Autismo e Coronavirus. Fase 2. Prepariamoci ai cambiamenti!

Ecco, ci siamo. Finita una sfida ne comincia un’altra ancora più difficile di quella che stiamo ancora affrontando. Iniziata la fase 2, il virus sarà ancora là fuori e per noi, genitori con figli autistici, sarà ancora più complesso convivere con il Covid-19. Dobbiamo prepararci ai cambiamenti!

Nulla sarà come prima. Dovrà passare molto tempo prima che il distanziamento sociale non sia più un obbligo. Quindi, come facciamo con i nostri parenti e figli autistici? Come possiamo aiutarli ora affinché anche loro si adeguino alla vita che verrà a breve?

Spesso pensiamo che le persone autistiche, soprattutto se a basso funzionamento, non capiscano bene quello che succede attorno. Ma oramai sappiamo bene che non è affatto così e che ogni cambiamento della vita che ci circonda influisce di gran lunga anche nella loro vita: le urla, i suoni, la morte, le separazioni, tutto incide sulla vita di nostri figli.

Anche il Coronavirus ha cambiato e cambierà l’esistenza nostra e di nostri figli e noi abbiamo il dovere di rendere questa vita meno difficoltosa, noi e lo Stato ovviamente. Una rete di supporto ben delineata, composta da operatori e terapisti che seguano le linee guida del Ministero della Sanità, quando dovranno incontrare e frequentare i nostri figli, è oramai impellente! Lo ha segnalato l’ANGSA Nazionale. Ma anche noi, parenti e genitori, dobbiamo cercare, nella misura del possibile, di contribuire ad adattare al meglio i nostri figli ai cambiamenti dovuti al Covid-19.

Quali saranno i cambiamenti più importanti e cosa possiamo fare?

  • Cambiano le regole di socialità: prima arrivava il terapista o l’assistente e ci si abbracciava people-shaking-hands-in-latex-gloves-3959482teneramente, ora sarà meglio evitare qualsiasi tipo di effusione, abbracci, baci. Impossibile? Diciamo molto difficile, ma non impossibile. Prepariamo già da ora delle storie sociali dove spieghiamo con parole semplici che: “quando vedrò il mio assistente, devo salutarlo con una stretta di mano perchè c’è un virus e possiamo ammalarci”. Proviamo ad introdurre il saluto con i piedi, che potrebbe essere divertente, oppure con i gomiti, in modo di dare un’alternativa al cambiamento importante che implica non baciare, non abbracciare. 

 

  • Bisognerà indossare la mascherina e all’occorrenza anche i guanti. QUI ne parlo in maniera approfondita sui tipi di intervento che possiamo attuare per convincere una persona autistica ad indossare la mascherina. Le stesse regole valgono per i guanti.ares-indossa-la-mascherina_std.original

 

  • Cambiamenti nella routine: la scuola, i centri diurni, tutti i luoghi di aggregazione cambieranno il loro standard di comportamento. Ci sarà un distanziamento fra le postazioni, bisognerà indossare guanti, mascherine, e a volte anche copri scarpe, dipende dai centri diurni, dai luoghi che si frequentino.social-distancing-4987507_1920

 

 

  • Lavarsi spesso le mani diventerà parte della nostra quotidianità. Già lo è, ma lavarsi le mani e disinfettarle subito dopo, diventerà essenziale, soprattutto se si torna da fuori. Quest è un’ottima abitudine che però avevamo senza imposizioni esterne. Ora è diventato un obbligo e bisogna coinvolgere più che mai i nostri figli a capire la sua importanza. Anche qui, storie sociali illustrate, cartelli visivi sopra il lavandino, timer per assicurare un lavaggio corretto.wash-hands-4989196_1920

 

  • Starnutire e tossire, ad esempio, sono azioni che gli autistici fanno, come la maggior parte dei loro gesti, senza inibizioni. Ora sarebbe meglio insegnare anche ai nostri figli che starnutire sul braccio è un gesto di civiltà che potrebbe salvare la vita degli altri, quindi perchè non provare, magari con un video, a mostrare il modo migliore per tossire (sul fazzoletto) e di starnutire sul braccio, come il gesto della Dabe. E’ chiaro che dopo l’isolamento dovremo sempre avere dei fazzoletti con noi, in borsa, nella tasca dei nostri figli, nello zaino della scuola.allergy-18656_1920

 

  • Bisognerà abituarsi allo smart working: potrebbe perfettamente capitare che si riducano le occasioni di socialità e si avvii una video chiamata, un momento per stare davanti al computer piuttosto che davanti alla persona o alle persone fisiche. Ecco perchè diventa imprescindibile abituare i nostri ragazzi alle video chiamate, magari con i nonni, alle lezioni on line, alle riunioni online (nel caso, ad esempio, di lavoratori autistici)IMG-20200326-WA0003

 

  • Esiste anche un’altra abitudine (che personalmente ho provato) rendendomi conto da sola che è durissima da inserire nelle abitudini di Ares, ed è “non toccare viso, occhi, naso”. Soprattutto quando si tratta di ragazzi adolescenti e adulti, con abitudini più radicate, diventa difficile inserire un nuovo comportamento. Direi che sarebbe più semplice per bambini più piccoli, non piccolissimi, ma piccoli. Ad ogni modo continuo a provarci, sempre con storie sociali e interventi adeguati. Mai con urla o gesti aggressivi: “togliti le mani dal visoooo” o simili, i quali bloccano il comportamento indesiderato in quell’istante, ma poi lo ripropongono in seguito.

 

  • Dovremo fare i conti con la misurazione della temperatura. Tramite vari modi: thermometer-3656065_1920quello sulla pelle, con il termometro, oppure quello dello scanner. Entrambi modi semplici ma che lo stesso vanno spiegati ai nostri figli, i quali odiano le sorprese.

 

 

 

  • L’ansia dell’incertezza: colpisce noi e colpisce anche i nostri figli. Se ci fosse una data di fine, in vista, per tutto il cambiamento e le regole rigorose, sarebbe molto più facile da affrontare. Ma non c’è, quindi è meglio organizzarci e prepararci, spiegando, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, che non finirà ora e che per ora è così.

Bisogna anche e, soprattutto, evitare che l’isolamento sociale, che tanto ci si richiede, a noi e ai nostri figli, non finisca per isolarli emotivamente. Su questo argomento devono subentrare psicologi e neuropsichiatri delle Asl e dei comuni di residenza, operatori sanitari, terapisti, medici di famiglia, assistenti domiciliari, chiamati a supportare le famiglie per evitare il peggio in situazioni già difficili da gestire.

  • I viaggi: arrivano le vacanze e molti di noi vorranno spostarsi, prendere aerei, barche, treni. Ogni situazione di cambiamento per no è sempre meglio inserirla in un’agenda visiva, indicando in maniera precisa e di facile comprensione, cosa si potrà fare e cosa no, a seconda delle indicazioni dell’agenzia di viaggi, come comportarsi in aereo, come in aeroporto.
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Io, personalmente, credo che se ci concentriamo su alcune priorità come l’uso delle mascherine, il lavaggio della mani e il distanziamento sociale, riusciremo a portare i nostri figli ovunque: allo zoo, al Bowling, al cinema, al parco. L’importante, più che mai, è che si organizzi ogni mossa prima che accada. L’agenda visiva, quindi, diventa imprescindibile, le storie sociali anche, la preparazione degli avvenimenti.

Vogliamo tutti che le cose tornino alla normalità rapidamente. Ma ciò che la maggior parte di noi probabilmente non ha ancora realizzato – ma lo farà presto – è che le cose non torneranno alla normalità dopo alcune settimane o anche pochi mesi. Alcune cose non lo faranno mai. Bisogna abituarsi e, soprattutto, prepararsi.