Dalla comprensione di una frase semplice alla comprensione del testo orale

Chiariamo, innanzitutto, che la comprensione del testo nell’Autismo (e non solo) non serve soltanto a comprendere il testo che si ha davanti, ma ha un valore di gran lunga superiore: comprendere un testo significa qualcosa di più di una semplice decodifica delle parole e delle singole frasi, in quanto implica la capacità di costruire una rappresentazione mentale del contenuto di uno scritto. E tutto ciò aiuta, fra l’altro, al collegamento di pensieri per la costruzione finale di frasi di senso compiuto.

Nell’arco di molti anni, insieme alle terapiste di Ares, abbiamo cercato di lavorare molto sulla comprensione del testo, nocciolo duro dei ragazzi autistici, soprattutto di quelli a basso funzionamento.

Ricordo che, agli inizi, abbiamo cominciato con richieste da eseguire:”Ares, vai in camera e prendi l’asciugamano giallo che sta nel primo cassetto”. In modo di capire la reale comprensione di Ares. Poi abbiamo cominciato con la comprensione semplice di frasi: “il bambino mangia la mela” “Cosa mangia il bambino?”.

Abbiamo lavorato con le sequenze, abbiamo costruito e ricostruito storie. Poi abbiamo creato storie da frasi disordinate, insomma, ci siamo dati da fare perchè la comprensione del testo è un processo complesso che coinvolge più abilità: la competenza linguistica, la capacità attentiva, la memoria di lavoro, l’organizzazione spaziale, sequenziale e temporale.

Due punti, secondo me, sono fondamentali per far sì che il testo venga compreso: uno è la chiarezza delle parole. Deve essere un testo privo di  parole sconosciute. Non a caso se leggiamo un testo tecnico, difficilmente lo comprendiamo. L’altro punto è l’attenzione. Se non siamo attenti, bensì distratti da altre situazioni, è chiaro che non possiamo comprendere. Spesso, per il primo punto (e cioè le parole sconosciute) abbiamo creato un piccolo dizionario (un libricino nostro) dove Ares scrive le parole che non conosce in un testo, le segna e poi le cerca nel vocabolario, esercizio fantastico per arricchire il proprio lessico. 

Ares, nel tempo, ha imparato a cercare le risposte nel testo che legge. Da sempre, per suggerimento della Dttssa Bassani, che lo segue da piccolino, abbiamo spezzettato ogni libro letto da Ares, ogni paragrafo, ponendo le domande in mezzo, (scritte) nel tentativo di allenare la sua capacità di comprensione. Ho notato che, come sempre un po’ per tutte le cose, se ad Ares si chiedono più competenze allo stesso tempo, fatica di più, e anche nel caso della comprensione, se gli si chiede di leggere bene ad alta voce, si concentra così tanto nella fonazione che si scorda di quello che deve rispondere. 

A tal proposito, spesso diamo la possibilità ad Ares d leggere il testo più volte in silenzio e a voce alta senza esigere troppo volume, con l’intenzione di offrigli più possibilità di comprensione. E’ esclusa, invece, la richiesta della lettura veloce perchè non serve a nulla, credetemi. Alcuni genitori o docenti si accontentato del fatto che il disabile o normodotato che sia, legga in maniera veloce e non si pongono la domanda:”ma…, avrà compreso?”.

Uno dei libri più interessanti con cui abbiamo lavorato è questo: Comprensione e produzione verbale 2 di  Ilaria Pagni, IMG_20180608_1010303.jpgche vi consiglio perchè è eccezionale e di cui vi ho parlato qui nell’ultima parte di questo video:

Da poco siamo arrivati alla comprensione orale, stiamo facendo i primi passi, e i risultati, per quanto ancora ci sia tanto da lavorare, sono questi:

 

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