Autismo e Dentista. Tutto quello che ci serve sapere per evitare sorprese sgradevoli

 

Un ragazzo autistico senza denti. Questo è stato essenzialmente il motivo che mi ha spinta ad aprire questo Blog. Ho visto il filmato di un ragazzo che entrava dal dentista e siccome non era in grado di dire dove gli faceva male, gli hanno “bonificato” l’intera bocca e così è rimasto senza denti, costretto poi a mangiare cibi morbidi, insomma, un evento che mi ha letteralmente devastata.

Lo studio dentistico racchiude il maggior numero di elementi di disturbo per i problemi sensoriali che la maggior parte di nostri figli presenta:

Ipo e ipersensibilità agli stimoli ambientali che spesso fluttua tra i due poli; tali stimoli possono essere di natura uditiva, olfattiva e tattile. Conseguentemente una persona autistica può annusare, ricercare il contatto in maniera eccessiva, fino all’autolesione, oppure può rifiutare le fonti di rumori, di odori e di contatti.

Sovraccarico percettivo: Le situazioni con un eccesso di stimoli sensoriali (ad esempio i luoghi molto rumorosi e affollati, con suoni inconsueti o luci forti) possono portare l’individuo autistico a provare un forte senso di insofferenza e disagio.
Per lui le conseguenze dell’esposizione a contesti inappropriati possono essere molto gravi, la difficoltà nell’elaborare informazioni provenienti da più canali contemporaneamente può portare a reazioni difficili dominate da rabbia e aggressività. 

Iperselettività degli stimoli:  un individuo autistico può concentrare la sua attenzione su dettagli o aspetti irrilevanti degli stimoli a cui è sottoposto, tendendo a trascurare il contesto

Distorsioni percettive: ad esempio la profondità può essere percepita erroneamente oppure oggetti immobili possono essere percepiti in movimento.

 “Multichannel perception“: per es. la percezione di un suono può anche provocare la visione di colori o la percezione di odori.

Spesso i genitori con figli autistici affrontano cure dentistiche soltanto con l’anestesia totale, una tecnica che non è priva di rischi se aggiunta agli effetti dei farmaci che spesso assumono i ragazzi autistici. Con un percorso di preparazione invece, da parte del medico che lo curerà, si riesce a conoscere meglio le caratteristiche del paziente e a comunicare con lui in maniera più semplice, facilitando così i diversi interventi odontoiatrici, sempre più frequenti fra le persone autistiche.

Ecco, vi  allego qui sotto un Vademecum che è stato costruito dalla Dotssa Maria Emilia Seira Ozino, counselor sistemico, docente a contratto di Pedagogia speciale presso l’Università degli Studi di Torino e consulente per i Disturbi pervasivi dello Sviluppo, in collaborazione con l’AIDI (Associazione Igienisti Dentali Italiani) e il Coordinamento Autismo Piemonte.

Ecco qui il  Vademecum per conoscere meglio i pazienti autistici che vi potete scaricare, nel caso troviate nel vostro percorso dentisti disponibili a consultarlo.

Ora tocca semplicemente diffonderlo affinché l’iniziativa venga attuata anche nelle altre regioni.

Noi come genitori, cosa possiamo fare per rendere il più rilassante possibile il momento  inevitabile del dentista? Questi  sono  i miei personali consigli:

  1. Innanzitutto, sin dall’infanzia, bisogna rendere autonomi i nostri bambini riguardo l’igiene orale: spazzolarsi correttamente i denti è il primo passo per prevenire le visite mediche.comelavareidentiAres non soltanto  si lava i denti  da solo ma gli faccio fare anche gli sciacqui con il colluttorio.  Affinchè lo tenga in bocca il tempo necessario contiamo fino a 50:
  2. Parlate con il vostro medico della possibile sigillatura dei denti, la quale evita l’insorgenza di carie. La sigillatura dei denti è consigliata, in particolare, per prevenire lo sviluppo di processi cariogeni nei molari. La sigillatura dei molari (permanenti) per i bambini è una garanzia per la salute dei loro denti. E va eseguita non appena i denti da latte lasciano il posto a quelli permanenti.sigillatura denti
  3. Non aspettate mai il mal di dente, ma fate controlli periodici. Non sempre i bambini autistici sono in grado di dirvi se hanno dolore ad un dente oppure alla gengiva.
  4. Cogliete ogni sintomo comportamentale di vostro figlio e pensate sempre che può essere spesso riconducibile a malessere fisico, anche, quindi al mal di dente: nervosismo, irrequietezza, secondo l’età, possono indicare un dolore anche nei denti. In quel caso, è bene correre dal dentista per non aspettare situazioni che obblighino l’estrazione forzata dei denti.
  5. Come per ogni visita esterna che si rispetti, io preparo sempre Ares: una storia sociale, preferibilmente visiva, con immagini che figurino i diversi momenti della visita dentistica e stampatevi alcune immagini inerenti al dentista, che illustrino a vostro figlio a cosa va incontro, così di non avere sorprese.
  6. Fate alcune prove a casa per quanto riguarda le competenze essenziale che si richiedono dal dentista: sputare correttamente, sciacquare, aprire bene la bocca, il più grande possibile, ecc.

Intanto, i pazienti di Roma possono contare sulla competenza di QUESTO dentista, il dottor Livio Gallottini, che a giudicare dal suo sito, è super preparato per accogliere i nostri pazienti speciali.

Mentre la Dental Unit di Villa Lucia Hospital a Conversano  – guidata dal Prof. Claudio Napoleone   si è di recente dotata di attrezzature idonee (anche poltrone specifiche) per poter eseguire terapie odontoiatriche anche su pazienti particolarmente vulnerabili  con “esigenze speciali”, come i pazienti autistici.

C’è anche questo interessante progetto del Dottor Russo, dentista e padre di un ragazzo autistico, che ha elaborato un programma studiato ad hoc per bambini disabili ed odontofobici. Vi allego la locandina del suo progetto:

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