Esiste una correlazione fra alimentazione e aggressività?

Ritengo che l’alimentazione sia collegata un po’ con tutto: con il sonno, con l’iperattività, con l’umore, con la rabbia, con l’allegria. Ecco qui qualche spunto per riflettere sull’argomento.

La violenza e l’aggressività umana si trovano intimamente relazionate con l’ alimentazione.Fotolia_25893807_S-655-x-341

Si è infatti scoperto che la mancanza di grassi essenziali, come l’ Omega– 3, può causare depressione, stress, aggressività, suicidio e violenza negli essere umani. La scoperta è avvenuta dopo diversi studi realizzati con carcerati ed alcolisti, negli Stati Uniti e Inghilterra, nei quali si è evidenziata carenza di omega – 3.

Gli Omega – 3 sono grassi essenziali che, fra le tante funzioni, permettono l’ adeguata connessione nervosa. Per questo una carenza può provocare problemi con i neurotrasmettitori cerebrali, provocando questo tipo di problemi, che sono però reversibili una volta che il corpo riceve di nuovo l’apporto di Omega – 3 necessario per il buon funzionamento della trasmissione nervosa.

Esperti in materia, come il Dott. Joseph Hibbeln, del “National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism” della città di Bethesda negli Stati Uniti, affermano che la mancanza di EPA e di Omega – 3 durante la gestazione e nei primi anni di vita possono provocare una riduzione nei livelli di serotonina del cervello nei momenti più importanti della formazione e dello sviluppo neurologico, causando un funzionamento inadeguato del sistema libico e del cortex frontale del cervello.

Ma questo tipo di problema non si evidenzia solo nei carcerati e negli alcolisti, ma anche in molti bambini e adolescenti violenti.

D’altro canto assumere la dosi giusta di vitamine e minerali potrebbe attenuare gli episodi di violenza.

1.Vitamine
La carenza di vitamine è associata a irritabilità. Tra queste vitamine abbiamo: Niacina, acido pantotenico, vitamine B6  e vitamina C. Nelle società industrializzate, la classica carenza di vitamine è rara, sebbene sia abbastanza comune un apporto insufficiente di vitamine a causa di assunzione scarsa o per lo stato conosciuto come “dipendenza da vitamine”. Oltretutto, si è visto in laboratorio che cambiamenti ambientali negativi precedono riscontri clinici specifici correlati a carenza di vitamine. 
Non si sa ancora bene quanto frequentemente i comportamenti aggressivi siano una manifestazione di uno stato vitaminico carente. Sebbene molto poco si sia pubblicato per provare questa correlazione aggressività-carenza di vitamine, Lonsdale e Shamberger, scrivendo su “The American Journal of Clinical Nutrition” , hanno riportato lo studio su 20 persone con una alimentazione davvero povera le quali presentavano evidenza biochimica di deficienza di Tiamina.

Questi soggetti, in particolare gli adolescenti, erano molto impulsivi, facilmente irritabili, aggressivi, ipersensibili alle critiche.
Dopo un’adeguata supplementazione di Tiamina, il loro comportamento è migliorato in concomitanza con un apporto di tiamina, e questo ha suggerito il dato della carenza di tiamina come cofattore del loro comportamento aggressivo. Si spera che altri studi ben monitorati possano contribuire a chiarire il quadro riferito alla carenza di vitamine in rapporto ai comportamenti molto aggressivi.

2. Minerali
(in questo elenco sono compresi anche i minerali che non hanno funzione di nutrienti):

Ferro
La carenza nutritiva più comune nelle società industrializzate, il 10% degli americani maschi e il 3% delle femmine ne soffrono, è la carenza di ferro (ferritina minore di mg/ml (10)). La deficienza di ferro si sa che interferisce col funzionamento del cervello. La dopamina è il maggiore neurotrasmettitore nel nostro cervello, e il ferro è presente in alta concentrazione nel percorso della dopamina, e studi su alcuni animali hanno evidenziato come la carenza di ferro determini deficit di apprendimento e di conseguenza complicazioni comportamentali a causa della diminuita neurotrasmissione della dopamina.

Il ferro è inoltre necessario come co-fattore per gli enzimi che metabolizzano non solo la dopamina, ma anche la serotonina e la norepinefrina, il che ha importanti conseguenze sul comportamento.
Ora emergono evidenze sul fatto che la carenza di ferro possa essere un fattore molto importante per quanto riguarda la sindrome del comportamento aggressivo. Tra gli adolescenti maschi, la carenza di ferro è stata dimostrata essere direttamente associata a comportamenti aggressivi. Inoltre, è stato verificato in una comunità di adolescenti in carcere, come la prevalenza di carenza di ferro fosse il doppio rispetto ai loro coetanei non in carcere.3475530_orig

Litio
C’è una rilevante evidenza del fatto che dosi farmacologiche di litio, del quale non è conosciuta alcuna proprietà nutritiva, possa ridurre i comportamenti aggressivi , inclusa l’auto mutilazione.

Il litio è stato usato con successo in  bambini ospedalizzati che si erano rivelati farmacoresistenti rispetto al loro disturbo. Così,  si è rivelato efficace in bambini con il  cervello danneggiato, ritardati mentali, pazienti con comportamenti aggressivi, combattivi, auto-distruttivi.
Sebbene sia efficace, il litio a dosi farmacologiche (di solito 900 mcg o più al giorno), ha seri limiti. Ci sono molti effetti collaterali, alcuni molto comuni. Poiché è tossico a certi dosaggi, non molto minori alle dosi terapeutiche, i livelli di litio nel siero devono essere tenuti sotto controllo. Per questo i pazienti devono essere sotto supervisione medica fin quando assumono il farmaco

13 pazienti depressi con disordine bipolare sono stati trattati con litio naturale proveniente da vegetali. Tutti sono migliorati dopo 10 giorni e senza effetti collaterali. Dopo 6 settimane , è stata interrotta la supplementazione e i comportamenti aggressivi sono ricomparsi. Due giorni dopo è ricominciata la supplementazione e la depressione è diminuita.

Il litio è conosciuto prevalentemente come principio attivo presente nei farmaci usati per curare disturbi psichici anche gravi, tra cui depressione clinica, sindrome bipolare e sindrome schizofrenica. Si tratta, evidentemente, di patologie molto diverse tra di loro, che in comune hanno uno squilibrio nell’attività elettrica dei neuroni e nella produzione dei principali neurotrasmettitori.

Tuttavia, il litio è, prima di tutto, un oligoelemento presente in natura, nella terra, nei cibi che comunemente consumiamo, che svolge in effetti un ruolo importante nel sovrintendere l’attività nervosa del cervello, nel preservare l’equilibrio emozionale e nel regolare i livelli di alcuni minerali come il calcio e il magnesio. 

Insomma, il litio funge da equilibratore emotivo e da calmante, e pertanto, anche a basse dosi, può contribuire ad alleviare stati d’ansia e angoscia, sbalzi d’umore,mal di testa ricorrente, insonnia, malinconia, aggressività immotivata e rabbia.

Come anticipato, questo micronutriente è naturalmente presente in natura, sia nei prodotti della terra che nei cibi di origine animale. Ecco una lista degli alimenti più ricchi di litio da inserire nella dieta per superare momenti di sconforto e periodi di depressione: 

  • Patate, aglio cipolle (tuberi e bulbi che crescono sotto terra, in terreni in cui siano disciolti molti sali di litio)
  • Uova
  • Cereali (meglio se integrali e in grani)
  • Carne di manzo
  • Alghe
  • Ortaggi e vegetali
  • Frutta
  • Acqua potabile

Magnesio
Studi hanno evidenziato che il magnesio ha una complessa correlazione con i comportamenti aggressivi. La carenza di magnesio riduce i comportamenti aggressivi verso gli altri, ma aumenta i comportamenti aggressivi per difesa. Una supplementazione bassa aumenta i numeri degli attacchi, mentre un’alta supplementazione ha l’effetto opposto. 
Nell’uomo, la carenza di magnesio, che innalza la secrezione di catecolamine è la sensitività allo stress, può incrementare i comportamenti aggressivi. Aumentando le catecolamine, inoltre, si induce una ulteriore perdita di magnesio, e una perdita di magnesio con l’urina. Si suppone che il Tipo A, con stress cronico e comportamenti aggressivi, può sia essere causa di carenza di magnesio che causare carenza di magnesio. Così i tentativi di suicidio sono correlati con la carenza di magnesio nei livelli del fluido cerebrospinale.

Manganese
Il manganese è un minerale essenziale. Una sovraesposizione al manganese, si manifesta con comportamenti violenti, atti criminali ed eccitazione mentale, per poi determinare un quadro di malattia di Parkinson.
Gli effetti tossici di bassi dosaggi di manganese non sono stati descritti. Recentemente, Gottschalk e il suo team hanno trovato alti livelli di manganese nei capelli di maschi molto violenti, ipotizzando la correlazione manganese-aggressività. In rapporto al manganese da loro esaminato, il manganese misurato nei capelli di persone esposte ad avvelenamento da manganese è da 2 a 6 volte più alto.
Alti livelli di manganese nei capelli sono stati riscontrati in bambini ipercinetici, e maschi con un passato di iperattività nell’infanzia hanno poi sviluppato comportamenti antisociali con uso di droghe. Nei ratti, esposizione cronica a manganese provoca prima un aumento di iperattività poi tendenza alla lotta. Anche se può essere speculativo, questi riscontri dimostrano che la intossicazione anche marginale di manganese incrementa i comportamenti iperaggressivi negli adulti.

Nel 2002, il  dottor Bernard Gesh, filosofo dell’Università di Oxford in Inghilterra. fece uno studio dividendo in  due gruppi i 231 partecipanti, fra i 18 e i 21 anni. L’obiettivo di questo studio era dimostrare la relazione diretta fra la nutrizione e il comportamento aggressivo. Un gruppo ha ricevuto vitamine e supplementi mentre l’altro gruppo un placebo. Nè la polizia nè nessuno del personale dentro il carcere sapeva chi riceveva il placebo e chi i supplementi. Le dosi di vitamine, minerali e Omega-3 non erano però quelle “mega dosi” che di solito si utilizzano in questi studi scientifici: sono state dose minori, ma i risultati sono stati sorprendenti.cerebro-con-alimentos

Durante i 4 mesi nei quali è durato lo studio, la polizia ha evidenziato il miglioramento dell’obbedienza e la riduzione dell’istinto violento di alcuni carcerati, che poi erano quelli che prendevano le vitamine.

Alla fine dello studio, i carcerati che avevano preso le vitamine avevano realizzato, nel 26% di meno, atti di disobbedienza e nel 37% di meno gli atti di aggressività, in paragone con quelli che invece avevano preso il placebo.

In altre ricerche, in scuole primarie o licei, si è infatti evidenziato che i ragazzi con diete ricche di zuccheri e cibi da fast food erano i più disobbedienti, aggressivi e depressi.

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...