Autismo. Come introdurre le divisioni di Matematica

Il miglior modo per insegnare un qualunque argomento a un bambino autistico è quello di rendere l’insegnamento il più concreto possibile.

La divisione non è un concetto difficile da insegnare perchè dividiamo continuamente, anche quando tagliamo la pizza in due per darla a nostro figlio, ad esempio, stiamo facendo una divisione.

Vi racconto come abbiamo introdotto la divisione ad Ares, passaggio dopo passaggio:

Per prima cosa abbiamo insegnato ad Ares a raggruppare, ad esempio, inserendo in ogni palla (detta nuvola) lo stesso numero di fiorellini.

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Quanti sono i fiorellini? 12 fiorellini

Quanti sono i cerchi per disegnare i fiorellini? 4 cerchi

Quale operazione bisogna fare? la divisione di 12 fiorellini fra i 4 cerchi

Ares comincia a disegnare un fiorellino per cerchio e nel frattempo conta i fiorellini fino ad arrivare al numero 12. Quando finisce di disegnare 12 fiorellini si ferma e guarda.

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Quanti sono i fiorellini per ogni cerchio? 3 fiorellini.

Noi qui ci siamo fermati, addirittura per alcuni anni, perchè Ares ha impiegato molto  tempo per imparare a memoria le tabelline, le quali, poi, diventano fondamentali per continuare a fare le divisioni in colonna, anche con una cifra.

Per arrivare a quest’altro video, che invece sto per mostrarvi, oltre all’uso corretto delle tabelline, ad Ares abbiamo insegnato anche la divisione come sottrazione ripetuta:

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In un secondo momento abbiamo introdotto le divisioni in colonna semplici:

Poi, piano piano, abbiamo aumentato il grado di difficoltà:

Fino ad inserire le divisioni e le moltiplicazioni nelle espressioni: video che potete vedere QUI 

Segnalo un’ultima cosa: non ci sono arrivata in poco tempo a raggiungere questi traguardi. Guardate l’età di Ares quando ha cominciato gli Insiemi e guardatelo nel video in cui fa le divisioni nelle espressioni. Ci è voluto del tempo. Nel frattempo ci siamo fermati per altre priorità perchè così è l’autismo: inizi con un progetto didattico e poi devi interromperlo perchè subentrano altre situazioni di rilievo: comportamenti problema, adolescenza, mancanza di terapisti, ecc. 

Per cui non bisogna scoraggiarsi se si inizia qualcosa che poi non si può continuare. Semplicemente si ripropone nuovamente quando è più semplice, quando nostro figlio è pronto e quando non ci sono difficoltà importanti da affrontare.

Se poi il tempo passa e non ci si riesce proprio per tantissimi motivi, ricordate le priorità, guardatevi attorno, valutate l’età di vostro figlio e insegnate quello che veramente conta in quel frangente.