscono a scuola la raccolta delle olive e gli dico: “Ares, domani dobbiamo andare a scuola perchè c’è la raccolta delle olive“. Io noto che si stranisce un po’, certo, più che altro resta meravigliato dal fatto che debba andare a scuola se prima gli avevo detto che si faceva la DAD, ma ha imparato che possono esserci imprevisti e che bisogna accettarli perchè non è di sicuramente qualcosa che possiamo cambiare.

Certo, la strada dell’autismo è lunga e impervia e, laddove Ares riesce a sopportare quegli imprevisti (che è già tanto), non sopporta le persone che lo salutano quando va a fare la spesa, ad esempio, perchè sono “rumori” in un sistema di concentrazione che lui si è già creato e teme, probabilmente, di non riuscire a portare avanti il “compito” di fare la spesa, ma questa è un’altra storia che vi racconterò un’altra volta.