Boom di bambini con problemi: realtà o business?

Dopo la pubblicazione del libro Non è colpa dei bambini, del pedagogista Daniele Novara, che nel  titolo contiene già tutto il suo dissenso rispetto al boom incredibile di certificazioni che si sono registrate negli ultimi anni nelle scuole, si sono susseguite diverse polemiche.

Oramai le scuole sono invase da bambini aggressivi, con deficit dell’attenzione, iperattivi, dislessici, disgrafici, discalculici… tutti rigorosamente muniti di certificazioni mediche.

La domanda che Novara si pone è: perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare?. 

“Confondere un bambino molto vivace – dice Novara- con un bambino affetto da Disturbo della condotta o da ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) è un grave errore. È fondamentale fare chiarezza sulla sostanziale differenza tra le difficoltà che un bambino o un ragazzo può incontrare a causa dell’immaturità del suo sviluppo e una patologia vera e propria. La mia impressione è che nel dubbio si scelga la via della certificazione, quasi per non correre rischi, quasi per non lasciare i genitori senza una risposta”. 

“La terapia va lasciata ai casi specifici e particolari, l’educazione è la prima vera cura.Sembra che il percorso di un bambino proceda per compartimenti stagni e che non sia possibile analizzarlo nel suo complesso per cercare di capire quali sono gli elementi da cui potrebbero scaturire le difficoltà e sui quali potrebbe intervenire”.

Sulle pagine de Il fatto Quotidiano, invece, l’Ordine psicologi Lazio, e ancor prima l’Associazione italiana dislessia, ci tengono a chiarire la loro posizione: “La Legge 170 è entrata in vigore nel 2010 e ciò che introduce è che la messa in atto di misure didattiche di supporto necessarie agli alunni con DSA vada formalizzata a seguito della presentazione di una certificazione. Va da sé che le certificazioni siano aumentate dal 2010 ad oggi.”

Il Miur, dal canto suo, la pensa uguale: la causa del boom sarebbe la legge 170 che ha maggiormente responsabilizzato le scuole con più formazione per il personale docente e una sempre maggiore individuazione dei casi sospetti.

I casi di DSA non sono, dunque, aumentati, secondo l’ordine psicologi del Lazio, ma ad essere aumentate sono esclusivamente le certificazioni di DSA che arrivano alle scuole.

“Ciascun professionista (neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti) -sottolinea l’Ordine psicologi- che contribuisce a comprendere i punti di forza e le fragilità nei processi di apprendimento di ogni alunno, deve far riferimento a criteri diagnostici ben definiti a livello scientifico, che non lasciano spazio a confusione tra quella che è una difficoltà di apprendimento (che può essere transitoria o secondaria ad altre determinanti) e quello che è un disturbo specifico di apprendimento”.

Fatto sta che la fotografia del MIUR, ad aprile di quest’anno, è desolante: 67 mila certificazioni in più in un anno, e quindi il pedagogista Novara grida allo scandalo: “c’è un business dietro le etichette date ad alunni. In alcuni casi si fa confusione tra la difficoltà di apprendimento e il disturbo conclamato e si preferisce la terapia all’educazione.”

Il Miur ha pubblicato un focus sugli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), frequentanti le scuole di ogni ordine e grado nell’a.s. 2016/17.

Gli alunni con DSA, frequentanti:

  • la scuola primaria, sono pari all’1,95% del totale;
  •  la scuola secondaria di primo grado, sono pari al 5,40% del totale;
  • la scuola secondaria di secondo grado, sono pari al 4,03% del totale.

La percentuale più alta, dunque, si registra presso la scuola secondaria di primo grado

DISTURBO PIÙ DIFFUSO

Il 42,5% delle certificazioni di DSA riguardano la dislessia, seguita da:

  • disortografia (20,8%);
  • discalculia (19,3%);
  • disgrafia (17,4%).

Il mio parere?: non sempre un bambino che ha difficoltà è per forza un bambino con “Bisogni Speciali”. Alcuni docenti (senza voler creare polemiche) dovrebbero imparare a rispettare e a seguire con più pazienza i ritmi di alcuni allievi meno… come dire… “veloci”, individuando alternative didattiche più efficaci. 

A volte basta che un allievo si alzi 2 volte durante la lezione perchè venga etichettato come DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio). Oramai chiamiamo BES chiunque, anche al figlio dell’immigrato. Per non parlare dell’etichetta di “iperattivo” che è la più usata, persino per nominare gli alunni che alzano troppo la mano.

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...