L’uso del concatenamento retrogrado per rendere autonome le persone autistiche

Oggi vi faccio vedere un video, il quale è il risultato di una delle tecniche cognitivo comportamentali che più mi entusiasmano dell’A.B.A., e cioè, il concatenamento retrogrado.

Il concatenamento retrogrado consente di spezzettare in piccoli segmenti un preciso compito o azione, insegnando poi ogni segmento in maniera distinta. Si chiama appunto retrogrado perché si comincia ad insegnare dall’ultimo segmento del compito. Esiste anche il concatenamento anterogrado che invece inizia l’insegnamento dai primi passaggi ma sempre spezzettandoli.

Il video in questione vi fa vedere Ares (a circa 10 anni) che si prepara il latte con il cioccolato in polvere. Prima di arrivare all’azione completa, ho diviso ognuna delle azioni che lui doveva compiere, le ho scritte, e Ares le ha imparate separatamente nel tempo, ci è voluta una settimana. L’ultima azione è lui che beve la cioccolata. Da lì in poi, come in una scena all’indietro, ha imparato, prima a girare la cioccolata dentro al latte, poi a versare lo polvere di cioccolata dentro il latte, poi a prendere la cioccolata, e così via, fino all’ultima azione imparata, che è invece quella che vedete per prima: prendere il latte nel frigo.

La cosa che trovo favolosa di questa tecnica, è che la si può applicare a qualunque compito desideriate. Ares ad esempio ha imparato a fare le polpettine, ha imparato ad allacciarsi le scarpe, a lavarsi i denti, a cucinare e anche ad andare al bar a comprarsi il cornetto, tutto tramite il concatenamento retrogrado oppure anterogrado

E’ importantissimo segnalare che non bisogna mai avere fretta di arrivare alla fine, bisogna avere pazienza, pensare a tutte le azioni che si compiranno e scriverle per non lasciare spazio ad improvvisazioni che possano incidere negativamente sul buon esito dell’apprendimento. Ovviamente ad ogni azione il bambino va premiato. 

Insegnate oggi la prima oppure l’ultima azione e così a seguire, un’azione per volta. Ricordate che ogni gruppo di azioni comporta spesso diverse abilità, non sempre acquisite dal proprio figlio.

Ad esempio Ares, per farsi la colazione deve soprattutto sapere dove trova gli ingredienti: dove sta il latte, dove la cioccolata, dove il cucchiaino e poi deve saper girare. L’azione di girare mi ha trattenuta parecchio nel suo insegnamento perchè in principio Ares girava lui, invece che girare la mano. Mi ci è voluto un po, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.