Autismo. Come gestire l’aggressività in questi giorni di chiusura forzata

In questi giorni in cui sono letteralmente saltate tutte le abitudini dei nostri figli, in cui siamo costretti a stare dentro casa, senza i centri diurni, senza le scuole, senza aiuto alcuno, la regressione, per buona parte dei nostri figli, si è fatta viva. 

Non possiamo quindi astenerci alle solite raccomandazioni delle terapie comportamentali come: fare l’analisi funzionale dei precedenti e antecedenti, cercare di capire perchè è aggressivo nostro figlio oppure autolesionista. In questo caso CONOSCIAMO BENE LA CAUSA: è nervoso perchè è in ansia, è nervoso perchè non può uscire, non riesce a comunicare e di conseguenza sta perdendo, come noi, il lume della ragione.

Cosa fare?

Dunque, questi sono alcuni consigli per provare a mitigare l’aggressività ai tempi del Coronavirus. Non sono un’esperta, ma questo che leggerete forma parte della mia esperienza di vita dopo 18 anni di autismo puro.

  1. La prima e più importante cosa è rimanere calmi. Gli scoppi d’ira più aggressivi si verificano perché tuo figlio ha dei sentimenti in aumento e non riesce a comunicarli. Gestendo i tuoi sentimenti e rimanendo calmo e tranquillo, non aggiungerai le tue emozioni al mix di emozioni di tuo figlio.
  2. Non è colpa tua. Sembra ovvio, ma è davvero difficile ricordarlo quando tuo figlio ti sta urlando e ti sta facendo del male. Non è davvero colpa tua; non sprecare energia cercando di capire cosa potresti aver fatto di sbagliato. Se stai leggendo questo e stai cercando di fare qualcosa per aiutare tuo figlio, allora sei un genitore fantastico e spero davvero che ciò che leggi qui possa aiutarti.
  3. Può essere d’aiuto se limiti ciò che dici a frasi brevi o anche solo a un paio di parole, ad esempio “Siediti” anziché “Ares, vieni qui e siediti”.
  4. Potrebbe essere necessario spostare la persona in un posto più sicuro, lontano da qualsiasi cosa possa ferirla, ad esempio scaffali che potrebbero cadere o oggetti di vetro. Uno spazio chiuso e silenzioso all’esterno potrebbe essere un’opzione, altrimenti una camera da letto.
  5. Mantenere i fratelli al sicuro: l’aggressione dei nostri figli è una forma di violenza domestica e il nostro ruolo non è solo quello di garantire che i fratelli siano al sicuro, ma che siano anche protetti dal testimoniare che i loro genitori sono vittime di questa violenza. Se possibile, portali altrove, anche a costo di rinchiudersi in bagno, finchè passa tutto.
  6. Gli spunti visivi possono anche aiutare in queste situazioni – ad esempio, potresti avere una foto di un posto tranquillo della tua casa per invitare tuo figlio a spostarsi, senza dover dire una parola. Oppure potresti avere una foto con la scritta BASTA, CALMATI, da mostrare senza dover usare il linguaggio verbale.
  7. Ricordati di non sottovalutare il potere di una storia sociale: funziona sempre e va letta più volte. In questi giorni di chiusura crea una storia dove ripeti di continuo che non è consentito uscire a nessuno e che per un po di tempo la situazione è questa e non esistono altri luoghi da poter visitare. “Quando sarà finito il virus, torneremo a scuola, oppure al centro diurno”. E’ essenziale non leggere la storia quando è in corso il comportamento aggressivo ma PRIMA che accada. 
  8. Il comportamento è comunicazione: potrebbe essere difficile da credere al momento, ma gli autistici usano il comportamento come via per comunicare, di solito non si svegliano al mattino determinati a rendere la vita difficile agli altri. Ho scoperto che una volta capito questo, ho avuto molta più pazienza con mio figlio. Uno dei modi migliori con cui ho sentito descrivere il comportamento autistico è “l’effetto bottiglia di coca cola”. Immagina che tuo figlio sia come una bottiglia di coca cola; ogni volta che qualcosa gli provoca stress è come se fosse un movimento della bottiglia fino a quando, a forza di muoversi, la bottiglia esplode.
  9. Comportamenti autolesionisti, in questo periodo, possono anche trovare una causa nel richiamo di attenzione. Considerate il fatto che vostro figlio vi voglia accanto, seduto per terra, sdraiato sul letto o comunque accanto a lui. Sbattere la testa potrebbe, oltre ad essere un gesto disperato per la chiusura forzata, anche un richiamo della vostra attenzione, quindi lasciate stare tutto e stategli vicino.
  10. Lavorare sulle autonomie e il linguaggio è importante sempre, ma soprattutto quando si hanno comportamenti aggressivi o autolesionisti: più tuo figlio diventa indipendente e autonomo verbalmente nelle attività quotidiane e meno aggressività noterai.
  11. Ricorda che, se per stanchezza molli la presa e dai a tuo figlio ciò che vuole, motivo per il quale ha scatenato l’inferno dentro casa, è sicuramente probabile che lo faccia di nuovo proprio perchè sa che, con un certo atteggiamento aggressivo, riesce ad ottenere ciò che vuole.
  12. Considera il fatto che tuo figlio possa anche star male, avere un dolore fisico. La chiusura di questi giorni, comporta spesso molto più cibo, molto più zucchero e potrebbero subentrare mal di pancia, dolori addominali, mal di denti, ecc.
  13. Cerca di fare molti lavori manuali. Usare le mani in un compito ripetitivo crea una sorta di “anestesia”. Alcuni lavori manuali, in particolare, fanno produrre serotonina (l’ormone del benessere) e, di conseguenza, sono capaci di allontanare lo stress. (Esempio: lavorare con la plastilina, dipingere, ricamare, pelare le patate, il giardinaggio, fare il pane, apparecchiare, mettere in ordine)
  14. Quando è finita è finita: una volta terminata l’aggressività, la persona deve avere la possibilità di riprendersi. Non solo saranno esaurite dallo sforzo fisico, ma saranno esaurite mentalmente. Cerca di non bombardarle con domande in quanto ciò potrebbe creare confusione e potrebbe non ricordare molto di ciò che è appena accaduto.
  15. Esistono alcune situazioni al limite della sopportazione, che conosco, dove non c’è storia sociale che tenga e dove, a volte, bisogna semplicemente mettersi a riparo e chiamare la guardia medica oppure il 118. In questo periodo, in cui tutti i mezzi medici sono a disposizione totale del Coronavirus, è bene avere a portata di mano il telefono di un Neuropsichiatra, di un analista comportamentale, di una persona competente e di fiducia alla quale poter chiedere aiuto quando ce ne bisogno.