Autismo e diritto al voto

Mancano pochi giorni al compleanno 18 di Ares, ma già abbiamo la tessera elettorale:

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Cosa intendo fare?:

Preparare Ares al voto.

  • Allestirò a casa mia una postazione simile a quella dove si vota
  • Preparerò diversi fogli con finte schede elettorali, ai fini di allenare Ares a mettere la crocettaicona-schede-fac-simile-198236.jpg
  • Faremo diverse “sessioni” di voto, a tavolino prima e simulando poi il voto, come se fosse vero
  • Lo insegnerò a piegare bene la scheda (di solito è complicato)
  • Allestirò anche un contenitore per inserire la scheda una volta piegatadownload.jpg
  • Alla fine dovrà semplicemente scrivere il suo nome e VOILA’: Ares avrà esercitato il suo diritto al voto

Vedete, se esiste un essere umano che ha bisogno di scelte politiche ponderate e assennate, quello è mio figlio. Più di me, che oramai vado verso la vecchiaia.

Lui ha una vita intera davanti, e il suo futuro: dove sarà, con quali mezzi, in quali condizioni, dipenderà anche e, soprattutto, dalle scelte che farà la politica di questo paese.

La legge 104/92, pubblicata il 5 febbraio 1992 è il riferimento legislativo a cui ci si riferisce per garantire assistenza, integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap. E questa legge recita, nella parte dedicata al VOTO dei disabili: Per gli handicap solo mentali non è previsto l’accompagnamento, nemmeno da parte di un familiare”.

Le persone con sindrome di Down, come tutte le persone con disabilità intellettiva, acquisiscono con la maggiore età gli stessi diritti e doveri di tutti i cittadini, primo fra tutti quello di voto. L’articolo 48, IV comma, della Carta costituzionale precisa che il diritto di voto: “non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile oppure nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”. Le persone con sindrome di Down non possono usufruire del voto assistito e devono quindi entrare in cabina elettorale da sole.

Dal 1978, con la Legge 180, Legge Basaglia, viene ripristinato il diritto di voto anche per i disabili che siano stati interdetti, con l’obiettivo di far si che anche loro potessero eventualmente essere assunti in un posto di lavoro, cosa che l’assenza di diritto di voto impediva. Prima di allora, con il Decreto del Presidente della Repubblica numero 223 del 20 marzo 1967, si escludevano dall’elettorato attivo coloro che erano dichiarati falliti, coloro che erano stati interdetti (temporaneamente o per sempre) e coloro che erano ricoverati in istituti psichiatrici. NB. Il disabile interdetto dovrà esercitare il proprio diritto di voto senza assistenza alcuna.

Di conseguenza, visto che lo Stato concede ad Ares la possibilità di scegliere un candidato che risponda ai suoi interessi, ci organizzeremo e andremo a votare. 

Non voglio qui soffermarmi sul fatto che sia giusto o meno che Ares voti, in quanto autistico con ritardo mentale di grado medio. Voglio soltanto far notare che se la tessera elettorale c’è, ed è arrivata molto prima del neuropsichiatra della Asl (che ancora attendiamo per via dell’incompetenza di alcuni addetti al lavoro), io ne prendo atto, e in quanto Amministratore di sostegno di mio figlio, farò il possibile per garantire il suo diritto al voto.

Forse non voterà sempre, sicuramente salterà nel seggio elettorale, dirà ecolalie e farà stereotipie incomprensibili per le persone che cercheranno il suo nome nella lista. Ma non importa!. L’importante è che voti e che scelga bene. La sua scelta sarà sicuramente condizionata dal voto di sua madre, di suo padre, dei suoi zii, ma non sarà nè il primo nè l’ultimo ad essere condizionato al voto. 

Votare è un diritto di tutti, anche di Ares.

 

 

 

 

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