Autismo. Primi passi per insegnare la Matematica

Insegnare la Matematica ai bambini con autismo non è una mera questione riguardante la didattica. Le applicazioni della Matematica sono molteplici, e si trovano alla base di tante abilità che un adulto con autismo dovrà poi affrontare. Fra queste la gestione dei soldi e quindi l’addizione e sottrazione per riuscire a fare la spesa, ad esempio. E’ quindi essenziale insegnare ad un bambino almeno le basi della Matematica.

Insegnare la Matematica non è difficile se si tiene conto di alcune regole basilari e se si evitano alcune insidie che possono intaccare il percorso. Ricordiamo che al bambino con autismo serve la concretezza nell’insegnamento di qualunque concetto. Per questo motivo, è importante affiancare sempre ad ogni numero che si insegna un’immagine. Più renderete visivo l’insegnamento e più sarà semplice.

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  1. La prima cosa da fare è stampare i primi numeri da 0 a 10. Io li ho plastificati per renderli durevoli. Poi piano piano aggiungi le altre cifre da imparare, fino al 20 nella prima fase.
  2. Una delle prime abilità che secondo me si rende necessaria nell’insegnamento della Matematica è il CONTARE. Il bambino deve imparare a contare associando ad ogni numero un simbolo: il 2, il 3 ecc. e a questi simboli si associa una quantità, che è quella che renderete visibile ai fini della comprensione.
  3. Un semplice trenino, ad esempio, può rendere l’idea della continuità, della sequenza dei numeri, affinchè il bambino impari che uno viene prima e l’altro viene dopo.IMG_5342.600
  4. Se a questo trenino anteponiamo un’immagine  vuota, possiamo quindi insegnare il simbolo del numero 0. E’ importante poi esporre visivamente al bambino il concetto del numero 0: ad esempio quando mangia la pasta: ne restano 3 rigatoni nel piatto, mangia uno e ne restano due, mangia tutti e ne restano? Zero rigatoni. Collocando i numeri poi in una linea  è facile scrivere lo 0 prima dell’inizio della catena di numeri naturali.linea-dei-numeri-fino-al-10
  5. E’ poi importante insegnare al bambino a scrivere i numeri. E ovviamente per questo ci facciamo aiutare da schede di pregrafismo con i numeri predisposti:
  6.  Diceva Temple Grandin, famosa autistica di cui ho parlato spesso qui nel blog: downloadUtilizzate dei metodi visivi concreti per insegnare i numeri. I miei genitori mi hanno regalato un giocattolo matematico che mi ha aiutato ad imparare i numeri: consisteva in una serie di blocchetti dalla lunghezza e dai colori differenti per i numeri da uno a dieci. Con quei blocchetti ho imparato a fare le addizioni e le sottrazioni. Per imparare le frazioni, la mia insegnante aveva una mela di legno tagliata in quattro pezzi ed una pera di legno che era tagliata a metà: da esse ho appreso i concetti di quarti e metà.” Immagino ovviamente che si riferisse ai regoli.

  7. Uno dei libri usati da Ares per imparare la Matematica è La linea del 20, esiste anche La Linea del 100 e via dicendo. Questo libro consente di operare da subito entro il 20 svolgendo addizioni e sottrazioni, che prima di essere algoritmi della disciplina sono azioni della vita quotidiana che hanno il semplice significato di «aggiungere» e «togliere». 
  8. Qui invece uno dei primi esercizi che abbiamo fatto per memorizzare i numeri:0001Si tratta di una semplice sequenza di tre esercizi da fare quando il bambino, più o meno nella prima elementare, comincia a conoscere i numeri. La sequenza si può ovviamente cambiare fino all’infinito. In seguito i quadretti si possono togliere. L’importante è che rimanga l’essenza del esercizio per ripassare l’ordine.

Prima scrivi il numero che manca. Poi scrivi il numero che si trova fra un numero e l’altro. Poi scrivi quello che viene prima e quello che viene dopo. In questa sequenza che vi ho proposto arriviamo soltanto fino al numero 10.

Qui nel Blog scrivendo la parola Matematica nel “cerca” della Home Page, troverete tantissimi altri esercizi e video di Ares riguardanti l’addizione, la sottrazione, gli Insieme, ed altri argomenti di Matematica.

Ricordatevi di premiare sempre il bambino dopo ogni risposta esatta e di rendere sempre l’insegnamento il più tangibile possibile con giochi ed esercizi alla sua portata:

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Buon lavoro!!

 

 

 

 

 

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