Imparare i nomi dei compagni di classe/COMO APRENDER LOS NOMBRES DE LOS COMPAÑEROS DE AULA

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Allora, mamme e papà, esiste una tecnica molto efficace, che abbiamo messo in pratica con Ares, per fargli conoscere i compagni di classe, anche perchè potrebbe perfettamente capitare che il bambino superi i 5 anni  di scuola primaria senza MAI sapere come si chiamano i propri compagni.

Con Ares abbiamo fatto così.

Dopo accordi presi con le maestre, Ares ha cominciato, nelle pause della merenda, a portare vari oggetti a specifici compagni. Ad esempio: “Ares, porta questa matita a Camilla”. 

Oppure, “Ares, potresti dare un pezzetto della tua pizza a Claudia?” “Porta questo diario a Margherita”. O viceversa. Camilla veniva da Ares a dargli una matita e Ares ringraziava, pronunciando anche il nome: “grazie, Camilla”.

Se Ares tentennava perché non sapeva di quale compagna/o si trattasse, gli si rivolgeva la domanda: “Dov’è Camilla? Dov’è Claudia?”. E le/i compagni alzavano la mano oppure si facevano notare anche dicendo:”Eccomi”.

Nel giro di poco tempo Ares sapeva benissimo il nome della maggior parte dei compagni di classe. Non è, ovviamente, l’unica  escamotage da provare per raggiungere questo obiettivo.  Volendo, e con la collaborazione delle insegnanti di ruolo, si possono veramente fare tante altre cose, fra cui un vero e proprio incontro settimanale al di fuori dell’aula, ma di questo vi parlerò in un altro articolo.

 

COMO APRENDER LOS NOMBRES DE LOS COMPAÑEROS DE AULA

Bueno, madres y padres, existe una tècnica muy eficaz, que pusimos en pràctica con Ares, para que se aprendiera los nombres de los amiguitos del aula, sobre todo porque pudiera pasar que el niño autista se pase los 5 años de primaria sin saber JAMAS còmo se llaman sus compañeros.

Con Ares hicimos asì.

Nos pusimos de acuerdo con los profesores, y Ares  empezò, durante las pausas de la merienda,  a llevar varios objetos  a  especìficos compañeritos. Por ejemplo: “Ares, lleva este làpiz a Matteo”.

O tambien, “Ares, darìas un pedacito de piza a Claudia?”

“Ares, lleva este libro a Camila”. O viceversa. Camila traìa a Ares un libro y Ares agradecìa, pronunciando su nombre: “gracias, Camila”

Si Ares demostraba dudas porque no sabìa de què compañerito se trataba, se le hacìa la pregunta: “Ares, dònde està Camila?. “Dònde està Claudia”? Y sus compañeros levantaban la mano diciendo: “aquì estoy”.

En unos poco  dìas Ares conocìa perfectamente el nombre de la mayor parte de sus compañeros de aula. No es, obviamente, la ùnica via que se  puede probar para lograr este objetivo. Si quisièramos, y siempre con la colaboraciòn de los profesores titulares, se pueden hacer muchas otras actividades, entre ellas encuentros semanales fuera del aula, pero bueno, de esto les hablarè en un pròximo artìculo.

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