Parole per mio fratello Ares

Queste sono parole di YARA, la sorella di Ares, che condivido con voi:

Lui è Ares, mio fratello.
Non ci sono parole per descrivere il legame che c’è tra di noi, e non sono qui per provare a farlo.
All’età di 4 anni ad Ares è stato diagnosticato l’autismo.  Per chi non lo sapesse, l’autismo è un disturbo del neuro sviluppo, cosa che rende difficile nei soggetti coinvolti la socializzazione e che comporta tanti altri problemi comportamentali.
Io sono cresciuta sapendo che Ares fosse diverso dalle altre persone, ma mai stupido o inferiore agli altri.
Ares prima di essere “autistico” è una persona…la migliore che abbia mai conosciuto. Pur senza parlare riesce a comunicare tanto, con quei due meravigliosi occhi che riescono a dire più di mille parole. Ha un carattere stupendo: è sempre solare, con una risata contagiosa che mi rende sempre felice. Perché è questo che fa Ares alla fine, mi rende felice. E allora perché quando dico di avere un fratello autistico, quasi tutti mi rispondono con “mi dispiace”? Beh perché pensano che sia una cosa brutta, uno “svantaggio” avere un fratello autistico. È anche vero però, che la vita con Ares non è assolutamente tutta rose e fiori. Spesso ha delle crisi che bisogna saper gestire, oppure si mette ad urlare in un negozio perché non vuole sentire quella determinata canzone o perché magari le luci gli danno fastidio. Ma a me va bene così, perché Ares è in assoluto la cosa migliore che mi potesse capitare. 
Vi prego però, a voi che state leggendo, di stare attenti alle parole che usate.
Troppo spesso sento frasi dispregiative nei confronti magari di un amico del tipo: “ma sembri autistico!”, oppure “cammini da autistico” e tante cazzate simili, che escono dalle bocche di persone che non sanno nemmeno di cosa stiano parlando. Quindi per favore, prima di parlare informatevi un minimo.
Un abbraccio da me e da Ares.❤

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